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National League Central Division - Preview by PlayitUSA.com

 
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 13:46    Oggetto: National League Central Division - Preview by PlayitUSA.com Rispondi citando

National League Central Division - Preview by PlayitUSA.com

Chicago Cubs
Cincinnati Reds
Milwaukee Brewers
Pittsburgh Pirates
St. Louis Cardinals
Houston Astros

Di seguito riporterò le preview di queste squadre, scritte e redatte, dalla redazione baseball di www.playitusa.com
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:38    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 20 marzo, 2007 da Joesox
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5887


Chicago Cubs: Preview

In quella che doveva essere la stagione della riscossa, e per alcuni “visionari” (ehm...) addirittura la stagione per arrivare alla tanto agognata vittoria delle World Series (l’ultima affermazione dei Cubs nella Fall Classic risale al lontano 1908), è successo davvero di tutto, ma non sul campo, bensì in infermeria. Sono stati infatti ancora una volta gli infortuni a dominare la stagione della squadra più amata (non ce ne vogliano gli White Sox ed i loro tifosi) di Chicago. E quando le notizie venivano dal campo magari c’era il pugno di Michael Barrett ad A.J. Pierzynski oppure la palla che dopo aver colpito Aramis Ramirez in testa (!) rotolava lontano permettendo ai Braves di vincere per 13-12 in 11 inning con un raro errore da due basi del pur affidabile terza base. E allora dimentichiamo in fretta il 66-96 del 2006 e gettiamoci a prevedere che cosa ne sarà dei Cubs edizione 2007.

Il GM Jim Hendry non ha badato a spese. A cominciare dal contratto di 8 anni per un totale di $136 milioni di dollari con cui è stato attratto a Wrigley Field Alfonso Soriano, tra arrivi e rinnovi il front office ha investito circa $300 milioni di dollari nell’inverno più “caldo” (in tutti i sensi) della Windy City degli ultimi 99 anni.

A rotolare poi è stata pure la testa del manager Dusty Baker, certamente esausto per tutte le sconfitte e per tutte quelle camminate dal dugout al monte di lancio (e ritorno) nel tentativo di trovare il lanciatore giusto al momento giusto. Toccherà al nuovo manager, Lou Piniella, mettere insieme tutti i pezzi, dare stabilità e trovare la famosa chimica vincente.

Pitching & Difesa


Quando i tuoi assi Mark Prior e Kerry Wood finiscono la stagione 2-10 con 63.1 inning al loro attivo non ci sono molte speranze. La trade di Greg Maddux è stata la logica conseguenza di una stagione andata male. A questo punto, oltre a Prior (finito per ben otto volte sulla lista infortunati in soli quattro anni) la rotazione presenta al numero uno l’asso Carlos Zambrano che da quattro anni supera i 200 inning lanciati. Una volta rimasto solo nel 2006 ha dimostrato di saper guidare l’intero pitching staff, anche se le 115 BB non parlano a suo favore. Spesso deve arrivare al conto pieno per eliminare il battitore, ma con una veloce molto mobile da 93-97 mph ed una slider devastante può portare lontano questi Cubs.

Dal mercato dei free agent è arrivato il veterano mancino Ted Lilly (15-13 con 4.31 ERA a Toronto nel 2006). Veloce da 89-92 mph e slider da 84-85 mph sono le sue armi migliori; quando serve il terzo lancio sia la curva che il cambio di velocità possono diventare decisive a meno che non siano dei chiari ball. Anche lui arriva spesso ad high-pitch counts.

Il giovane alto mancino Rich Hill sembra affidarsi molto a voler sfidare gli slugger avversari: 90 K in 99.1 IP ma con 16 HR i risultati lo scorso anno. Se vuole usare la buona curva che si ritrova deve far entrare più strike con la veloce. Cambio di velocità ancora in cantiere.

La scommessa di Hendry su Jason Marquis, che lo scorso anno ha guidato la NL in sconfitte (16), in ER (130) ed in HR concessi (35), potrebbe davvero essere vincente se il ragazzo riuscisse a stare più tranquillo sul monte di lancio. Lavoro per Piniella.

