Registrato: 11 Mar 2007 Messaggi: 1933 Località: PALERMO Medaglie: 0
Inviato: 30 Mar 2007, 13:42 Oggetto: American League East Division - Preview by PlayitUSA.com
American League East Division - Preview by PlayitUSA.com
New York Yankees
Boston Red Sox
Toronto Blue Jays
Baltimore Orioles
Tampa Bay Devil Rays
Di seguito riporterò le preview di queste squadre, scritte e redatte, dalla redazione baseball di www.playitusa.com _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
La consueta quarta potenza della AL East, comincia questa nuova stagione 2007 con tante novità. Un bullpen, rimaneggiato e trasformato, una rotazione riveduta e corretta, un lineup con qualche novità in più. Nessun pezzo pregiato è stato ceduto.
Operazioni condotte nella speranza di trovare una maggiore stabilità sul monte, soprattutto negli inning finali, quindi da parte del bullpen e una maggiore incisività sul punto di vista realizzativo.
In parole povere, gli Orioles hanno bisogno di un numero maggiore di Home Run, e di capitalizzare al meglio le situazioni con uomini in base.
Pitching & Difesa
Dopo due stagioni difficili, Erik Bedard lo scorso anno è finalmente esploso. Lo confermano i 171 K e le 15 vittorie portate a casa in regular season con una continuità che gli ha regalato sette vittorie consecutive. In cima alla rotazione degli Orioles, è l'uomo sul quale contano tutti a Baltimora.
Con non pochi problemi, torna partente, dopo qualche ora di troppo nel purgatorio delle Minor League, Daniel Cabrera.. Dal braccio dominante, e dal controllo approssimativo, il giovane 26enne non può non esprimere i miglioramenti che ha fatto durante il 2006 e soprattutto quelli compiuti in offseason. La cosiddetta "maledizione delle basi ball" (ben 104 lo scorso anno) dovrebbe essere destinata a finire.
Jaret Wright arrivato quest'anno dagli Yankees dovrebbe essere il terzo uomo della rotazione. Il non più giovanissimo RHP viene comunque da una buona stagione con 11 vittorie, e in questo 2007 festeggerà i 10 anni nelle Majors. Sarà utile agli O's, perchè se pur non dominante, potrà garantire stabilità sul monte, elemento basilare (e per ora mancante) a Baltimora.
Il più giovane nella rotazione degli O's è Adam Loewen classe 1984, che già lo scorso anno è partito per ben 19 volte con gli O's. Un bilancio di perfetta parità, 6-6. E' il giocatore che sul monte dovrà essere tenuto maggiormente d'occhio viste le potenzialità, che data la giovane età, non possono che essere in continua crescita.
Non abbiamo ancora citato il nome di Kris Benson, non casualmente. Recentemente infatti il partente degli O's è stato vittima di un infortunio piuttosto serio, che con molta probabilità lo terrà lontano dai campi per tutta la stagione. Brutta tegola in casa Baltimore, che ha costretto la dirigenza ha rimboccarsi le maniche e a firmare un contratto, appena il giorno successivo, con Steve Trachsel.
Il veterano 37enne ex Mets, dovrà contendersi il posto con il ben più giovane Hayden Penn che lo scorso anno ha dimostrato di non essere ancora pronto per un posto da partente (nessuna vittoria, 4 sconfitte ed una ERA alle stelle, 15.10). Tuttavia c'è molta fiducia in lui, e chissà che i progressi fatti durante l'offseason non lo premino.
Brevemente prendiamo in esame anche la situazione del bullpen, rinnovato completamente e giustamente visti i tanti problemi degli anni passati. Il closer titolare rimane Chris Ray, giocatore affidabile dalle 33 salvezze la scorsa stagione. Sono tre i nomi nuovi che gli sono stati affiancati, quali Jamie Walker arrivato da Detroit; Danys Baez e il ben più interessante nome di Chad Bradford, a nostro avviso il miglior acquisto per il bullpen di questi O's e probabilmente anche quello che sarà maggiormente utilizzato.
Da San Diego è arrivato anche Scott Williamson, che sarà usato sempre come setup-man, ma vanta anche un passato da closer, nella stagione 2003 con Cincinnati.
Lineup
Percorriamo per ordine di posizione, il lineup degli Orioles. Dopo diverse controversie per la prima base, sembra che Kevin Millar abbia finalmente ottenuto la fiducia della dirigenza e avrà il posto. Parlando di prima base dobbiamo subito nominare Aubrey Huff. Giocatore dalla grande duttilità probabilmente dovrà guadagnarsi un posto da LF, o da DH, visto che la prima base sembra appunto già occupata. Il neo-acquisto degli Orioles non viene da una stagione del tutto positiva, ma parlando in termini di carriera totale i suoi numeri sono ottimi. Dovrà perciò garantire un più che discreto numero di HR.
Seconda base come di consuetudine assegnata a Brian Roberts. La sua speranza più grande è quella di passare finalmente una stagione senza infortuni ed è la stessa speranza che nutrono migliaia di fans visto l'affetto che lega giocatore-tifosi. A Roberts si chiedono più HR e più incisività, dato che la costanza in battuta è una qualità che non gli manca. Ladro d'eccezione, leadoff della squadra.
Lo shortstop degli Orioles è il giocatore più incisivo dell'intera squadra. Miguel Tejada, a cui si deve obbilgatoriamente chiedere di più. La sua media battuta dello scorso anno (.330) non può nascondere il numero limitato dei 24 HR (che è stato anche il maggior numero di HR battuti da un giocatore degli Orioles). Decisamente non sufficiente come numero.
Stesso discorso per Melvin Mora, 16 HR la scorsa stagione e una media battuta totalmente da rivedere, .274. Lo SS e il 3B devono essere i giocatori più incisivi del lineup, battendo rispettivamente per secondo e per terzo.
Dietro casa base Ramon Hernandez è chiamato ad una stagione positiva come quella, se vogliamo a sorpresa, dello scorso anno. Hernandez unisce qualità difensive ad offensive, la scorsa stagione l'ha dimostrato con ben 91 RBI (ed è stato anche protagonista di un Grand Slam, raro da vedere a Baltimora).
Se per quanto riguarda gli infielders le posizioni sono pressochè consolidate, per gli OF ci saranno diverse "battaglie" di posizione. Partendo da sinistra, Jay Payton si contenderà il posto con lo stesso Huff citato in precedenza. Payton arrivato da Oakland quest'anno, è posto come titolare dalla maggior parte dei giornali locali, ma sarà una lotta ad incastro, perchè difficilmente Aubrey Huff sarà lasciato fuori squadra.
