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Inviato: 30 Mar 2007, 13:49 Oggetto: National League West Division - Preview by PlayitUSA.com
National League West Division - Preview by PlayitUSA.com
Arizona Diamondbacks
Colorado Rockies
Los Angeles Dodgers
San Diego Padres
San Francisco Giants
Di seguito riporterò le preview di queste squadre, scritte e redatte, dalla redazione baseball di www.playitusa.com _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
Dopo una stagione 2006 altalenante (nella quale gli Arizona Diamondbacks avevano inziato con un record di 34-22, per passare poi ad 8-20 in giugno, risalendo con un parziale di 16-9 a luglio prima di concludere postando una percentuale di vittorie di .386 da agosto in poi), la squadra dell'Arizona si presenta ai nastri di partenza di questo 2007 con una identità più precisa.
Questa stagione la franchigia ha cercato un equilibrio nel roster attraverso la mediazione fra giovani prospetti in attacco e veterani sul mound; questo grazie al certosino lavoro del GM Josh Byrnes che ha cercato di abbassare il monte ingaggi del precedente regime.
In questa stagione Arizona presenta solo 2 volti nuovi nei ruoli primari, vale a dire i 2 lanciatori partenti Doug Davis e Randy Johnson.
Pitching & Difesa
In cima alla rotazione ci sono le 2 stelle della squadra, Brandon Webb e Randy Johnson.
Reduce da una stagione 2006 nella quale ha prodotto un record di W-L di 16-8, con una ottima ERA di 3.10 e 178 K, vincendo il Cy Young Award, Webb è sicuramente il giocatore in più della squadra ed uno dei migliori lanciatori della MLB; fra gli starters della Major League, nel 2006, solo Greg Maddux, Chien-Ming Wang e Roy Halladay sono stati più efficienti. Il suo sinker è considerato il migliore della Lega.
Randy Johnson è l'eroe che torna in Arizona, dove ha postato i records di franchigia per partite vinte (103), ERA (2.65), K (1,832) e dove ha vinto 4 consecutivi Cy Young Awards dal 1999 al 2002. Sicuramente Johnson non è quel pessimo lanciatore che i tifosi di New York pensano, però ci sono sicuramente questioni di durabilità vista l'età, 43 anni, e la storia di infortuni alle ginocchia ed alla schiena.
Proveniente da Milwaukee nello scambio che ha portato in maglia Brewers Johnny Estrada, il LHP Doug Davis sarà lo starter numero 3.
Davis ha concluso la sua terza consecutiva stagione da 200 innings nel 2006; anche se lo score della scorsa stagione lascia a desiderare, 11-11 per 4.91 ERA e 159 K, Doug è un pitcher migliore di quanto le sue statistiche raccontino. Con Webb e Johnson a tirare la carretta con le maggiori responsabilità, Davis dovrebbe avere una buona campagna 2007.
Al posto numero 4 della rotazione troviamo Livan Hernandez, 13-13 con 4.83 Era e 128 K nel 2006; le sue prestazioni sono andate scemando nel corso degli anni ma la sua storia di 8 stagioni negli ultimi 9 anni da 200 innings permette ad Arizona di avere un valido veterano su cui contare.
Il quinto posto della rotazione è aperto; sarà una battaglia fra gli RHPs Juan Cruz, Enrique Gonzalez, Edgar Gonzalez, Dustin Nippert ed il LHP Dana Eveland. Attulamente appare favorito Edgar Gonzalez, 3-4, 4.22 ERA e 28 K la scorsa stagione. Almeno uno fra gli sconfitti in questo scontro finirà nel bullpen.
Come closer troviamo uno dei lanciatori più talentuosi e, allo stesso tempo, più inconsistenti della Lega in Jose Valverde.
Il talento di Valverde lo si legge nel suo record in carriera di strikeouts, 253 in 195.2 innings; l'inconsistenza nel record 2006 di 2-3, 5.84 ERA, 18 saves e 69 K.
Nel bullpen ci sono anche, oltre come detto ad almeno un perdente della corsa al quinto posto della rotazione, Brandon Lyon, Jorge Julio e Brandon Medders insieme a 2 propetti come Jeff Bajenaru e Tony Pena.
Lineup
Il lineup titolare dovrebbe essere:
CF Chris Young
2B Orlando Hudson
1B Conor Jackson
LF Eric Byrnes
3B Chad Tracy
SS Stephen Drew
RF Carlos Quentin
C Chris Snyder
Nella posizione di catcher avremo una sfida interessante fra Chris Snyder e Miguel Montero. Entrambi comunicano bene con i pitchers.
Nell'infield Hudson è un'arma in più mentre Jackson è stato paragonato ad un giovane Paul Konerko.
Riguardo a Drew, nonostante la presenza di molti forti giovani shortstops nella NL, il più giovane fratello di J.D. riesce a guadagnarsi una citazione particolare. Stephen ha un grande potenziale e potrebbe diventare una stella dell'intera MLB.
Nell'outfield invece Byrnes, Young e Quentin potrebbero creare qualche problema ad Arizona e le riserve Jeff DaVanon e Scott Hairston non sembrano all'altezza della situazione.
Arizona spera in un rapido sviluppo di Drew, Jackson, Young e Quentin; ci sarà questo sviluppo? E ci sarà questa stagione? Difficle dirlo; certo che se le giovani promesse dovessero mantenere le attese si propetta un futuro roseo per la franchigia, viceversa...
Arrivi
Doug Davis (LHP, MIL); Randy Johnson (LHP, NYY).
Giocatore Chiave
Molto della stagione di Arizona dipenderà da quella di Johnson. Arizona ha rischiato, pagando molto per il ritorno della Big Unit. Sicuramente le motivazioni non mancheranno a Johnson, bisognerà vedere se sarà in grado di mantenere le attese, soprattuto vista l'età e la storia clinica. Le pressioni saranno certamente enormi su di lui, per quella che potrebbe apparire come una operazione nostalgia più che una intelligente mossa per migliorare il roster.
Giudizio Finale
Sicuramente Arizona è una buona squadra, con una stella come Webb; il problema è che gioca nella NL West con 2 superpotenze come Dodgers e Padres, che sembrano al momento meglio attrezzate di lei.
In attacco ci sono ottimi prospetti, a cominciare da Drew; il problema è che la gioventù richiede tempo prima di maturare completamente e non è difficile pensare a qualche errore di inesperienza per i giovani
Sul monte, come detto sopra, c'è una stella di assoluto valore come Webb; il problema è dato dall'incognita Johnson, da una rotazione non eccelsa e da un bullpen non di primo piano.
Come si vede, un pò troppi problemi per aspirare ad un'annata di prestigo...probabilmente Arizona è almeno una stagione lontana da essere una contendente per i playoff. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
La National League West si contraddistigue per il suo equilibrio che spesso si protrae fino alle ultime battute della stagione.
I Rockies possono quindi guardare questo 2007 con un certo ottimismo, consci di un potenziale offensivo di tutto rispetto e di una rotazione che scricchiola ancora troppo per acquistare una certa tranquillità.
E' facile intuire come anche un piccolo passo falso e quindi un periodo non roseo durante la stagione possa comprometterne il risultato, vista la classifica molto corta che anche in questo 2007 si andrà probabilmente a creare.
Pitching & Difesa
Il primo nome della rotazione è quello di Aaron Cook. Reduce da una stagione non delle più brillanti, discretamente al negativo, Cook è in un certo senso esploso lo scorso anno, dal punto di vista delle partenze, 32 in totale, ed è stato quindi usato esclusivamente come pitcher partente. Dunque questa fiducia riposta in lui potrebbe servirgli da trampolino di lancio.