C’è sempre Wood che potrebbe rinascere come middle reliever o addirittura come closer. Il resto del bullpen è un cantiere in febbrile attività. Audizioni per il ruolo di closer vedono coinvolti i soliti sospetti: Ryan Dempster (ben 9 le salvezze scoppiategli fra le mani lo scorso anno), Bob Howry (confermata l’eccezionale stagione 2005 da un solido 2006) ed il sottovalutato Mike Wuertz. Sicuro invece il posto per lo specialista mancino Scott Eyre (3.38 ERA con 73 K in 61 1/3 IP nel 2006). L’altro specialista mancino è Neal Cotts.

Will Ohman, Sean Marshall e Carlos Marmol rimangono ancora in cerca di un posto sul roster da 25.

Lineup


L’aggressivo battitore Michael Barrett ha visto la sua stagione (.307-16-53) fermarsi improvvisamente a causa di un infortunio all’inguine. Rimane uno dei migliori della lega, anche difensivamente. Buon braccio, non sempre accuratissimo, lavora bene dietro al piatto. La riserva Henry Blanco ha eliminato il 42% dei corridori rubanti ed ha battuto .266-6-37. Solido backup.

In prima base il polso destro spezzato ha fatto la stagione di Derrek Lee. In 175 AB ha concluso con .286-8-30. Nel 2007 speriamo finalmente di vedere il giocatore completo da 300-30-100 con un grandissimo guanto. Non ci aspettiamo le basi rubate ed i tripli, ma un attacco alla Triple Crown non è certamente fuori luogo. Come assicurazione è arrivato anche Daryle Ward. Certo che se Lee dovesse avere una ricaduta Ward non sarebbe sufficiente ed i Cubs potrebbero dover andare sul mercato.

In terza base Aramis Ramirez ha ricevuto il “meritato rispetto”, ovvero un’estensione di 5 anni del valore di $75 milioni. I numeri non mentono e le sole 63 K testimoniano di un buon occhio. Anche in difesa è solido, eccetto quando tenta di prendere le palline con la testa (!?).

Arrivato con l’autobus dei free agent anche il seconda base Mark DeRosa. Viene da un cosiddetto “career year” (.296-13-74 con 40 doppi). Potrebbe trovare a Wrigley Filed la sua consacrazione, anche per giustificare il triennale da $13 milioni.

Nel ruolo di interbase sarà lotta tra Ronny Cedeno e Cesar Izturis. Il primo ha dimostrato fretta ed impazienza al piatto e durante l’inverno non ha dato sufficienti garanzie neppure con il guanto, il secondo arrivato dai Dodgers nella trade di Maddux ha avuto problemi col polpaccio destro, ma ha confermato le grandi doti difensive.

Il prospetto in terza base Scott Moore è decisamente bloccato da Aramis Ramirez, mentre per Brian Dopirak e Ryan Theriot ci sarà forse un posto in panchina.

Grandi manovre nell’outfield. Il megacontratto del baseball dell’inverno 2006-2007 va infatti ad un nuovo Cub: Alfonso Soriano. L’esterno riceverà $136 milioni nei prossimi 8 anni per giocare nell’ampio centerfield di Wrigley. Soriano, che di fatto rimpiazza Juan Pierre, ora dovrà produrre! Le 67 basi su ball (oltre che raddoppiata la sua media in carriera) che si è conquistato nel 2006 sono un testamento al suo miglioramento nel “vedere“ i lanci.

L’esterno sinistro sarà di Matt Murton. Potrebbe riapparire la potenza che generava nelle leghe minori ed al suo debutto con i Cubs nel 2005? La riserva Angel Pagan non ha ancora convinto per diventare un giocatore affidabile da schierare quotidianamente.

All’esterno destro ritornerà Jacque Jones (.285-27-81 con 9-1 nelle rubate lo scorso anno – miglior stagione in 5 anni) arrivato come free agent da Minnesota nel 2005. Dopo l’uscita di scena di Dusty Baker, Jones aveva chiesto di essere ceduto, ma a quel prezzo modesto e per quello che riesce a produrre, sia in attacco che in difesa, non è stato accontentato.

Rimane un “highly touted prospect” l’esterno Felix Pie, che potrebbe diventare prima quarto esterno e poi titolare. Altri potenziali riserve per i ruoli esterni sono il citato Ward e con bassissima possibilità pure Buck Coates.