Maggiormente consolidate sono le posizioni di CF, con Corey Patterson, importante nella rosa soprattutto per la velocità e per il numero di basi rubate (45 lo scorso anno); e di RF, con Nick Markakis, il più interessante prospetto della squadra, con una sola stagione alle spalle e ampi margini di miglioramento. Markakis è riuscito a dimostrare anche le discrete potenzialità difensive.
Il posto di DH per ora è affidato a Jay Gibbons, utile soprattutto per quanto riguarda i fuoricampo, non avendo una media battuta degna di nota. Il giocatore ha fatto sapere di non amare questo ruolo, tanto che nelle prime partite dello Spring Training verrà utilizzato in prima base.
Arrivi
Jamie Walker (P, DET); Danys Baez (P, ATL); Chad Bradford (P, NYM); Scott Williamson (P, SD); Jay Payton (OF, OAK); Aubrey Huff (1B, HOU); Jim Miller (P, COL); Jason Burch (P, COL); Steve Trachsel (P, NYM).
Giocatore chiave
A Baltimora è soprattutto il bullpen che deve trovare quella continuità che ha perso da diverso tempo. Quest'anno, con i numerosi cambiamenti in tale reparto, c'è questa flebile speranza. Indicare dunque un migliore in senso assoluto non è semplice. Tuttavia, considerando che il lineup degli Orioles è consolidato crediamo che sia il monte di lancio a dover fare la differenza e quindi che sia Erik Bedard a meritarsi la nomina di key-player. La speranza è quella che possa disputare una stagione costante come lo scorso anno, cercando di evitare passaggi a vuoto.
Giudizio Finale
Gli Orioles iniziano questo 2007 con tanta speranza come ormai è di routine in tutte le stagioni. L'obiettivo principale resta quello di riuscire a completare la stagione con un record pari a .500 o poco superiore. Il discorso playoff resta chiuso, giocando in una division tra le più difficili delle majors. Curiosità per i ritocchi apportati nel pitching game, che se uniti ad una maggior quantità di HR e di incisività almeno dei giocatori chiave, potrà favorire un record almeno prossimo alla metà delle partite vinte. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
Dopo aver fallito l'obiettivo playoff, la squadra del New England torna più agguerrita che mai. Riassorbiti gli infortuni che hanno massacrato Boston dalla scorsa trade deadline, quando guidava l'AL East, e con nuovi mirati innesti, la squadra del manager Terry "Tito" Francona punta legittimamente al primo posto, anche se non sarà facile scontrarsi coi soliti Yankees e con le rinnovate ambizioni dei Blue Jays. Il mercato però è stato positivo, ed ha colmato gran parte delle lacune del roster, tranne una probabilmente, che esamineremo tra poco. Basterà? Visti gli ultimi 3 anni e visto anche il 2006 prima della catastrofica serie di infortuni, saremmo tentati di rispondere affermativamente, ma come sempre sarà il campo ad avere l'ultima parola.
Pitching & Difesa
L'asso sarà ancora Curt Schilling (15-7, 3.97 ERA nel 2006). Il quarantenne originario dell'Alaska torna più agguerrito che mai dopo aver anche annunciato che questa non sarà la sua ultima stagione. Ha dimostrato di aver superato del tutto gli infortuni del 2005 e la sua splitter è ancora dominante. A parte gli ovvi problemi derivanti dall'età, lui è un'assoluta certezza, ancor di più quando a settembre/ottobre la palla inizia a pesare il doppio e a diventare calda. Ci sono pochi dubbi sul fatto che possa offrire una stagione molto concreta e simile alla precedente, e tutto il coaching staff conta su di lui.
Dopo un 2006 non esaltante (16-11, 5.01 ERA) torna anche Josh Beckett. Il talento non è in discussione, la testa calda si. L'anno scorso si è intestardito ad usare troppo la fastball, ma quando ha fatto scendere in pista con concretezza la sinker, la curva ed il cambio è riuscito ad essere molto efficace ed a tratti dominante come in Florida. Se cambierà atteggiamento (possibilissimo per un ragazzo di 26 anni) sarà sicuramente devastante. E' un "se" non da poco, ma il suo potenziale è di prim'ordine.
Sulla carta farà il numero 3, ma tutti gli occhi sono puntati su di lui: Daisuke Matsuzaka. Il fenomenale lanciatore nipponico, proveniente dai Seibu Lions, ha acceso le fantasie dei tifosi. Tecnicamente è una meraviglia e tecnici ed addetti ai lavori scommettono su di lui. I Red Sox hanno sborsato più di 100 milioni di dollari (tra posting fee e stipendio) per assicurarsene le prestazioni e si aspettano che abbia un impatto immediato, come il primo Nomo. Le possibilità ci sono e noi sul ragazzo scommettiamo, ma è probabile che debba passare per un periodo di ambientamento. E' ancora giovane (26 anni) e non ci si può attendere la luna, nonostante molti gliela chiedano. Vederlo in azione sarà comunque un evento. Secondo alcuni sarà un flop, noi scommettiamo sul contrario dopo un breve periodo di adeguamento al mondo MLB.
Jonathan Papelbon è passato da una delle più grandi stagioni della storia (35 SV, 0.92 ERA) da closer al ruolo di partente. Non è un salto nel buio perchè da minor leaguer il suo compito è stato proprio quello, ma di certo non ci si può attendere che continui sulla stessa falsariga. I Red Sox sono stati obbligati a questa decisione dai medici, che hanno sottolineato come la spalla di Papelbon abbia bisogno di un utilizzo più periodico (da partente, appunto) rispetto a quello completamente sregolato dei closers. Non sarà quello dell'anno scorso, ma sicuramente fornirà il suo prezioso apporto alla rotazione. Scommettere su una stagione intorno a 4.00 di ERA non è follia, ed ha il potenziale tecnico per far meglio.
Il posto di quinto in rotazione ad inizio anno apparterrà a Tim Wakefield (7-11, 4.63 ERA). Il knuckleballer veterano di mille battaglie può ancora mangiare parecchi innings fornendo un'ERA accettabile. E' presumibile che da metà stagione in poi il suo ruolo venga messo in discussione dal giovane fenomeno Jon Lester (7-2 4.76 ERA) che ha vinto la propria battaglia contro un linfoma e che riprenderà più gradualmente degli altri la propria attività fisica. La costanza e la grinta del giovane non sono in dubbio e la classe sul monte l'ha già dimostrata ampiamente. Pochi forse si rendono conto del reale potenziale del ragazzo, che prima di iniziare ad accusare dei disturbi, che oggi sappiamo derivare dal linfoma, era 5-0 con un'ERA inferiore a 3. Inizierà la stagione in AAA, ma sarebbe molto strano se non tornasse in MLB entro settembre.