Jeff Francis viene visto con maggiore interesse, principalmente per due motivi. Il primo è quello della sua giovane età, classe 1981. Il secondo quello delle 27 vittorie negli ultimi due anni, e considerando che questa è soltanto la quarta stagione in MLB e che Francis ha 26 anni, sono numeri davvero niente male. Il pitcher canadese è uno dei punti migliori di questa rotazione.
Ben più esperienza possiede Rodrigo Lopez, acquistato quest'anno da Baltimore. Reduce da una stagione disastrosa, Lopez ha comunque dalla sua 6 anni di esperienza e soprattutto lo stimolo di cominciare per una nuova squadra e una nuova città. 18 sconfitte lo scorso anno. Difficile poter fare peggio.
Altro nome giovane è invece quello di Jason Hirsh, sophomore quest'anno dopo aver debuttato nell'agosto dello scorso. Ancora ingiudicabile, ha dalla sua la giovane età, classe 1982, e dovrebbe avere la voglia di cancellare quel brutto dato dell'ERA nel 2006, 6.04!
Dopo Lopez, Josh Fogg è il più anziano e probabilmente il più stabile sotto tutti i punti di vista. Mai una stagione totalmente perdente, nè una pienamente vincente. E' forse troppo tardi per esplodere, anche se nonostante i suoi 31 anni, Fogg ha 6 di baseball alle spalle per cui non può essere ancora considerato un veterano tra i più anziani nella majors.
Potrebbe esserci spazio anche per Brian Lawrence nella rotazione dei partenti, anche se per ora viene considerato un "sesto" uomo.
Dando uno sguardo al bullpen, è d'obbligo citare per primo il nome di Brian Fuentes, 30 salvezze la scorsa stagione e closer ovviamente titolare anche quest'anno.
Interessante il nome di Ramon Ramirez, seconda stagione di baseball da professionista per lui e già diversi buoni numeri mostrati lo scorso anno.
Il bullpen continua con il veterano LaTroy Hawkins alla sua 12esima stagione di baseball. Anche lui arrivato da Baltimore verrà probabilmente utilizzato in minima parte.
Chi ha perso diverso smalto, quanto meno in chiave fiducia, è Byung-Hyun Kim che lo scorso anno era impiegato come partente mentre quest'anno verrà utilizzato nel bullpen.
Chiudiamo con Jeremy Affeldt che ha fatto capire quanto nella scorsa stagione sia stato determinante, nel bene e nel male, con un record di 8-8.
Lineup
Pur restando sempre su livelli elevati il first baseman Todd Helton sta lentamente scendendo di grado, statisticamente parlando, nella sua carriera. Un esempio lampante è la batting average che da diversi anni a questa parte sta calando costantemente pur rimanendo su valori oltre i .300. Anche dal punto di vista del profitto Helton è crollato dal 2003 ad oggi lasciando intravedere qualche segno negativo dell'età. Dunque sarà difficile vedere un Helton di qualche anno fa, e probabilmente anche in questa stagione continuerà il suo calo costante.
Jamey Carroll in seconda base, di certo non darà una mano in incisività, dato che il suo numero di HR in carriera è di 7 e quello degli RBI ammonta a 90. Leggermente meglio in media battuta dove riesce ad essere maggiormente costante. Francamente non è il giocatore che può dare di più a Colorado.
Neanche, per ora, Troy Tulowitzki può essere l'uomo in più, ma desta sicuramente più interesse se non altro per i suoi 22 anni e la sua sola stagione alle spalle (e di certo non da protagonista). Colorado parla bene di questo SS. Non bisogna aggiungere ulteriori parole, dovrà dimostrare quello che vale.
Insieme ad Holliday che vedremo più avanti, Garrett Atkins è il giocatore che può cambiare volto a questi Rockies. Dotato di una grande potenza e di un grande equilibrio (.329 BA - 29 HR - 120 RBI nel 2006), questo ragazzo di 27 anni è un giocatore completo. Potenzialmente è ancora giovane, considerando che le sue stagioni finora sono state in crescendo, non c'è motivo di credere che non possa continuare. Dvorà ripetere i numeri del 2006.
Partendo da sinistra tra gli OF, troviamo Matt Holliday. Fantastico il suo 2006 con 34 HR e 114 RBI, e se consideriamo che il ragazzo è nato nel 1980 e che questa è la sua sola quarta stagione, i numeri possono essere ancor più incoraggianti.
Torniamo sulla terra parlando di Willy Taveras, il CF. Se Taveras non passerà alla storia per la sua media battuta o per il suo numero di HR, è sicuramente quello che nei Rockies ruba maggiormente basi. 33 lo scorso anno e 34 quello prima. Anche per lui poca esperienza ed età ancora giovane, dunque ampi margini di miglioramento.
Il quadro degli OF si completa con Brad Hawpe, altro giocatore completo e piuttosto giovane che però ha fatto vedere quello che vale soltanto nella stagione appena passata e quindi non può essere giudicato ancora troppo a fondo. Anche per lui esordio nel 2004, quindi tutta una carriera di baseball davanti ai suoi occhi. Il posto di RF è suo e a contenderselo, al limite, ci sarebbe soltanto il "tedesco" (nato in Germania) Jeff Baker, ma con 95 AB in carriera sarà difficile, almeno quest'anno, trovare spazio.
Chiudiamo la parentesi lineup con il catcher, Yorvit Torrealba che dovrà mettere in mostra principalmente le doti difensive, visto che non punge il giusto in battuta. E'd'obbligo però nominare anche il catcher Chris Iannetta, ragazzo del 1983, di cui avremo probabilmente modo di parlare in un futuro se riuscirà a trovare spazio in questo 2007.
Arrivi
LaTroy Hawkins (RP, BAL); John Mabry (1B, CHC); Rodrigo Lopez (SP, BAL); Brian Lawrence (SP, WAS); Steve Finley (CF, SF).
Giocatore Chiave
Non sarebbe un errore indicare come giocatore chiave un hitter di potenza di cui Colorado è , se pur in minima parte, dotata. I Rockies per disputare una discreta stagione hanno però bisogno di stabilità sul monte, decisamente insufficiente negli anni passati. Per questo abbiamo deciso di indicare Jeff Francis come uomo chiave, nella speranza che possa essere lui il numero uno tra i pitcher partenti dei Rockies.