Arrivi


Mark DeRosa (2B, TEX), Alfonso Soriano (OF, WAS), Ted Lilly (LHP, TOR), Jason Marquis (RHP, STL), Daryle Ward (1B, WAS), Neal Cotts (LHP, CWS)

Giocatore Chiave


Puntiamo su Mark Prior. Se rimanesse sano per la stagione 2007 darebbe alla rotazione quella stabilità che solo un asso può dare. I migliori auguri a questo sfortunatissimo giocatore.
Sempre che Alonso Soriano non sia una delusione completa ed allora il peso dell’errore contrattuale che potrebbe potenzialmente distruggere spogliatoio, manager e chimica di squadra non sarebbe sostenuto neppure da Prior.

Giudizio Finale


Finita l’era Baker (la cui giocata chiave è stata la presa al volo di un certo Steve Bartman), siamo certi che i Cubs abbiano la potenza offensiva e la versatilità e presenza sul monte per poter essere competitivi nella improvvisamente “mediocre” NL Central. E dopo 99 anni di digiuno sarebbe bello vedere un altro miracolo nel baseball, questa volta a Wrigleyville.
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:39    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 20 marzo, 2007 da Ivers
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5891


Cincinnati Reds: Preview

Le statistiche dello spring training non contano niente, si sa, le indicazioni che si possono trarre dalle gare di marzo possono essere colte solo dagli addetti ai lavori che conoscono a fondo i motivi di certe scelte e sono in grado di leggerne i risultati al di là dei numeri. Eppure non si può ignorare il fatto che i Reds stiano mettendo insieme un ottimo record e stanno mostrando una grande solidità in tutti i reparti. Il coach Jerry Narron, al suo secondo anno a Cincinnati, può lavorare con calma, avendo ottenuto la piena fiducia dal proprietario Bob Castellini che subito dopo i primi mesi di lavoro lo scorso anno gli ha esteso il contratto fino al 2008, ed il primo risultato è stato che la squadra è rimasta in corsa per la leadership di division fino all'ultimo mese, ottenendo alla fine un più che dignitoso terzo posto con un record di 80 vittorie e 82 sconfitte, decisamente il miglior risultato delle ultime stagioni, aldilà di ogni aspettativa di inizio stagione.

La squadra di quest'anno dunque dovrebbe avere acquisito sicurezza nei propri mezzi e soprattutto consolidato i meccanismi dei giochi anche considerando i pochi cambiamenti rispetto allo scorso anno.

Pitching & Difesa


I partenti sicuri del posto sono pochi: Il più affidabile è Aaron Harang, lo scorso anno 16 vittorie e 11 sconfitte con una ERA di 3.76; non ancora trentenne sta raggiungendo l'apice della carriera e ci si aspetta che il suo già buon rendimento possa continuare a migliorare anche quest'anno. Il numero 2 sarà Bronson Arroyo (14-11, e 3.29), arrivato lo scorso anno dai Red Sox a pochi giorni dall'inizio della stagione in seguito allo scambio con Wily Mo Pena. Ha subito convinto fin dall'inizio, disputando una serie di ottime gare e tra l'altro battendo anche un paio di HR, poi ha avuto una flessione durante l'anno, ma i suoi risultati non possono essere messi in discussione.

Dopo di loro è aperta la contesa per aggiudicarsi gli altri posti di partente, e i più probabili sono: Kirk Saarloos, arrivato da Oakland al quale si chiede quel numero di vittorie necessario per raggiungere un record positivo; Eric Milton, che lo scorso anno ha avuto prestazioni molto altalenanti (8 vittorie, 8 sconfitte, ERA 5.19): troppi alti e bassi ma gli sarà data una chance; stesso discorso per Kyle Lohse, arrivato lo scorso anno dai Twins e autore di un finale di annata disastroso; Matt Belisle, giovane texano che ha fatto qualche prova da partente ma più probabilmente andrà nel bullpen, ed Elizardo Ramirez reduce da un infortunio, salterà l'inizio della stagione. C'è poi chi vorrebbe vedere debuttare al più presto Homer Bailey, top prospect non ancora ventunenne, decisamente troppo giovane.

Il bullpen è sicuramente il reparto più rinnovato, sfoltito di vari giocatori che non avevano convinto come Brandon Claussen, Ryan Franklin, Jason Standridge, disporrà ora di braccia giovani come Brad Salmon e Jared Burton, esordienti, e Todd Coffey e Gary Majewski confermati dopo le buone prestazioni dello scorso anno. Ci sarà poi Bobby Livingston che ha assaggiato le majors a Seattle con risultati per ora non giudicabili, e tutti gli altri che saranno esclusi dalla scelta del closer: questo infatti resta un problema da risolvere; nello spring training Narron sta provando varie soluzioni, e la scelta avverrà tra diversi giocatori che hanno già esperienze di ninth-inning, come Eddie Guardado, che però è convalescente dopo un'operazione e non tornerà prima di giugno, David Weathers, Todd Coffey, Mike Stanton, Rheal Cormier; ma alla fine potrebbero spuntarla anche Kerry Ligtenberg o Dustin Hermanson, (che fu il closer dei White Sox nel 2005) entrambi arrivati a Sarasota come non-roster invitees.