Il bullpen costituisce l'unico autentico punto interrogativo della squadra. Si può sinceramente affermare che sia il più profondo numericamente in MLB con una quindicina di rilievi tra cui scegliere, ma mancano le punte qualitative. La sottrazione di Papelbon ha ulteriormente assottigliato le opzioni sicure del manager Francona. Non si sa ancora bene chi sarà il closer, che verrà scelto durante lo Spring Training. I favoriti sono Joel Pineiro ex partente in declino, ma con buoni mezzi tecnici, Mike Timlin favoloso setup man degli ultimi anni, che deve però fare i conti con l'età, Brendan Donnelly (3.94 ERA), altro setup man arrivato dagli Angels ed infine Julian Tavarez (4.47 ERA), autore di un buon finale di stagione scorsa. Completeranno il bullpen alcuni fra Craig Hansen, Manny Delcarmen, Hideki Okajima, J.C. Romero, Kyle Snyder, Bryan Corey, Mike Burns, Runelvys Hernandez, Kason Gabbard, Javier Lopez, Craig Breslow, Devern Hansack o lo stesso Jon Lester. Come si vede, non sono i numeri a mancare, ma un closer che dia certezze. Se Pineiro o Donnelly dovessero trasformarsi in questo, allora la stagione sarà davvero in discesa per i Red Sox.
La difesa è migliorata rispetto all'anno scorso, e questo sarà sicuramente un vantaggio per tutti i lanciatori. E' andato via Alex Gonzalez, rimpiazzato da Julio Lugo, dotato di maggior range ma molto più incline agli errori per un ovvio peggioramento. Per il resto però Dustin Pedroia in seconda e JD Drew da esterno destro forniranno due upgrades enormi rispetto a Loretta e Nixon.
Lineup
Dopo 3 anni, per la prima volta dal 2006 i Red Sox non hanno guidato la lega in punti segnati. Questo è imputabile ai parecchi infortuni, ma tutti hanno recuperato. Il catcher sarà ancora il capitano Jason Varitek che viene da una stagione negativa (.238/.325/.400 nel 2006) ma piagata sin dall'inizio da un infortunio alla schiena. Dopo l'operazione dovrebbe star bene, ed in questo caso ci si può aspettare un miglioramento.
Agli angoli dell'infield, Kevin Youkilis (.279/.381/.429 con 13 HR) e Mike Lowell (.284/.339/.475 con 20 HR) cercheranno di ripetere la stagione scorsa. Per il "Dio Greco delle basi ball" (Youkilis appunto) è possibile un miglioramento dal punto di vista della potenza.
Il double play combo sarà formato dal rookie Dustin Pedroia e da Julio Lugo, cambiando interamente la coppia rispetto all'anno scorso (Loretta-Gonzalez). Quest'ultimo sarà il leadoff e cercherà di ripetere le ottime stagioni di Tampa. Sarà in ogni caso un upgrade rispetto a Gonzo, soprattutto rispetto alla versione mostrata a settembre, quando ad onor del vero giocava con un problema al polso. Pedroia a sua volta farà dimenticare senza troppi rimpianti Loretta, essendo migliore di lui in tutto. Dustin probabilmente sarà uno dei giocatori con meno strikeouts subiti della lega e promette di ottenere anche una buona BA ed OBP dallo slot numero nove del lineup.
Come esterno sinistro, ci sarà nuovamente Manny Ramirez, dopo Pujols probabilmente il giocatore in circolazione con più chances di vincere di Triple Crown dei battitori. Il fenomeno sarà ancora una volta il cleanup dopo un inverno in cui non è stato scambiato, come al solito. A destra giocherà il più costoso dei nuovi acquisti dopo Matsuzaka, JD Drew, buon corridore sulle basi ma principalmente pesante come mazza mancina ed ideale successore di Trot Nixon sia come ruolo, sia come posto nel lineup (quinto). C'è da attendersi una OBP elevatissima dall'ex giocatore dei Dodgers. Infine al centro partirà ancora titolare Coco Crisp, chiamato a riscattare una stagione deludente ma, stando alle dichiarazioni di Francona, propiziata da problemi di calcoli renali e da un dito fratturato. Qualora dovesse continuare ad andare male, è pronto ad esplodere definitivamente Wily Mo Pena, con tutta la potenza di cui è dotato.
Il DH? Ancora lui, David Ortiz. Dopo aver spodestato Double X Jimmie Foxx da re dei fuoricampo per stagione singola in maglia Red Sox, e dopo aver eguagliato il record di fuoricampo in partite esterne, detenuto da Babe Ruth (32), punta a migliorare ancora. Il maestro del walkoff è l'uomo che tutti guardano nei momenti clutch. Si sa già che non tradirà e da lui tutti si attendono un'altra, ennesima, immensa stagione da protagonista e possibile MVP.
Difficile indicare un solo giocatore. Saremmo tentati di parlare di Matsuzaka visto il rumore che ha fatto la sua firma, ma a tutti gli effetti la rotazione non dovrebbe essere un grosso problema per i Red Sox, che hanno talento a cinque stelle nonostante qualche piccolo punto interrogativo. Il problema, piuttosto, è quello del closer. Considerata l'abbondanza numerica, è possibile che uno dei rilievi salga in cattedra e risolva tutti i problemi. Non si capisce però attualmente chi possa essere quel rilievo, e considerata anche la comprovata incapacità di Francona di gestire il bullpen, il problema sembra essere serissimo. Se oggi comunque dovessimo mettere 10 centesimi, lo faremmo su Joel Pineiro, in attesa che lo Spring Training pronunci i propri verdetti. Buon partente qualche anno fa, discreto talento e buone statistiche contro i primi battitori che affronta generalmente, quindi le sue caratteristiche sembrano quelle giuste, o almeno così la pensa Theo Epstein. Se Pineiro darà ragione al GM, i Red Sox potranno lottare tranquillamente con gli Yankees fino in fondo. Se invece dovrà essere qualche altro giocatore a svolgere il compito (e non per propri meriti, ma per "causa" di Pineiro), i finali di partita potrebbero diventare molto lunghi...