Giudizio finale
Guardando soltanto i numeri, i Rockies sono evidentemente meno forti rispetto alla altre franchigie della National West, tuttavia il potenziale offensivo è molto giovane e pronto ad esplodere. Ci sono diversi, e forse troppi, problemi nella rotazione, per questo Colorado dovrà insistere obbligatoriamente sul pitching game. A conti fatti, i Rockies sono una squadra da 4-5 posto nella division, ma come è stato detto nell'introduzione, la NL West è tra le più equlibrate e maggiormente combattute. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
Avevamo lasciato i Los Angeles Dodgers dopo l’eliminazione nella NLDS contro i Mets con qualche dubbio sulla produttività dell’attacco e sulla consistenza di alcuni partenti, problemi su cui il General Manager Ned Colletti si era impegnato a lavorare nel corso della offseason. In effetti gli acquisti sono arrivati e nel complesso la squadra è stata rinforzata anche se alcune mosse non hanno proprio convinto fino in fondo. Più che buona la gestione dei partenti con l’innesto del potente Jason Schmidt, uno dei free agents più desiderati dell’ultimo mercato, alla testa della rotazione e l’arrivo del mancino Randy Wolf come solido n° 4, nonostante le riserve legate ad un suo pieno recupero dopo un delicato intervento al gomito. Sul fronte dell’attacco, una volta perso J.D. Drew e confermato Nomar Garciaparra, non è invece arrivata la mazza da 35-40 HR che ci si attendeva, mentre la scelta è ricaduta sul veterano Luis Gonzalez e sul veloce Juan Pierre. A far discutere non è tanto la presenza di Gonzo in esterno sinistro, sebbene sia ormai in netta flessione, quanto invece il contratto principesco fatto firmare a Pierre ($ 44 milioni per cinque anni). Intendiamoci, non che Pierre sia un brocco, tutt’altro, ma quando hai uno come Rafael Furcal al posto di leadoff che senso ha svenarsi per un battitore con quelle caratteristiche? A maggior ragione poi dopo aver lasciato partire un esterno centro come Lofton che ha chiuso con statistiche praticamente equivalenti (.292 AVG. e .330 OBP per Pierre contro .301 AVG. e .360 OBP per Lofton). Sollevato il punto di domanda che tormenta la parte blu di Los Angeles, bisogna comunque riconoscere che un lineup tutto sostanza e velocità, incastonato con tre mazze esperte e di qualità (Kent, Garciaparra e Gonzalez) può tranquillamente affermarsi in questa N.L. West e magari aspirare anche a qualcosa in più di una fugace apparizione ai playoffs.
Pitching & Difesa
Il monte di lancio e la difesa, che già lo scorso anno avevano trascinato i Dodgers ai playoffs, si ripresentano ancora più forti e completi dopo le importanti acquisizioni della offseason. Con l’acquisto di Jason Schmidt come mossa più importante del mercato, la rotazione dei partenti finalmente può annoverare un vero front of the rotation power pitcher, mentre le conferme di Derek Lowe e Brad Penny assicurano una straordinaria solidità anche ai posti n° 2 e 3 dello staff. La parte bassa della rotazione propone invece due storie decisamente diverse tra loro ma allo stesso tempo molto interessanti. L’arrivo del veterano Randy Wolf rappresenta una delle scommesse del General Manager Ned Colletti, visto che il trentenne mancino è reduce da un importante intervento al gomito che lo ha tenuto a lungo lontano dal monte di lancio. Come n° 5 tra i partenti titolari troviamo invece un po’ a sorpresa Brett Tomko che nonostante una stagione di alti e bassi si è comunque meritato la piena fiducia del manager Grady Little superando sul filo di lana il ben più promettente Chad Billingsley, destinato quindi al bullpen.
Vediamo ora quali sono le caratteristiche principali di questa convincente rotazione:
RHP – Jason Schmidt, nato a Lewiston, ID (USA) il 29/01/1973; 2006 stats: 11-9, 3,59 ERA, 213,1 IP, 180 K, 80 BB. Outlook: un arsenale di lanci da vero power pitcher con una four-seam fastball sulle 90-95 mph, una slider molto robusta e un cambio di velocità di livello assoluto. Dopo essere stato per anni leader della rotazione dei San Francisco Giants, a 34 anni si trasferisce al Los Angeles per ricoprire lo stesso ruolo. Nel 2006 è stato stellare per i primi tre mesi di stagione collezionando un’ERA di 2,78, per poi scemare dopo l’All Star Game con un’ERA di 4,76. Il talento e la potenza ci sono ancora, ma forse lo vedremo con meno frequenza al settimo e all’ottavo inning per essere più efficace nelle gare chiave di settembre.
RHP – Derek Lowe, nato a Dearborn, MI (USA) il 01/06/1973; 2006 stats: 16-8, 3,63 ERA, 218,0 IP, 123 K, 55 BB. Outlook: si affida principalmente a una sinking fastball sulle 89-93 mph, a una curva che raramente raggiunge le 80 mph e ad una slider tra le 84-87 mph. Nella scorsa stagione è stato uno dei protagonisti della corsa ai playoffs, risultando il più solido tra i partenti (in particolare 2,76 ERA nei mesi caldi di agosto e settembre) grazie anche ad una superlativa sinker che lo ha portato tra l’altro a guidare la lega in ground-ball percentage. E’ un mangiatore di inning (ha raggiunto almeno 200 IP in quattro delle ultime cinque stagioni), sempre aggressivo sul monte e molto a suo agio tra i confini del Dodger Stadium. L’anno scorso è stato un legittimo n° 1, quest’anno come n° 2 è tra i più forti della lega.
RHP – Brad Penny, nato a Blackwell, OK (USA) il 24/05/1978; 2006 stats: 16-9, 4,33 ERA, 189,0 IP, 148 K, 54 BB. Outlook: può vantare una fastball che tocca le 97 mph che alterna ad una curva e ad un cambio di velocità. Un po’ come Schmidt, ha letteralmente dominato la prima parte della scorsa stagione con un record di 10-2 ed un’ERA di 2,91 che gli sono valse l’onore di partire come titolare all’ultimo All Star Game, per poi crollare nella seconda metà dell’anno con un’ERA di 6,25. Nonostante non abbia mancato una gara in tutto il 2006, ha lanciato spesso disturbato da dolori alla schiena che indubbiamente hanno contribuito al suo calo di rendimento. Quasi intoccabile quando è al top della condizione fisica, dovrebbe forse essergli concessa qualche giornata di riposo in più.
LHP – Randy Wolf, nato a Canoga Park, CA (USA) il 22/08/1976; 2006 stats: 4-0, 5,56 ERA, 56,2 IP, 44 K, 33 BB. Outlook: anche prima di sottoporsi all’intervento al gomito non aveva lanci molto veloci con una fastball sulle 85-89 mph, una curva ed un cambio di velocità. I dubbi maggiori riguardano le sue condizioni fisiche dopo il Tommy John surgery che lo ha tenuto lontano dal monte per più di un anno. Nella parte finale della scorsa stagione ha ripreso a lanciare con risultati incoraggianti, anche se al di sotto delle sue possibilità. Per un finesse pitcher che non necessita di molta potenza sarà più facile ritrovare la misura e l’efficacia dei suoi lanci, ma per il ritmo partita non sarà altrettanto agevole.
RHP – Brett Tomko, nato a Euclid, OH (USA) il 07/04/1973; 2006 stats: 8-7, 4,73 ERA, 112,1 IP, 76 K, 29 BB. Outlook: il talento non è certo quello che gli manca con un arsenale di lanci che comprende una fastball che va dalle 91 alle 95 mph, una slider piuttosto veloce sulle 84-87 mph, una curva ed un cambio di velocità. Alterna prestazioni di grande livello ad altre assolutamente scadenti ed affidarsi a lui è un po’ come salire sulle montagne russe. Dopo aver perso il posto nella rotazione anche per colpa di problemi fisici (e dell’arrivo di Greg Maddux) sembrava aver trovato la sua giusta collocazione nel bullpen. Grady Little gli concede l’ennesima opportunità come partente, se fallisce anche questa non sembra possa esserci una prova d’appello.