Lineup


Il lead-off sarà Ryan Freel (OBP .363 e 37 basi rubate su 48 tentativi nel 2006), che in campo occuperà la posizione di esterno destro; a seguire si presenterà al piatto Scott Hatteberg, che dovrebbe essere titolare della prima base ed anche lui con buoni numeri lo scorso anno: Avg .289, 13HR, 51 RBI. In alcune occasioni potrebbe avere spazio anche Jeff Conine, arrivato dai Phillies. Poi arriverà il cuore del line-up, con Ken Griffey Jr, veterano all'ottavo anno a Cincinnati, 27 HR lo scorso anno (563 in carriera) e 72 RBI, ed esterno centro in campo (ma si sta valutando la possibilità di invertirne la posizione con Freel), il giovane terza base Edwin Encarnacion 15 HR e 72 RBI nel 2006 e finalmente Adam Dunn, altra bandiera di Cincinnati che per il terzo anno consecutivo ha battuto almeno 40 HR e ha tutte le possibilità di ripetersi nel 2007. In campo coprirà l'esterno sinistro.

A seguire dovrebbero battere il catcher il cui posto sarà diviso tra David Ross e Javier Valentin, con una preferenza per il primo per le sue maggiori capacità offensive (lo scorso anno Avg. 255, e ben 21 HR e 52 RBI), quindi Brandon Phillips, (.276, 17 e 75) che coprirà la seconda base, ed infine Alex Gonzalez la new entry in arrivo da Boston che molti chiamano già "automatic out" per le sue non eccelse prestazioni in attacco ma che sulla terra rossa fra la seconda e la terza base garantisce numeri fantastici: lo scorso anno appena 7 errori in 111 gare e tantissime giocate che pochi altri suoi colleghi avrebbero portato a termine.

Ad attendere le loro occasioni nel dugout gli esterni Chris Denorfia, Josh Hamilton, Bubba Crosby e Norris Hopper che finora ha dimostrato di sapere girare la mazza, gli interni Jeff Keppinger arrivato da Kansas City e Juan Castro, shortstop che ha già capito di aver perso il posto e medita di andare via, più qualcun altro da decidere nel corso dello spring training.

Sono in molti a dire che peserà non poco l'assenza di Rich Aurilia, autentico clutch-hitter che aveva la migliore media battuta con giocatori in posizione punto (.343), e molto amato dalle parti di Cincinnati, ma in effetti il line-up era ed è considerato uno tra i migliori in tutta la lega, e forse poteva permettersi di rinunciare ad un giocatore un po' chiacchierato come lui e comunque non più tanto giovane, a tutto vantaggio delle prestazioni difensive.

Arrivi


Jeff Conine (1B, PHI), Bubba Crosby (RF, NYY), Alex Gonzalez (SS, BOS), Jeff Keppinger (2B, KC), Josh Hamilton (CF, CHC), Chad Moeller (C, MIL), Kirk Saarloos (RHP, OAK), Mike Stanton (LHP, SF).

Giocatore Chiave


Ritorna nella National League dopo un anno a Boston, molti lanciatori li conosce e li ritrova: in più andrà al piatto senza pressione perchè nessuno si aspetta da lui grandi numeri in attacco: se Alex Gonzalez ripeterà le prestazioni della stagione scorsa, potrebbe essere davvero l'uomo che mancava alla difesa dei Reds: dotato di una range superiore alla norma, è capace di salvare tanti punti che alla fine abbassano la ERA dei lanciatori e fanno vincere le partite. A Cincinnati ci credono, e la mia opinione è che potrebbe essere stata realmente la scelta giusta.