Giudizio Finale
Sarà una stagione carica di aspettative nel New England. Non si possono fallire i playoffs per 2 anni di fila, non dopo le firme di Lugo, Drew e Matsuzaka. Un lineup buono è stato potenziato. Una rotazione non eccezionale ha guadagnato Papelbon e Matsuzaka, ed ha recuperato Wakefield a tempo pieno. Lester potrà fornire il proprio contributo e da Beckett ci si attende moltissimo dopo una stagione di adeguamento. Le premesse ci sono tutte: la squadra è giovane, ma c'è esperienza e classe rappresentata dai veterani. Il mix sembra davvero essere perfetto e quella del closer è indubbiamente l'unica lacuna. Sarà una lacuna superabile dalla crescita di qualche rilievo o rappresenterà la differenza tra Yankees e Red Sox? Il campo avrà l'ultima parola, ma in attesa la squadra sembra davvero competitiva e pronta a lottare fino in fondo per il titolo divisionale ed il baseball che più interessa agli appassionati: quello di ottobre. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
Ogni stagione gli Yankees si presentano come la squadra da battere, ma da qualche anno a questa parte Ottobre non è più il mese dei Bombers. Anche questa volta si parte con i soliti obiettivi: proseguire la striscia vincente nell’AL East, arrivare alle World Series e vincerle.
L’anno scorso i sogni delle pinstripes sono stati infranti dai Detroit Tigers e da una debolezza palese sul monte di lancio. In anni passati questo avrebbe portato a investimenti scriteriati durante la free agency, ma qualcosa sembra essere cambiato all’interno della franchigia del Bronx: Brian Cashman, GM degli Yankees, non si è lanciato in maniera folle sul mercato a strapagare i free-agent a disposizione disintegrando quanto di buono è presente nella farm, ma sono stati scelti giocatori utili alla causa e che possano essere in grado di reggere alla pressione di giocare allo Yankee Stadium.
Pitching & Difesa
La rotazione degli Yankees è cambiata parecchio dalla scorsa stagione. Due i punti fermi: Chien-Ming Wang e Mike Mussina. Partiti Randy Johnson direzione Arizona e Jaret Wright destinazione Baltimore, sono arrivati nel Bronx il figliol prodigo Andy Pettitte e il giapponese meno famoso Kei Igawa. A chiudere la rotazione ci sarà Carl Pavano con tutti i punti di domanda collegati alle sue prestazioni e alla sua inattività.
Wang dovrà essere l’ace della rotazione grazie alla sua sinker che induce una marea di ground ball che facilitano le eliminazioni da parte della difesa degli Yankees. Arriva da una stagione con 19 W e la barriera delle 20 vittorie potrebbe non essere così lontana per un giocatore che continua ad essere difficile da giocare per i suoi avversari.
Mussina, nonostante un calo nella seconda parte della stagione, dovrebbe dare il suo contributo alla causa delle pinstripes e, se il run support dovesse mantenersi sui soliti standard, la soglia delle 15 vittorie non dovrebbe essere troppo difficile da raggiungere.
Pettitte è stato l’acquisto principale di questa offseason ed è tornato nel Bronx dopo l’esilio in quel di Houston. La sua esperienza dovrebbe permettergli di aiutare la squadra nei momenti decisivi e siamo sicuri che non tremerà. Inoltre, il suo arrivo potrebbe essere il primo tassello per vedere il completamento di una rotazione Yankees con Roger Clemens a partire da giugno. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma i rumors ci sono e non ci resta che aspettare. Parlando di possibili statistiche ottenibili da Pettitte è facile prevedere un percorso similare a quello di Moose, ma il vero upgrade, come già detto, è relativo alla certezze che il pitcher stabilizzerà la rotazione per la post-season.
Igawa è l’oggetto “misterioso” della rotazione. Arriva negli States all’ombra del fenomeno mediatico Matsuzaka, ma i suoi numeri in Giappone parlano per lui. 14 – 9 di record, 2.94 di ERA, 194 K in 209 innings. Mantenere questi standard è praticamente impossibile, ma siamo sicuri che il giapponese saprà portare un buon numero di vittorie alla franchigia del Bronx.
Pavano è il punto di domanda della rotazione. Non gioca da più di un anno e provare a capire quale possa essere il suo contributo è praticamente impossibile. Secondo molti sarà la rivelazione dell’anno, secondo altri il quinto spot della rotazione sarà dato a rotazione a Rasner, Karstens e altri giovani in attesa che il sogno Clemens si realizzi.
Il bullpen degli Yankees sembra essere pronto a supportare in maniera ottimale il lavoro degli SP che, eccezion fatta per Pavano, dovrebbero garantire partenze discretamente lunghe a livello di inning giocati. Scott Proctor, Kyle Farnsworth, Mike Myers, e chi non troverà spazio in rotazione dovrebbero essere un ottimo insieme di braccia per aprire la strada al fenomeno Mariano Rivera, il cui utilizzo dovrà essere centellinato per averlo fresco nei momenti chiave della stagione.
In conclusione, l’insieme rotazione + bullpen dovrebbe dare una notevole sicurezza alla squadra e molti dei problemi che si sono mostrati ai play-off dovrebbero risolversi. Ovviamente, non basta un miglioramento delle prestazione dei pitcher se l’attacco viene completamente zittito dal monte avversario, ma crediamo che una maggior stabilità sul monte possa aiutare anche la fase offensiva della squadra
Lineup
Il punto forte degli Yankees: ognuno dei battitori presenti nel lineup può assestare il colpo decisivo. Nonostante questo, anche l’attacco ha deluso ai playoff ingigantendo i problemi del pitching. Andiamo ad analizzare i giocatori a partite dall’infield.
In prima base giocherà un nuovo arrivato in casa Yankees: Doug Mientkiewicz proveniente da Kansas City. La sua presenza permetterà di far lavorare Jason Giambi solo nel ruolo di DH e di evitargli stress ad un fisico soggetto a frequenti infortuni. A livello offensivo non sarà lui a dover contribuire.
In seconda base Robinson Cano è chiamato a confermare la passata stagione in cui ha lottato fino all’ultimo per il titolo di batting champion. Potrebbe non essere impossibile per lui superare i 20 HR e 100 RBI e mantenere la sua capacità di battere valido, caratteristica che ha migliorato notevolmente dopo i primi tempi in cui girava qualsiasi palla.
In terza base troviamo l’eterno incompiuto Alex Rodriguez, uomo da 30 + 100 tutti gli anni, ma capace di sciogliersi nei momenti decisivi. La sua attenzione a livello difensivo dovrà crescere per evitare di ripetere una stagione da E-Rod e per evitare che la stampa newyorkese lo massacri, rendendogli la vita ancora più dura.
Nel ruolo di shortstop giocherà il capitano Derek Jeter che, reduce dalla sua miglior stagione dal 1999, dovrà guidare alla carica i Bronx Bombers. Il suo contributo in termini numerici è assicurato ed è certo che la sua carica agonistica e le sue doti di clutchness saranno sempre presenti nei momenti chiave della stagione.