A preservare quanto di buono sarà fatto dalla rotazione dei partenti, troviamo un bullpen solido e profondo che annovera alcuni elementi di indiscutibile qualità. Uno di questi è sicuramente il closer Takashi Saito, sorpresa assoluta della scorsa stagione dopo aver conquistato in corso d’anno il ruolo di leader del bullpen grazie ad una consistenza e costanza di prestazioni tali da far dimenticare (sempre che sia possibile) l’infortunio di Eric Gagne. Come prima opzione nella posizione di setup torna il fireballer Jonathan Broxton anch’egli esploso nel 2006, ma rispetto a Saito molto più giovane (22 anni contro 37), potente e esplosivo fisicamente. Dopo questo 1-2 di notevole livello, sono a disposizione del manager Grady Little una rosa di tre ex lanciatori partenti che comprende il destro Chad Billingsley ed i mancini Mark Hendrickson e Hong-Chih Kuo. Sorprende soprattutto la scelta di non utilizzare Billingsley come partente dopo che nello scorso anno aveva tutt’altro che demeritato, ma Little probabilmente ritiene che, almeno ad inizio stagione, la sua fastball sia più utile uscendo dal bullpen in momenti chiave. Sembra comunque poco probabile che il talento ventiduenne non venga prima o poi utilizzato come partente. Diversa è invece la situazione per i mancini Hendrickson e Kuo che, salvo necessità contingenti provocate da infortuni, sono destinati a servire da long-relievers. Come mancino di situazione sarà utilizzato ancora Joe Beimel, autore di un 2006 davvero pregevole con un’ERA di 2,96 in 70 IP. Nel corso della stagione è atteso anche il recupero di Yhency Brazoban, power pitcher di buon talento che però è reduce da un intervento al gomito che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi tutto il 2006. Rientrano nel mix per giocarsi un posto nel roster anche Eric Stults, Tim Hamulack e Chin-hui Tsao.
Conosciamo ora più da vicino i principali protagonisti di questo bullpen:
RHP – Takashi Saito, nato a Miyagi, Giappone il 14/02/1970; 2006 stats: 6-2, 24 SV, 2,07 ERA, 78,1 IP, 107 K, 23 BB. Outlook: nella scorsa stagione è stato praticamente intoccabile con una fastball sulle 90-93 mph, una slider devastante ed occasionalmente anche una curva. Dopo 14 stagioni trascorse in Giappone, ha deciso di mettersi alla prova nel campionato a stelle strisce firmando un contratto da minor leaguer nell’inverno scorso. In pochi mesi è riuscito a guadagnare il posto di closer rivelandosi come uno dei lanciatori più dominanti della lega. Solo per fare qualche esempio ha guidato i rilievi per numero di strike out, non ha concesso un fuoricampo dal 15 maggio e ha lasciato ai battitori destri solo le briciole concedendo una media di .129. Una garanzia al nono inning, nel 2007 può raggiungere le 40 salvezze.
RHP – Jonathan Broxton, nato a Augusta, GA (USA) il 16/06/1984; 2006 stats: 4-1, 2,59 ERA, 76,1 IP, 97 K, 33 BB. Outlook: un ragazzone di 1,90 m che pesa più di 120 Kg e spara proiettili a 97 mph, ecco questo è più o meno il ricordo che molti battitori hanno del setup dei Dodgers. Al di là della fastball, può contare anche su una late-breaking slider e su una split-finger. L’anno scorso si è imposto come uno dei migliori setup della lega e di certo ha la stoffa del closer, ma per adesso deve ancora migliorare il suo controllo e fare un po’ esperienza.
RHP – Chad Billingsley, nato a Defiance, OH (USA) il 29/07/1984; 2006 stats: 7-4, 3,80 ERA, 90,0 IP, 59 K, 58 BB. Outlook: probabilmente già pronto per salire sul monte già al primo inning, inizierà invece la stagione nel bullpen forse per evitare un sovraccarico di lavoro a braccio e spalla. Possiede una fastball che varia dalle 90 alle 95 mph, una curva molto evidente nella parabola, una slider e occasionalmente un cambio di velocità. E’ il più promettente prospetto della squadra e nella scorsa stagione ha già avuto modo di dimostrare tutto il suo valore in alcune uscite di buon livello. Rallentato poi da alcuni problemi fisici, ha terminato l’anno in evidente difficoltà. Ha il talento per diventare un frontline starter anche se forse solo tra un anno o due.
Perfetto complemento per un monte di lancio di questo livello è una difesa attenta, concreta e complessivamente molto affidabile. Tra gli interni, che ricordiamo indispensabili per massimizzare il rendimento di Derek Lowe, spicca il talento di Rafael Furcal (SS) che rappresenta il catalizzatore del gioco difensivo della squadra. Grazie a istinto e rapidità copre la posizione in maniera impeccabile ed allo stesso tempo è in possesso di un buon guanto ed un braccio potente preciso. Non può vantare lo stesso dinamismo il seconda base Jeff Kent che comunque, sebbene con un range più limitato ed un guanto nella norma, resta ancora più che adeguato nel suo ruolo. Le cose non vanno peggio tra i corner infielder con la coppia Nomar Garciaparra (1B) e Wilson Betemit (3B) in netta crescita. Garciaparra è riuscito ad adattarsi al meglio alla prima base dopo una vita passata come shortstop, mostrandosi a suo agio sul cuscino anche in fase di allungo. Lo stesso Betemit, dopo un passato da middle infielder, ha trovato una collocazione definitiva nell’hot corner che difende grazie a buoni riflessi e ad un braccio sopra la media. Il catcher Russell Martin ha dimostrato di essere già maturo ed in grado sia di effettuare buone chiamate ai lanciatori che di gestire la palla dietro il piatto. Tra gli esterni, Juan Pierre (al centro) è in possesso di una buona velocità ma è tutt’altro che impeccabile con il guanto risultando spesso inadeguato anche con il braccio. Decisamente meglio con Luis Gonzalez (a sinistra) e Andre Ethier (a destra), nessuno dei due particolarmente dinamico ma entrambi dotati di un braccio preciso e, nel caso di Ethier, anche potente.
Lineup
Come si è già detto in sede di presentazione, il General Manager Ned Colletti non è riuscito a potenziare il lineup con quello slugger che era stato il primo obbiettivo della offseason, facendo poi di necessità virtù investendo su velocità ed esperienza con l’acquisto di Juan Pierre e Luis Gonzalez. Che Pierre sia forse superfluo in presenza di un leadoff come Furcal o che Gonzalez sia ormai sul viale del tramonto sono argomenti molto dibattuti, ma in ogni caso resta il fatto che il lineup è solido ed equilibrato con buone possibilità di sostenere positivamente il lavoro dei lanciatori. Alla testa dell’ordine di battuta troviamo quindi Juan Pierre, velocità allo stato puro con una buona capacità di arrivare in base, seguito da Russell Martin, giocatore molto affidabile al piatto capace anche di una occasionale potenza. Al n° 3 dovrebbe prendere posto Rafael Furcal, sicuramente più a suo agio nel ruolo di leadoff ma in grado anche di aumentare il suo peso offensivo come dimostrano i suoi numeri dello scorso anno. I posti n° 4, 5 e 6 sono riservati ai veterani Jeff Kent, Nomar Garciaparra e Luis Gonzalez. Sia Kent che Garciaparra possono (e devono) garantire la potenza necessaria a spazzare le basi, mentre a Gonzalez è richiesto di dare ulteriore sostanza al cuore del lineup con la valida giusta in situazioni chiave. Tra Wilson Betemit e Andre Ethier potrebbe nascondersi la sorpresa offensiva dell’anno, visto che entrambi hanno buon feeling con la mazza e un’età ancora da esordienti.