Dietro al piatto di casa base, Jorge Posada cercherà di gestire al meglio la sua rotazione e cercherà di dare anche il suo contributo a livello offensivo. Inoltre, essendo il suo ultimo anno di contratto, si può immaginare un impegno ancora superiore per assicurarsi un posto al sole per i prossimi anni, ma dubbi sulla sua voglia di vincere non ce ne sarebbero stati anche se avesse appena rifirmato.
A dar man forte nell’infield Andy Phillips, Miguel Cairo e Wil Nieves che faranno rifiatare i titolari.
Analizzando gli outfielders troviamo Johnny Damon (CF), Hideki Matsui (LF) e Bobby Abreu (RF) come titolari e Melky Cabrera pronto a subentrare in caso di necessità. Gli OF sono tutti in grado di fornire RBI e potenza al momento giusto. Soprattutto il ritorno al 100% Matsui sarà importante sia a livello difensivo che offensivo. Abreu sembra essere rinato nel Bronx e Damon sembra aver ritrovato la sua potenza.
Da qualunque parte lo si guardi, questo lineup ha potenzialità enormi ed ogni momento può essere quello chiave per ribaltare le sorti di un incotro. Purtoppo, negli ultimi playoff anche l’attacco è andato in crisi e sarà necessario un cambio di mentalità se si vogliono raggiungere gli obiettivi.
Dire chi sarà il giocatore chiave di questa squadra dopo il crollo degli scorsi playoff è veramente difficile. Infatti, eccetto pochi giocatori, tutti hanno una parte di colpe in quello che è successo. Volendone scegliere uno come simbolo, direi A-Rod: il giocatore incompiuto, un po’ come questa squadra che parte ogni anno da favorita. A-Rod è un fenomeno, un talento puro, con un carattere probabilmente non eccezionale che deve riuscire a dimostrare che lui è in grado di guidare la squadra e di portarla alle World Series. Una sua crescita nei momenti decisivi potrebbe essere quell’upgrade che permetterebbe anche ai compagni di trasformare una squadra sempre forte sulla carta in una squadra vincente.
Giudizio finale
La stagione degli Yankees deve passare per le vittorie. Quest’anno i tanto odiati Red Sox sembrano aver costruito una squadra imbattibile. E’ la prima volta negli ultimi anni in cui, probabilmente, gli Yankees non sono la squadra da battere. Ma gli obiettivi non possono cambiare: si deve vincere. Sarà durissima perché le squadre attrezzate sono tantissime e i playoff vivono di vita propria, ma questa franchigia è obbligata a vincere ed il titolo manca da troppo tempo. Una lotta durissima per andare ai playoff sarà il preludio del sogno da realizzare, ma nulla è dovuto. Ogni palla, ogni out, ogni inning saranno fondamentali, e la testa e la determinazione saranno gli elementi chiave. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
Il nuovo corso dei Tampa Bay Devil Rays è cominciato nell’autunno del 2005 anche se i frutti di tutto ciò non sono stati visibili nella stagione 2006; a sostenere questo pensiero ci sono essenzialmente tre fatti: l’acquisto della franchigia da parte del finanziere Stuart Sternberg, l’arrivo del Manager Joe Maddon e la focalizzazione sulla crescita dei prospects nelle Minors.
Pitching & Difesa
La rotation è sicuramente l’anello debole del team di St. Petersburg: tolti un paio di elementi, le speranze sono riposte nelle minors e nel prossimo draft dove, ricordiamo, i Devil Rays avranno la prima scelta assoluta.
Il migliore partente è, senza dubbio, Scott Kazmir, protagonista di una ottima stagione, non solo per i numeri (10-8 e 3.24 di ERA) ma anche per quanto riguarda l’approccio alle partite; lo abbiamo visto esaltarsi in incontri difficili come contro Boston e Chicago White Sox dove ha messo sotto lineup veramente pericolosi. Addirittura dominante a tratti come testimoniato dai 163 K in soli 144.2 IP. Sarà lui il vero leader della rotation al quale Maddon chiederà di vincere ed eventualmente fermare strisce perdenti.
Il secondo della rotation è il sud coreano Jae Seo, arrivato nel corso della scorsa stagione dai Dodgers; buon lanciatore anche se non dominante, deve avere dietro una buona difesa per eccellere. Il pitching coach Jim Hickey gli chiederà più consistenza e di replicare in maniera più estesa I risultati dello scorso mese di Agosto, quando, con una ERA di 1.96, risultò essere uno dei migliori pitcher della American League.
Il terzo partente sarà James Shields, arrivato verso la fine di maggio da Durham (Triplo A): nei mesi successivi è stato il rookie pitcher che ha lanciato più riprese in assoluto, imponendosi con un’ottima palla veloce. Se Jae Seo farà il suo dovere, Shields sarà veramente importante per Tampa Bay.
Gli altri due componenti della rotation dovrebbero essere Casey Fossum e J.P. Howell: si tratta di due onesti lavoratori del diamante ma niente più. Qualche speranza in più può essere riposta su Howell in quanto ancora giovane e potenzialmente un buon quinto starter, mentre per quanto riguarda Fossum, si tratta di una soluzione a tempo fino a che che non saranno pronti prospects come Jeff Niemann, Jacob McGee, Wade Davis e Matt Walker.
In rilievo da segnalare la presenza del veteranissimo Dan Miceli, comunque una sicurezza sia in long relief che come setup e di pretendenti al ruolo di closer (ma in prima istanza partiranno come setup) come Chad Orvella e Juan Salas. Orvella avrebbe dovuto essere il closer del futuro ma l’anno scorso ha fallito, mentre il dominicano Salas dovrebbe giocarsi molte chances nel corso dell’anno dopo un’ottima annata nelle Minors. In avvio di stagione Tampa Bay si affiderà a Seth McClung, originariamente uno starter, che nel corso del 2006 è stato convertito al ruolo di closer; la sensazione è che prima o poi nella stagione le partite verranno chiuse da Salas.
Lineup
La forza, e le speranze, della franchigia vengono riposte nel lineup che annovera alcuni giocatori che fanno gola a diversi team.
A ricevere ci sarà ancora Dioner Navarro, giovane catcher con grandi prospettive: ancora ventitreenne si spera che possa mantenere le promesse di quando era nelle Minors degli Yankees.
Nel 2007 in prima base non troveremo più Travis Lee, che cercherà di guadagnarsi un posto a Washington, ma Ty Wigginton, reduce da una positivissima annata (24 HR): se in battuta non ci sono dubbi, lo spring training servirà per valutare il suo impiego difensivo in prima.