Questo è quindi il più probabile lineup titolare:
CF – Juan Pierre, nato a Mobile, AL (USA) il 14/08/1977; 2006 stats: .292 AVG, 87 R, 3 HR, 40 RBI, 32 BB, 58 SB. Outlook: già campione del mondo con i Marlins nel 2003, fonda tutto il suo valore sulle gambe e sulla possibilità di rubare almeno una cinquantina di basi. Battitore di puro contatto (8 HR in totale negli ultimi tre anni) incontra meglio le palle veloci rispetto alle breaking balls e produce nel complesso una buona media in battuta (.303 AVG in carriera). La sua caratteristica principale resta comunque la straordinaria capacità di rubare basi (160 dal 2004 al 2006), grazie alla quale mette sotto pressione i lanciatori avversari.
C – Russell Martin, nato a East York, Ontario (Canada) il 15/02/1983; 2006 stats: .282 AVG, 65 R, 10 HR, 65 RBI, 45 BB, 10 SB. Outlook: forse sarà un caso, ma l’innesto di Martin come titolare nel corso della scorsa stagione ha segnato la riscossa della squadra californiana (71-43 con lui titolare). Giocatore molto solido nel box di battuta, batte principalmente per il contatto anche se in più di un’occasione ha trovato anche la via del fuoricampo. Più dei numeri ha impressionato la sua grande personalità in campo che lo può portare ad essere un titolare inamovibile per gli anni a venire.
SS – Rafael Furcal, nato a Loma de Cabrera, Repubblica Domenicana il 24/10/1977; 2006 stats: .300 AVG, 113 R, 15 HR, 63 RBI, 73 BB, 37 SB. Outlook: è di sicuro uno dei giocatori più importanti di questo lineup. Oltre alla solita notevole capacità di arrivare in base (.369 OBP) Furcal ha dimostrato anche una buona potenza eguagliando il suo record di homer in carriera (15) e piazzando anche 9 tripli. Nel 2007 le sue statistiche offensive potrebbero addirittura migliorare visto che, dopo essere stato per anni un ottimo leadoff, verrà spostato al n° 3 dell’ordine di battuta. E’ appena entrato nel pieno della sua maturità sportiva, promette ancora un anno da protagonista.
2B – Jeff Kent, nato a Bellflower, CA (USA) il 07/03/1968; 2006 stats: .292 AVG, 61 R, 14 HR, 68 RBI, 55 BB, 1 SB. Outlook: dopo essere stato vittima di piccoli infortuni nella prima parte della stagione, è tornato al meglio della forma negli ultimi due mesi battendo .327 con una OBP superiore a .400 dal 7 agosto in poi. E’ il leader di tutti i tempi per fuoricampo realizzati come seconda base (345 HR) e, se resta in buone condizioni fisiche, non ci sono motivi per cui non possa chiudere un altro anno con 30 HR e 100 RBI. Campione d’altri tempi, è una delle ultime occasioni per cercare di portarsi a casa un meritato anello.
1B – Nomar Garciaparra, nato a Whittier, CA (USA) il 23/07/1973; 2006 stats: .303 AVG, 82 R, 20 HR, 93 RBI, 42 BB, 3 SB. Outlook: tornato finalmente in campo con continuità dopo due anni difficili (solo 143 gare tra 2004 e 2005), è stato protagonista di una stagione a due facce con .358, 11 HR e 53 RBI prima dell’All Star Game e .229, 9 HR e 40 RBI nelle partite successive condizionato anche da problemi fisici. Onorato comunque del NL Comeback Player of the Year, ha dimostrato di essere ancora in grado di ottime prestazioni e si candida ad un 2007 sugli standard dello scorso anno.
LF – Luis Gonzalez, nato a Tampa, FL (USA) il 03/09/1967; 2006 stats: .271 AVG, 93 R, 15 HR, 73 RBI, 69 BB, 0 SB. Outlook: reduce dalla sua peggiore stagione dal 1997, Gonzo sembra cercare un’improbabile rinascita al caldo sole della California, ma difficilmente riuscirà ad invertire la tendenza. Nonostante la costante perdita di potenza può comunque fornire una solida mazza mancina capace di un discreto contatto (.284 AVG in carriera) e di una buona percentuale di arrivi in base (ancora .352 nel 2006). Con la sua esperienza in gare importanti può inoltre essere determinante nei momenti chiave della stagione.
3B – Wilson Betemit, nato a Santo Domingo, Repubblica Domenicana il 02/11/1981; 2006 stats: .263 AVG, 49 R, 18 HR, 53 RBI, 36 BB, 3 SB. Outlook: dopo anni trascorsi nell’attesa di una esplosione come major leaguer, l’eterna promessa domenicana sembra aver trovato una posizione stabile nella terza base dei Dodgers. E’ in possesso di una buona potenza anche se è ancora troppo indisciplinato al piatto cadendo spesso e volentieri vittima di strike out (102 su 373 AB) tenendo la sua media a livelli appena sufficienti. Grazie alla possibilità di un posto da titolare, può migliorare i suoi numeri offensivi risultando una delle sorprese della stagione ma deve essere più selettivo nel box di battuta.
RF – Andre Ethier, nato a Phoenix, AZ (USA) il 10/04/1982; 2006 stats: .308 AVG, 50 R, 11 HR, 55 RBI, 34 BB, 5 SB. Outlook: al suo primo anno in MLB, Ethier ha prodotto più di quanto ci si aspettasse da lui. Ha un giro di mazza breve e veloce ed è in grado di produrre una discreta potenza, ma nonostante questo è attento e aggressivo al piatto ottenendo una più che buona percentuale di arrivi in base (.365 OBP). Sebbene abbia sofferto una flessione nella seconda parte della stagione è stato una delle più belle sorprese del 2006, adesso deve riuscire a confermarsi a questi livelli.
Il valore di questa squadra non può essere compreso fino in fondo senza considerare la qualità e la profondità della panchina. Il giocatore simbolo del gruppo per abilità e versatilità è Marlon Anderson (2006 stats: .297 AVG, 43 R, 12 HR, 38 RBI, 25 BB, 4 SB), giocatore che può giocare in esterno come in prima o seconda. Più che discreto nel box di battuta, non è però altrettanto solido difensivamente. Un’altra mazza importante è Olmedo Saenz, non certo noto per la sua difesa come corner-infielder, ma molto efficace come pinch-hitter (15 RBI nel 2006 in quel contesto). Ramon Martinez è pronto invece ad essere utilizzato quasi solo come opzione difensiva visto che può ricoprire tutti i ruoli dell’infield, ma con la mazza non è quasi mai un fattore. I giovani James Loney (1B) e Andy LaRoche (3B) sono prospetti di grande avvenire che probabilmente si divideranno tra prima squadra e minors, ma rappresentano comunque un’ottima soluzione di ripiego. Come backup del catcher Russell Martin, troviamo una vera sicurezza nel veterano di mille battaglie Mike Lieberthal proveniente come free agents dai Phillies. Tra gli esterni, dopo l’infortunio occorso recentemente a Jason Repko (fuori forse per tutto l’anno), come prima opzione soprattutto difensiva dovrebbe essere utilizzato il neo acquisto Brady Clark, mentre il giovane Matt Kemp sarà invece chiamato a far valere il suo talento offensivo.
Arrivi
Jason Schmidt (SP, S.F.), Randy Wolf (SP, PHI), Mike Lieberthal (C, PHI), Luis Gonzalez (OF, ARI), Juan Pierre (OF, CHC) e Brady Clark (OF, MLW).
Giocatore Chiave
Come sempre non è facile scegliere un nome tra tanti giocatori di questo livello ma individuata nella produzione offensiva l’area più critica di questi Dodgers, l’uomo chiave di questa stagione non può che essere Nomar Garciaparra. Una volta ritrovata la condizione fisica e con essa un bel contratto biennale da $ 18,5 milioni, per Garciaparra si presenta l’obbligo morale di produrre una stagione da .300 AVG., 25 HR e 100 RBI, rendimento perfettamente alla sua portata. Se riuscirà ad esprimersi a questi livelli, è probabile che anche i battitori intorno a lui vedano lanci migliori così da garantire un indotto positivo a tutto il lineup. Non che l’attacco sia tutto sulle sue spalle, ma di certo non può prescindere dal suo fondamentale contributo.
Giudizio Finale
Penso che l’obbiettivo di questi Dodgers non possa essere che la conquista della division ed il tentativo di raggiungere le World Series. Per fare questo sembrano ben attrezzati per quanto riguarda il monte di lancio, mentre il lineup resta ancora un po’ carente di forza propulsiva sebbene sia più che coperto quanto ad esperienza e solidità. Al di là di tutto penso comunque che, più che il rendimento dell’attacco, sia più importante non oberare di lavoro (e di inning) sia Schmidt che Penny per mantenerli freschi per il finale di stagione. Con quei due e Lowe in buona forma ai primi di ottobre può essere sufficiente anche un attacco poco più che mediocre. In conclusione, vedo i Dodgers primi nella division con buone possibilità di giocarsela nei playoffs. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
Eccoci alle soglie della nuova stagione anche per i San Diego Padres che dopo due anni da assoluti protagonisti, si dovranno confermare per iniziare ad essere una bella realtà piuttosto che la solita rivelazione stagionale. I presupposti per ripetere una grande stagione ci sono, specialmente se l’occhio cade sulla rotazione; nomi del calibro di Peavy e Maddux spiccano sopra tutti naturalmente, ed ovviamente se li affianchiamo a Young ed Hensley , il tutto si fa davvero interessante. Rivoluzionato il lineup che ha perso gente come Barfield, Roberts e Piazza, che l’anno scorso con il loro apporto hanno dato una notevole spinta alla stagione della franchigia californiana; arrivate molte scommesse a partire dal giovane Kouzmanoff per finire con il più esperto Marcus Giles che ha raggiunto suo fratello Brian nella splendida città di San Diego; promossi a titolari Bard e Sledge che in svariate occasioni nel 2006 hanno avuto l’opportunità di mettersi in mostra davanti ad un vasto pubblico. Ottimo e confermato il bullpen guidato da Hoffman e Linebrink che dopo molte voci di mercato alla fine sono rimasti in casa Padres. Ovviamente dopo la rivoluzione nel roster è obbligatorio parlare del cambio di manager, infatti sulla panchina del Petco Park non siederà più Bruce Bochy (andato a San Francisco), ma il nuovo arrivato Bud Black che dopo sette stagioni come pitching coach dei Los Angeles Angels si è ritagliato un po’ di spazio come manager di San Diego.
Pitching & Difesa
Andiamo ora ad analizzare il parco lanciatori. La rotazione dei Padres è probabilmente una delle migliori di tutta la MLB, difficile trovarne una altrettanto completa; ottimo anche il bullpen che l’anno scorso ha davvero impressionato tutti conquistando partite all’ultimo inning e concedendo nulla o poco più a qualsiasi attacco. Quest’anno a rinforzare i cinque partenti è arrivato l’espertissimo Maddux che dopo aver speso una vita a lanciare a Chicago e ad Atlanta ha deciso di vestire per quest’ anno la maglia dei vincitori delle due ultime division NL West. Per il resto è rimasto tutto invariato e d’altronde perché cambiare visti gli eccellenti risultati?
Da vedere, se ci sono stati, i miglioramente di Peavy che nel 2006 ha registrato partite anche con 16 SO e poi prestazioni imbarazzanti come nei playoff dove è stato surclassato da Carpenter. Interessanti anche, e soprattutto, i giovani Young ed Hensley che hanno alle spalle pochi anni di esperienza e che potrebbero, e devono, migliorare. Prendiamo uno ad uno i singoli lanciatori per capire cosa possono dire in questo 2007 i detentori della division.
Jake Peavy è senz’altro uno dei migliori pitcher che sono in circolazione dopo Santana. Ancora un poco impaziente visto che difficilmente costringe gli avversari a delle groundballs che agevolano la difesa. Per lui sembrano non esserci vie di mezzo, tanti, anzi tantissimi strike out ma anche partite in cui concede troppo. Magari dovrebbe variare un poco il modo di lanciare visto che spesso e volentieri concede HR, infatti l’anno scorso nonostante l’elevatissimo numero di SO ha concluso con un record negativo: 11-14. Le sue fastball raggiungono anche le 96 mph ed è sicuramente il più potente tra i partenti.
Vediamo ora il pitcher che l’anno scorso ha fatto meglio in casa Padres: Chris Young. L’ex Texas ha ottenuto un ottimo record di 11-5 dimostrandosi il più solido e continuo tra i lanciatori californiani. Il 27enne è alla sua quarta stagione tra i professionisti e l’anno scorso è stato il suo anno migliore con un ERA di 3.46 e ben 164 K; lanciatore che non fa della potenza il suo punto di forza, infatti i suoi lanci raramente superano le 92-93 mph. Obiettivo stagionale suo, sicuramente un record positivo e se ce ne sarà l’opportunità, riscattare la pessima figura fatta ai playoff contro i Cardinals. Se dovesse riuscire a mantenere questi presupposti per San Diego sarà molto più semplice ribadire la superiorità nella National West.
Passiamo al nuovo arrivato che risponde al nome di Greg Maddux. Il veterano si trova ormai alla sua 22esima stagione in MLB. Inutile parlare delle 333 vittorie e degli oltre 3000 SO che lo hanno reso noto, ma piuttosto è importante capire quello che ancora può dare a questa sua nuova squadra. L’anno scorso per lui si è concluso con 15W e 14L; ovviamente non è un lanciatore che fa molti K, dovrebbe invece garantire con la sua esperienza una certa tranquillità al monte di lancio non cadendo in partite disastrose con troppe valide concesse. Insieme a David Wells formano la “odd couple”. Proprio quest’ultimo è il quarto partente che andremo ad analizzare. Wells si trova alla sua 21° stagione e ormai è in una fase calante che fa di lui l’anello debole della rotazione (anche se fa effetto nominarlo così). Purtroppo i suoi anni migliori sono terminati e già l’anno scorso dopo il suo approdo a San Diego non ha lasciato una buona impressione: 3W e 5L. Vedremo se sarà in grado di far vedere ai tifosi del Petco Park quello per cui è diventato famoso.
Ultimo ma non per questo meno importante è Clay Hensley infatti nel 2006 ha avuto un’ottima ERA di 3.76 migliore persino di quella di Peavy, al quale rende anche un miglior numero di HR concessi: 15 contro 23. Quindi bisognerà tenero d’occhio questo 27enne che sicuramente sarà in grado di sorprendere tutti con la sua bravura. Possiamo definirlo uno sleeper che potrebbe esplodere da un momento all’altro.