In seconda base ritorna Jorge Cantu, limitato da un fastidioso infortunio al piede all’inizio della scorsa stagione che ne ha condizionato il rendimento per tutto l’anno; il messicano sembra aver recuperato bene e dovrebbe attestarsi sui livelli del 2005, anno nel quale si era imposto all’attenzione delle cronache.
Il ruolo di shortstop è affidato a Ben Zobrist, uno dei giocatori arrivati lo scorso anno da Houston in cambio di Aubrey Huff. Discreto giocatore ma si tratta di un ponte da qui fino all’arrivo in MLB del talentuoso Reid Brignac.
In terza ci sarà Akinori Iwamura, giocatore proveniente dagli Yakult Swallows della NPB (la lega professionistica giapponese) porterà entusiasmo, difesa (gold glove più volte in patria e titolare della nazionale che ha vinto il World Baseball Classic), potenza (quasi sempre oltre i 30 HR con un massimo di 44 nel 2005) e versatilità in quanto può adattarsi a giocare in seconda, come shortstop e in esterno.
Arriviamo a parlare degli esterni: Carl Crawford, Rocco Baldelli e Delmon Young costituiscono un nucleo giovane e fortissimo, forse uno dei primo nelle Majors.
Crawford è già oggi considerato uno dei migliori giocatori della lega: velocità, potenza, difesa e un istinto per il gioco assolutamente incredibili sono le sue caratteristiche. Molte squadre farebbero fare carte false per averlo e non è detto che non venga sacrificato per portare in Florida un buono starter.
Baldelli è ritornato alla grande dopo un gravissimo infortunio (addirittura 221 partite perse per un infortunio al legamento crociato del ginocchio) e anche lui rappresenta una certezza per il futuro dei Devil Rays. Da lui arriveranno consistenza e presenza difensiva.
Delmon Young è semplicemente uno dei prospetti più attesi degli ultimi anni: se si concentrerà ad incanalare il suo enorme talento in maniera positiva, in Florida, e non solo, avranno molto di cui parlare. Nello scorso settembre ha già dato un’anticipazione di quello che può fare ed è sicuramente il miglior candidato per vincere il Rookie of the Year Award.
Jonny Gomes sarà il DH e tutti si augurano che possa continuare come nel mese di Aprile dello scorso anno quando battè 11 homers, facendolo balzare negli highlights di Espn Sportcenter. Anche lui è reduce da un infortunio e lo spring training ci dirà a che punto di guarigione è arrivato.
In panchina sono pronti ad emergere giovani talenti come B.J. Upton che però deve trovare una consistenza difensiva (troppi errori condizionano anche il suo rendimento in battuta) oltre ad un ruolo (potrebbe essere provato anche in esterno) e come Elijah Dukes. Quest’ultimo è un talento naturale incredibile ma deve mettere la testa a posto in quanto è incappato in numerosi “incidenti” fuori dal campo: anche lui potrebbe essere una pedina di scambio per arrivare ad avere un buon pitcher da inserire nella rotation. Greg Norton, sorprendente nel 2006, Brendan Harris, Juan Guzman e Josh Paul completano la panchina di Tampa Bay.
Sarebbe facile dire Kazmir o Crawford ma il recupero a grandi livelli di Jorge Cantu è la chiave per arrivare a competere in una division proibitiva. Una sua stagione positiva potrebbe dare entusiasmo a tutto l’ambiente, sapendo che gli altri ruoli sono tendenzialmente ben coperti.
Giudizio Finale
Tampa Bay è sulla strada giusta e gli investimenti fatti da Sternberg e messi in atto dal giovane GM Friedman, coadiuvato dall’esperto Gerry Hunsicker, sono destinati a produrre risultati: quello che si deve chiedere a questa stagione è un passo verso la rispettabilità. Sarà sicuramente difficile competere in una division che annovera Boston e New York tra le sue fila, ma il passo da fare è quello di arrivare il più vicino possibile alle prestazioni di Baltimore e di Toronto. E’ essenziale partire bene per avere la tranquillità di poter introdurre in maniera graduale i giovani talenti che fanno parte della migliore organizzazione a livello di Minor Leagues. _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
Alcuni, anzi, probabilmente molti di quelli che stanno leggendo staranno pensando che sia impazzito...Ed in effetti, a ben vedere, tentare di sopravanzare Red Sox e Yankees, sembra sempre ciò che di più improbabile possa accadere in MLB.
Ma se guardiamo allo scorso anno, ed alle mosse di mercato del g.m. J.P. Ricciardi, supportato dall'aumento d'investimenti in denaro del broadcaster canadese Ted Rogers, di questa off-season, si può guardare alla stagione 2007 dei Blue Jays come l'anno in cui il primo posto della AL East è più vicino che mai, insomma provarci non costa nulla.
Pitching & Difesa
Rispetto allo scorso anno il reparto lanciatori dei Jays ha perso due pedine fondamentali come Ted Lilly(finito ai Cubs da FA) tra i partenti, e Justin Speier (LA Angels) tra i rilievi. Il primo ha fornito 180 innings di qualità con ERA appena sopra ai 4 e 15W, il secondo ha svolto il ruolo di set-up man per BJ Ryan , fino all’esplosione di Brandon League , in maniera egregia.
Posto il fatto che gli spot di #1 e di #2 nella rotazione spettassero di diritto a Roy Halladay ed a AJ Burnett, rispettivamente, il compito di Ricciardi era quello di sostituire, cercando nel contempo di migliorare nel complesso il reparto lanciatori, i due FA: per quanto riguarda Lilly, il pitching coach Brad Ansberg ed il manager John Gibbons hanno deciso di promuovere Gustavo Chacin al ruolo di #3 nella rotation, e puntato verso tre grandi scommesse per i rimanenti due slot liberi: John Thomson, ex Braves, Tomo Ohka, lo scorso anno con Milwaukee e Victor Zambrano, ex Mets, firmato con un minor league contract.
Nella sostituzione di Speier invece JP non ha dovuto fare altro che guardare in casa propria e scegliere, naturalmente, League come successore nel compito di stendere il tappeto rosso al closer BJ Ryan. Alcuni acciacchi fisici però hanno messo in allarme Toronto, mettendo in discussione questa posizione, nell’eventualità che Brendon non dovesse riuscire a dare garanzie ci sarà pronto il buon Jason Frasor, già closer, da rookie, per i canadesi nel 2004.
Questa dunque dovrebbe essere la starting rotation per il 2007:
1.Roy “Doc” Halladay; da lui ci si aspetta sempre che primeggi tra i partenti di tutte le majors, e salvo infortuni, che negli ultimi anni lo hanno tartassato, Doc ha dimostrato di potersi giocare il Cy Young Award in ogni singola stagione dalla sua vittoria nel 2003. In questa stagione, insieme al pitching staff, Roy ha lavorato maggiormente sulle location dei suoi lanci, per rendere più efficace la sua fastball, ciò in funzione della necessità di lanciare meno cut fastball, lanci che lo hanno portato ad infortunarsi lo scorso anno. Cifre 2006: 32 GS - 16 W - 5 L - 3,19 ERA - 220,1 IP – 34 BB – 132 SO
2.A.J. Burnett; il trentenne lanciatore destro comincia questa stagione con meno occhi puntati su di lui rispetto al 2006, quando aveva appenna firmato un sontuoso contratto da 55 milioni di dollari per 5 anni. Questo dovrebbe permettergli di prendere la stagione con più tranquillità, senza la pressione di doversi guadagnare agli occhi di tutti il contratto appena siglato. Nelle interviste di pre-season ha più volte detto di aver tratto molti insegnamenti da Halladay, soprattutto in un nuovo approccio al monte, atto al procurare maggior contatti sporchi ai battitori e ad un uso più saggio della sua fulminante fastball. Da lui quest’anno ci si attende una stagione da secondo asso per l’organizzazione, la classe c’è, ciò che A.J. e i tifosi di Toronto auspicano è una stagione sgombra dagli infortuni Cifre 2006: 21GS - 10 W - 8 L - 3,98 ERA - 135,2 IP – 39 BB – 118 SO – 1 SHO
3. Gustavo Chacin; “Gus” sarà l’unico partente mancino in rotazione almeno ad inizio stagione. Il nativo di Maracaibo arriva da una stagione falcidiata dagli infortuni che lo hanno limitato a 17 partenze. Dopo l'addio di Lilly è stato promosso a numero 3 della rotazione, ed i suoi numeri in carriera possono giustificare la scelta. Il suo maggior problema è da sempre il controllo, che nelle giornate meno felici lo porta a concedere molti punti, infatti nel 2006 la sua ERA è stata superiore a 5; probabilmente dalle sue prestazioni dipenderà l’equilibrio di tutta la rotazione. Cifre 2006: 17 GS - 9 W - 4 L - 5,05 ERA - 87,1 IP – 38 BB – 47 SO
Le posizioni 4. e 5. della rotazione vedono un ballottaggio, che credo si concluderà a ridosso dell’opening day, tra tre pitchers, i due veterani Thomson e Ohka aggiunti al roster in off-season, e Josh Towers, reduce da una stagione disastrosa che lo ha portato da #2 dietro ad Halladay nel 2005 a lanciatore in AAA per i i Syracuse SkyChiefs, ha lavorato duramente in inverno seguendo il rigido programma di allenamento seguito anche dal left fielder Reed Johnson per tornare in pianta stabile in rotation.
Al momento il favorito per il 4° spot pare essere Thomson, con Ohka in testa per quello di # 5; se questi dovessero fallire, pronti ad aggiudicarsi i posti liberi sarebbero i giovani emersi lo scorso anno, Shaun Marcum e Casey Janssen.
Parlando di bullpen per Toronto la situazione sembra più che buona, nonostante la partenza di Speier si mantiene su buoni livelli, con le punte di diamante di League e Ryan. Dietro a loro si affacciano buoni lanciatori come Frasor, Tallet, specialista dei mancini, ed il giovane Accardo, che fa girare molte teste nel management, ma che deve ancora dimostrare di poter diventare un ottimo riliever.
Nelle posizioni di long reliever e di spot starter troviamo Scott Downs, il mancino, già Expos, ha lanciato una buona scorsa stagione, con ottime uscite da partente di necessità, lui deve anche dare il buon esempio ai giovani che stanno crescendo, bene, nelle minors, tra questi troveranno spazio nel roster: Rosario, Ismael Ramirez, Romero, De Jong e Taubenheim.
Per quanto riguarda la difesa, il punto debole dello scorso anno è certamente stata la posizione di shortstop, e dal mercato dei FA Ricciardi ha pescato il trentasettenne ex Nationals Royce Clayton, con il doppio compito di SS everyday e guida per i giovani come Santos. Il reparto degli interni, con questa nuova aggiunta sembra più solido, con unica incognita Troy Glaus in terza base.
Gli esterni invece sono di ottima qualità difensiva, alle pecche che potrà dare Johnson faranno da bilancia l’immenso talento, coronato da 3 Gold Gloves consecutivi, di Vernon Wells, e l’esplosivo braccio di Alex Rios. A dare profondità agli infielders ci penseranno invece John McDonald e Jason Smith, che può ricoprire tutte le quattro posizioni interne. In panchina per gli esterni invece ci sarà fin dal primo match il canadese neo Jays Matt Stairs, nell’attesa che il gioiellino Adam Lind reclami a suon di homers il ritorno in squadra.
Nella posizione di catcher, dopo un 2006 in platoon con Molina, Gregg Zaun, discreto, ma nulla di più, difensore si è aggiudicato i gradi di titolare per il 2007.
Lineup
Come migliorare un lineup che è stato nei primi 5 posti della lega per le seguenti statistiche: AVG(2), SLG(2), OBP(5), TB(3), 2B(3), H(3), XBH(2), OPS(2)? Beh, questo problema nella mente di Ricciardi deve essere stato presente per pochi minuti, vista la decisione con cui si è assicurato il futuro Hall of Famer prossimo a raggiungere i 500 HR in carriera, Frank “Big Hurt” Thomas.
Il nativo di Columbus, GA è reduce da una stagione di rinascita da 39 HR e 114 RBI, cifre che, lievitate nel finale di stagione, hanno trascinato Oakland alla conquista dell’ AL West. Questa aggiunta darà se possibile ancora più pericolosità all’attacco, togliendo anche un po’ di pressione dagli altri battitori, colmando inoltre la partenza del buon Frank Catalanotto in direzione Texas.
Il front office ha cercato di portare un upgrade al disastrato spot di SS del 2006, con la firma di Clayton, capace comunque di portare alla causa un buon nulero di doppi e una discreta base-skill;nella franchicgia canadese però, serano che il miglioramento giunga dal AAA con un ritorno di Russ Adams.