Dopo i partenti andiamo a vedere il bullpen. Ovviamente il closer della squadra sarà ancora una volta Trevor Hoffman confermato dopo le 46 salvezze del 2006 che hanno, forse, dato la maggior spinta ai playoff a questi Padres; non un closer di potenza ma più preciso che fa della changeup il suo pezzo migliore. L’anno passato si sperava potesse ottenere almeno una ventina di salvezze, ma invece è riuscito a ribaltare i pronostici che lo davano sulla via del tramonto. Come setup troviamo Scott Linebrink. Le sue fastball raggiungono anche le 96 mph grazie alle quali ha collezionato ben 36 holds e un record positivo di 7-3. Per tutta l’offseason è stato sulla bocca di molti giornalisti che davano per scontato il suo passaggio ai calzini rossi, ma il ragazzo texano alla fine è rimasto in California. Oltre ai due pezzi grossi del bullpen ci sono anche molti altri setup che hanno fatto molto bene nel 2006, a partire da Cla Meredith che con la sue ERA di 1.07 e le sue 16 holds ha fatto davvero bene contribuendo alla causa playoff; ale spalle c’è Scott Cassidy che si è fatto notare soprattutto per il numero di K: 49 in 42 innings lanciati. Arrivato dai Mets sarà anch’egli setup Heath Bell per lui l’anno passato 35 K in 37 IP.
Per quanto riguarda le prestazioni sul diamante bisognerà vedere quanto saranno in grado di fare i nuovi arrivati e i più giovani; sempre affidabile è Gonzalez come first baseman e l’esperto Marcus Giles in seconda base, che sembrano essere i due più completi per quanto riguarda la difesa. Kouzmanoff sarà tutto da scoprire, mentre l’ormai affermato Greene sarà come sempre una pedina fissa tra gli infielder. Dietro c’è qualche problema in più visto le non ottime prestazioni di Giles e il nuovo titolare Sledge che non sembra essere un fenomeno, un po’ più affidabile è sicuramente Cameron.
Lineup
Il lineup è sicuramente tutto da scoprire visto i numerosi cambi avvenuti in offseason; vedremo se i giovani insieme ad i nuovi arrivati saranno in grado si sorprendere come hanno fatto l’anno scorso i detentori della National West. Guardando i nomi verrebbe da preoccuparsi, ma così è stato anche nei due anni appena passati; ovviamente manca un giocatore di qualità che possa fare la differenza ma sicuramente con il collettivo se tutto gira per il verso giusto magari, San Diego, potrebbe creare qualche problema a Dodgers e Giants.
Procedendo come al solito in ordine di basi troviamo in prima Adrian Gonzalez. Il first baseman è sicuramente il giocatore in gradi poter dare il contributo maggiore in fase realizzativa; l’anno scorso ha sorpreso tutti con numeri davvero ottimi: AVG .304, 24 HR e 82 RBI che hanno fatto di lui il miglior hitter e slugger della squadra. Gonzalez si trova alla sua quarta stagione in MLB e in pratica alla sua seconda da titolare, quindi è d’obbligo aspettarsi da lui qualcosa in più rispetto all’anno passato anche perché una sua maggior incisività corrisponderebbe ad un miglioramento evidente da parte delle statistiche offensive della squadra, cosa di cui necessità maggiormente San Diego.
Come second baseman c’è il nuovo acquisto Marcus Giles proveniente da Atlanta che ha seguito le impronte del fratello raggiungendolo in California. Giles sarà chiamato a sostituire il partente Barfield autore l’anno scorso di un'ottima annata. Sicuramente i numeri del 2006 dell’ex Braves non entusiasmano nessuno, ma negli anni precedenti ha dimostrato di poter fare di meglio battendo sempre nei pressi di .300 AVG e facendo qualche HR e SB in più. Proprio viste le sue qualità, mi aspetterei da lui una maggiore propensione a rubare basi, viste le partenze dello stesso Barfield e soprattutto di Dave Roberts. Vedremo se le sue prestazioni caleranno ancora o l’anno scorso è stato solo un passaggio a vuoto.
Come shortstop è confermato come titolare per il quarto anno di fila Khalil Greene. Il biondo 27enne non ha numeri eccezionali in fase di battuta, ma l’anno passato si è dimostrato troppo impaziente al piatto collezionando solamente 39 BB; numero costante di HR per lui ogni anno che possiamo anche considerare buono visto che non gioca moltissimo; infatti c’è un’alternanza con Geoff Blum che ha più o meno le stesse statistiche di Greene e alla fine insieme come ruolo danno un contributo abbastanza consistente: 19HR, 89RBI e 56 BB; se fossero un solo giocatore si potrebbe parlare di un buon SS. Diciamo che quest’anno entrambi dovranno far vedere qualcosa di più per partecipare ad un miglioramento collettivo.
In terza base c’è ancora un nuovo acquisto proveniente da Cleveland dove però ha giocato pochissimo l’anno passato collezionando solamente 56 AB; naturalmente parliamo di Kevin Kouzmanoff che resta un mistero vista la sua totale inesperienza in major league; difficile esprimere giudizi su di lui, possiamo tuttavia dire che se questo ragazzo confermerà e migliorerà ciò che ha fatto vedere nelle minors potrà veramente essere decisivo per le ambizioni di San Diego. Ricordiamo che nelle minors ha battuto con una media di .379 andando per 356 AB collezionando anche 22 HR; tutto ciò fa presagire un'ottima stagione, ma sappiamo che tra i professionisti è tutto un altro mondo.
Partendo da sinistra abbiamo come LF Terrmel Sledge; per lui l’unica stagione giocata da titolare è stata quella d’esordio con i Montreal Expos dove ha raggiunto 15 HR e battendo a .269. Da quando è arrivato in California per lui c’è stato poco spazio, ma vedremo se quest’anno saprà meritarsi l’opportunità che gli è stata data. Dietro di lui nello stesso ruolo potrebbe giocare anche Russell Branyan che in realtà potrebbe ricoprire anche il ruolo di first and third baseman; Branyan che proprio nelle due ultime nottate di Spring Training ha collezionato 4 HR e 10 RBI. Per lui l’anno passato soltanto 241 AB ma la bellezza di 18 HR; secondo me Sledge dovrà fare attenzione a Branyan che potrebbe rubargli il posto da leftfielder.
Come CF abbiamo Mike Cameron che nel 2006 ha sorpreso tutti andando a realizzare una stagione eccezionale per le sue capacità. Per lui 22 HR e 25 SB che lo rendono il miglior ladro della squadra dopo la partenza di Roberts; buono anche il numero di BB ottenute che sono 71 e discreta viste le sue annate passate la media battuta di .268. Da lui sono richieste conferme perché a 34 anni non gli si può chiedere di far vedere quello che non ha fatto in tutta la sua carriera.
All’estremità destra del campo come RF c’è il veterano della squadra Brian Giles che con i suoi 36 anni è il più anziano tra gli hitters. Per lui questo è il suo quinto anno in San Diego, cosa che al giocatore non era mai avvenuta, infatti aveva lasciato dopo quattro anni sia gli Indians che i Pirates. Per lui l’anno scorso non è stato un buon anno, tutti i suoi numeri sono calati anche se rimane il numero impressionante di BB ottenute: ben 104, dovute all’esperienza accumulata negli anni. Bisognerà vedere se l’arrivo del fratello lo farà rinascere o se è arrivato alla fine dei suoi giorni migliori.
Infine andiamo a vedere il catcher che sarà Josh Bard dopo la partenza di Mike Piazza. Nelle sue 249 AB il 29enne che domani compierà proprio 29 anni, ha fatto vedere ottima cose battendo ad una media di .333. Sembra essere maturo per fare una stagione da titolare ma in caso andasse male alle sue spalle c’è sempre Rob Bowen che con i suoi 26 anni ha tutto il tempo per migliorare e ritagliarsi spazi importanti lavorando sodo. Anche in questo ruolo vedremo se le scelte azzardate della squadra saranno ricompensate.
Arrivi
Greg Maddux (SP, LAD); Marcus Giles (2B, ATL); Kevin Kouzmanoff (3B, CLE); Jose Cruz (OF, LAD); Justin Germano (SP,CIN).