Ecco dunque il probabile lineup per il 2007:
1. Reed Johnson LF; esploso, cosi come il suo pizzetto, a 30 anni nella scorsa stagione si è guadagnato i galloni di everyday player in esterno sinistro, da lui ci si aspetta una nuova stagione solida con magari numeri migliori sulle basi. Cifre 2006: 134 G 461 AB 86 R 147 H 12 HR 49 RBI .390 OBP .319 AVG
2. Lyle Overbay 1B; con il passare della scorsa stagione si è rivelato un ottimo acquisto, divenendo il punto cardine dell’ intero attacco, anche in questa stagione Gibbons ha chiaramente detto che tutto il lineup girerà attorno all’ex prima base dei Brewers. Cifre 2006: 157G 581AB 82R 181H 22HR 92RBI .372OBP .312AVG
3. Vernon Wells CF; il 3 volte Gold Glove, dopo la firma del faraonico contratto che lo vedrà sotto la CN Tower per altri 7 anni, è divenuto ancor di più l’uomo franchigia dei Blue Jays, sia per le sue abilità sul diamante che per il suo atteggiamento positivo in spogliatoio e fuori dai campi di gioco, con alle sue spalle Thomas può ripetere se non migliorare le gia ottime cifre della scorsa regular season. Cifre 2006: 154G 611AB 91R 147H 32HR 106RBI .357OBP .330AVG
4. Frank Thomas DH; Big Hurt è alla caccia del fuoricampo numero 500 in carriera, e di un’ennesima grande stagione, magari coronata dalla post-season, indubbiamente l’incognita che lo riguarda è la salute, a tal proposito lo staff in accordo col giocatore stanno svolgendo un lavoro di leggero potenziamento per i fragili arti inferiori dello slugger. Cifre 2006: 137 G 466 AB 77 R 126 H 39 HR 114 RBI .381 OBP .270 AVG
5. Troy Glaus 3B; nel 2006 è tornato sui suoi migliori livelli, ed a Toronto
sperano possa mantenere questi numeri per presentare alle rotation avversarie un tremendo 1-2-3 coi compagni che lo precedono, anche nel suo caso la sua integrità fisica giocherà un ruolo fondamentale nella stagione dei canadesi. Cifre 2006: 153 G 540 AB 105 R 136 H 38 HR 104 RBI .355 OBP .252AVG
6. Alexis Rios RF; fino alla pausa per l’all star game del 2006 era considerato uno dei migliori 10-15 giocatori in AL, poi una serie sfortunata di malanni lo hanno rallentato a metà stagione, salvo risorgere e illuminare tutti con grandi numeri nel finale di stagione. Probabilmente è l’uomo su cui gli occhi di tutti sono puntati, ora che ha dimostrato di poter utilizzare il suo talento ci si aspetta la sua completa esplosione come giocatore d’elite. Cifre 2006: 128 G 450 AB 68 R 136 H 17 HR 82 RBI .349 OBP .302 AVG
7. Gregg Zaun C; il californiano pare aver trovato il massimo punto di rendimento da 2 anni a questa parte, e JP crede che possa proseguire in questa seconda giovinezza anche nel 2007, magri senza troppi acciacchi, non avrà più la concorrenza di Molina, e questo può voler dire maggiore tranquillità, che potrebbe però diventare rilassatezza. Dalle minors intanto si aspetta la completa maturazione di Curtis Thipgen, che sembra essere ora il prospetto #1 dell’organizzazione. Cifre 2006: 99 G 290 AB 39 R 79 H 12 HR 40 RBI .390 OBP .272 AVG
8. Aaron Hill 2B; il prossimo 25enne californiano ha stupito lo scorso anno battendo intorno ai .300, e mostrando segni di miglioramento anche nell' ambito della potenza, da lui ci aspettiamo dei sensibili miglioramenti proprio nel conteggio dei fuoricampo. Cifre 2006: 155 G 546 AB 70 R 159 H 6 HR 50 RBI .349 OBP .291 AVG
9. Royce Clayton SS; il nativo di Burbank, CA tenterà di migliorare le pessime cifre messe su da Adams e McDonald nel 2006, compito di certo non arduo, ma l’età potrebbe farsi sentire. Anche in questa posizione lo staff attende, miglioramenti da Adams e la salita del prospetto Santos, che fino ad ora ha deluso le grandi aspettative formatesi su di lui. Cifre 2006: 137 G 454 AB 49 R 117 H 2 HR 40 RBI .309 OBP .258 AVG
Bench: A dare fiato agli interni ci penserà il tuttofare Smith, che dara cambio a tutte le posizioni del diamante interno, aiutato nelle posizioni di middle infield da Johnny Mac. Per quanto concerne gli esterni dai Texas Rangers è arrivato il Canadese Matt Stairs, che corona la sua voglia di tornare in terra natia all’età di 39 anni, potrà dar fiato anche in DH a Frank Thomas.
Discorso diverso merita Adam Lind, il 2006 lo ha visto protagonista di una esaltante scalata alle Majors dal AA che lo ha portato, come call up di settembre a sfornare ottime prestazioni praticamente ad ogni uscita, dovesse esplodere rimetterebbe in gioco la posizione di Reed Johnson.
Dalle minors potrebbero mettersi in mostra anche Patterson, Cannon ed il solito Barker, nonché l’eterna promessa John Ford Griffin. Alle spalle di Zaun troveremo il girovago Jason Phillips, sempre che dagli Sky Chiefs non esploda il forte prospetto Curtis Thipgen.
Arrivi
Frank Thomas (DH, OAK); Royce Clayton (SS, CIN); Jason Smith (Util, COL); Matt Stairs (OF/DH, TEX); John Thomson (SP, ATL); Tomo Ohka (SP, MIL); Victor Zambrano (SP,NYM).
Giocatore Chiave
A mio modo di veder la stagione di Toronto poggerà sulle prestazioni di Overbay, come detto vero perno del lineup, Rios, potenziale da assoluto All-Star, e tra i lanciatori di Gustavo Chacin, l’unico mancino in rotation dovrà dare seguito alle buone prestazione che dovrebbero assicurare Halladay e Burnett, dando un po’ di respiro a questi, e la giusta solidità al reparto partenti. Dovendo sceglere un nome secco la scelta ricade su Alex Rios, perchè una sua stagione da protagonista offensivo significherebbe presentare alle rotation avversarie un attacco-rompicapo di complicata risoluzione, fornendo ai Blue Jays un'arma micidiale verso l'obiettivo finale della dirigenza.
Giudizio Finale
Per il secondo anno consecutivo ci si aspetta che i Blue Jays diano del filo da torcere alle due super corazzate storiche della division, e se la sfortuna resterà estranea al Rogers Centre, le possibilità che questo avvenga ci sono tutte.
Fondamentale sarà per i giocatori chiave mantenersi su alti livelli, allora sulle rive del Lago Ontario potrebbe respirarsi un’aria simile a quella delle primavere dei primi anni ’90, molti di voi sapranno come andò a finire… _________________ ..VIVERE UNA FAVOLA.. VASCO & SVALVOLATA 4EVER In tournee con Vasco, Roma 1, Roma 2, Salerno 2, Messina, Bologna & Torino!!!!!!
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