Giocatore Chiave
Ovviamente è d’obbligo mettere come giocatore chiave Jake Peavy. Da lui dipenderà molto della stagione dei Padres; dopo la stagione dell’anno scorso ci si aspetta da lui un record ampiamente positivo che possa permettere alla squadra di poter sopperire alle carenze offensive con la potenza dei pitcher. Se Peavy riuscirà a dare il meglio di sé l’attacco non sarà costretto a fare troppi punti per vincere la partita, cosa che l’anno scorso e probabilmente anche quest’anno sarà difficile. Secondo solo a Santana come numero di SO dovrà confermarsi se non addirittura fare meglio, d’altronde da lui con le potenzialità che ha bisogna pretendere il massimo e non una buona stagione con 215 K ma con 14 sconfitte portate a casa. Vedremo se farà l’atteso salto di qualità che lo lancerà tra i migliori pitcher attualmente esistenti.
Giudizio Finale
Prendendo in considerazione che stiamo parlando dei detentori delle due ultime division è ovvio che ci si aspetti almeno una lotta per i playoff da San Diego; quest’anno più che mai sarà difficile visti i rinforzi arrivati a San Francisco e Los Angeles, ma anche gli anni passati sembrava non esserci nessuna possibilità per i Padres, ma alla fine l’hanno sempre spuntata. Chissà che non si confermi il detto “non c’è due senza tre” e se davvero San Diego potrà diventare una bella realtà della major league. Sicuramente ci sarà da divertirsi in questa division che sembra essere una delle più equilibrate, e speriamo che chiunque passi possa fare un po’di strada in più ai PO. In conclusione per San Diego obiettivo stagionale minimo è raggiungere un record positivo tra vittorie e sconfitte, per poi ambire a qualcosa di più. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
I San Francisco Giants arrivano da un deludente 2006. Consapevoli delle lacune palesate dalla squadra lo scorso anno, durante l’off season sono stati tanti gli sforzi effettuati per rendere competitiva un’ossatura già collaudata.
L’arrivo di Barry Zito è la dimostrazione che i Giants quest’anno non vogliono stare a guardare in una West Division che si preannuncia decisamente interessante ed incerta, grazie anche al poderoso rafforzamento delle dirette concorrenti per un posto playoff.
Pitching & Difesa
Entrando nello specifico dei vari reparti, risulta subito evidente come i Giants abbiano deciso di puntare decisamente sulla rotazione.
Partito un altalenante Jason Schmidt, il grande colpo di questa off season dei Giants è stato di sicuro Barry Zito.
Uno dei free agent più appetibili del 2006 approda dall’altra parte della baia per cercare di dare continuità ad una rotazione che lo scorso anno ha fatto disperare i tifosi di San Francisco.
Le cifre che porta con se, 16 vittorie con 3.83 di media ERA, lo piazzano con certezza al primo posto della rotazione. In lui sono riposte le speranze dei Giants.
Il giovane Matt Cain è chiamato a confermare tutto quello che di buono ha fatto vedere nel 2006. 13 vittorie sono un buon bottino ma alternate alle 12 sconfitte confermano che il ragazzo, nonostante l’immenso potenziale, è ancora un po’ acerbo. Se questa diventasse la stagione della sua definitiva consacrazione allora i Giants potrebbero dormire sonni tranquilli, sia per il presente che per il futuro.
Matt Morris ha tutte le potenzialità per essere una pedina insostituibile della rotazione. Purtroppo la discontinuità che lo contraddistingue lo relega ad ottimo lanciatore con troppi alti e bassi. Lo scorso hanno ha deluso e la 15 sconfitte la dicono lunga sul suo rendimento.
Hanno deciso però di dare fiducia ad un giocatore che, una volta ritrovato morale e motivazioni, potrebbe rivelarsi fondamentale ne corso della stagione.
Noah Lowry non arriva da una stagione esaltante. Giocatore giovane che deve ancora trovare una sua vera e propria dimensione all’interno della rotation di San Francisco. Ottimo per occupare il quarto o quinto spot. La media ERA di 4.74 non lo pone a livelli più alti. Sicuramente da verificare.
Su chi sarà il quinto partente ci sono ancora diversi dubbi. Probabilmente la spunterà Russ Ortiz.
Il bullpen non si presenta rinforzatissimo rispetto al 2006. Steve Kline, Brian Wilson e Brad Hennessey i nomi di maggior sicurezza.
Discorso a parte merita il closer, Armando Benitez. Stagione difficile la sua. Conquista solo 17 salvezze sprecandone un’infinità. L’infortunio di cui è vittima lo giustifica soltanto in parte e lo mette tra i giocatori più discussi della stagione 2006. E’ notizia dell’ultima ora il tentativo di piazzarlo altrove da parte dei Giants, anche se le difficoltà sono tante.
Un closer affidabile è fondamentale per una squadra ambiziosa come San Francisco ed in questo momento probabilmente questa è la lacuna più grande lasciata portata in dote dallo scorso anno.
Mirati gli inserimenti per quel che riguarda il resto della difesa.
Confermato il trio terza base, interbase, seconda base rispettivamente coperti da Pedro Feliz, Omar Vizquel e Ray Durham.
Cambiano il catcher e il prima base.
A ricevere i lanci dei pitchers troviamo Bengie Molina che porta in dote 19 homeruns e tanta esperienza che si rivelerà utilissima per i guidare i giovani lanciatori.
Sul cuscino di prima Rich Aurilia assicura una certa continuità sia in attacco che in difesa. La media battuta di .300 e i 23 homeruns lo pongono in ottima posizione per quel che riguarda il lineup.
In campo esterno confermati esterno sinistro, Barry Bonds, e esterno destro Randy Winn. Partito Moises Alou all’esterno centro si piazza Dave Roberts.
Lineup
Anche sul lineup è stato fatto un lavoro decisamente positivo e mirato. Sono rimasti i più forti. Durham e Vizquel saranno i trascinatori di un ordine di battuta decisamente interessante. Gli esterni Winn e Roberts raramente deludono ed il loro contributo sarà fondamentale nell’economia della squadra. Aurilia e Molina portano di sicuro qualcosa in più a livello di battuta che alla fine si rivelerà di fondamentale importanza soprattutto in quelle partite tirate fino all’ultimo inning che fanno classifica al momento di tirare le somme.
E poi c’è l’incognita Barry Bonds. Lui dice di giocare per battere il record di homeruns detenuto da Hank Aaron, ma ai Giants servirebbe forse un giocatore concentrato anche sulle sorti della propria squadra. Certo, i fuoricampo di Bonds saranno utilissimi ma il giocatore sarà più un peso o un valore aggiunto?
Arrivi
Dave Roberts (CF, SDG), Rich Aurilia (1B, CIN), Bengie Molina (C, TOR), Barry Zito (SP, OAK).
Giocatore Chiave
Barry Zito, inevitabilmente è lui che indirizzerà la stagione di San Francisco. E’ su di lui che si ripongono molte delle speranze di poter andare più avanti possibile una volta raggiunti i playoff. Non sarà facile per Zito dimostrare il suo valore con l’incredibile pressione che avrà sulle spalle. Ma è un campione e saprà ripagare tutti coloro che crederanno in lui
Giudizio Finale
Sono stati buoni gli innesti in quasi tutti i reparti che richiedevano un intervento. Buona la rotazione e buono il lineup, entrambi con grossi margini di miglioramento.
Probabilmente non è questo l’anno per poter ambire alla vittoria finale ma le basi che sono state poste fanno pensare che quell’anno non tarderà ad arrivare. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!