Giudizio Finale


Lo scorso anno ci si aspettavano buone prestazioni in attacco e un disastro in difesa, ed in realtà le cose non sono andate così; ora i reparti sono più bilanciati e come detto la squadra è più collaudata. Gli innesti sono stati scelti con oculatezza e razionalità e la sensazione è si possa fare veramente bene. I Reds giocano nella division dei campioni del mondo, e degli Astros che ci hanno abituato a partenze in sordina per poi finire in crescendo, quindi non sarà facile raggiungere la post-season, ma con più stabilità sul monte ed una difesa migliorata, sognare è d'obbligo.
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:40    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 24 marzo, 2007 da Cristian Bona
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5907


Milwaukee Brewers: Preview

Dopo aver passato anni ad inseguire un record vincente e dopo un 2005 conclusosi con 81 vinte e 81 perse, tutto lasciava presagire che nel 2006 i Brewers potessero davvero fare il salto di qualità. Così non è stato, nonostante la National League central non sia stata tra le division più forti della lega. Tuttavia la franchigia è stata in corsa a lungo per la post-season e all'inizio di settembre sembrava potesse farcela, prima di bruciare tutte le chances con 10 sconfitte consecutive nel momento clou della stagione. Cosa è mancato quindi? Nella off-season il Gm Doug Melvin ha cercato di capirlo lavorando sodo per trovare i pezzi mancanti per la squadra, sia sul monte di lancio, sia al piatto. Solo il tempo ci dirà se ha avuto ragione, noi possiamo solamente cercare di analizzare il materiale che il manager Ned Yost avrà a disposizione quest'anno.

Pitching & Difesa


Facce nuove sul monte del Miller Park, con una mossa a sorpresa Melvin si è aggiudicato le prestazioni del neo-campione del mondo nonchè NLCS MVP Jeff Suppan per 4 anni (42 milioni di dollari il costo dell'operazione) e altrettanto a sorpresa Doug Davis (11-11, 4.91 Era nel 2006) è stato spedito in Arizona in cambio di Greg Aquino, Claudio Vargas, due lanciatori, e Johnny Estrada, catcher. Due mosse che cambiano volto alla rotazione dei Brewers, che al momento vede come ace-pitcher Ben Sheets (6-7, 3.82 era). Sheets, limitato notevolmente dagli infortuni negli ultimi due anni, ha solo bisogno di rimanere sano per trascinare la squadra in quella che dovrà essere la sua stagione visto che è un giocatore alla soglia dei 30 anni, l'età giusta per consacrarsi. Dietro Sheets, ecco l'eroe delle NLCS 2006, Jeff Suppan (12-7, 4.12 era), che si è guadagnato la fiducia della dirigenza Brewers grazie a una splendida seconda parte di stagione culminata, come detto, con la vittoria alle World Series. Non è uno strikeout pitcher, preferisce controllare le gare senza mai lasciarsi prendere dal panico ed è una caratteristica che ai Brewers non può che far piacere visti i problemi di tenuta mentale mostrati più volte la scorsa stagione. Terzo in rotation è Chris Capuano (11-12, 4.03 era), mancino affidabile che nelle ultime due stagioni ha lanciato per ben 440 innings e che nella scorsa stagione ha concesso solamente 1.91 basi ball ogni 9 innings. Anche lui, come Suppan, non è un power pitcher, cerca l'out al posto dello strikeout grazie soprattutto ad un buon changeup. Quarto è Dave Bush (12-11, 4.41 era), pitcher giovane che arriva da una buonissima seconda parte di stagione con tanta voglia di mettersi in mostra. Lancia soprattutto all'interno, ha a disposizione fastball-cutter-curva e un buonissimo changeup. Infine, come quinto starter, c'è Claudio Vargas (12-10, 4.83 era) arrivato nella trade per Doug Davis. Viene da una stagione di alti e bassi, dove ha concesso il suo massimo di hr in una stagione, 27, dove ha totalizzato il suo record di vittorie ma anche di sconfitte. È sicuramente l'anello debole della rotazione.
Il bullpen è stata la croce della scorsa stagione, il peggiore di tutta la lega con una Era di 5.03 (4.19 la media Era della NL). Importante è stato l'arrivo a metà stagione di Francisco Cordero (10-5, 3.70 era, 22sv), closer affidabile che ha sostituito nel ruolo un Derrick Turnbow che non è riuscito a confermarsi nel ruolo (4-9, 6.87era, 24sv). Per cercare di migliorare la situazione è arrivato anche Greg Aquino (sempre nell'affare Davis) che assieme a Matt Wise e Jose Capellan andrà a formare il cuore del bullpen dei Brewers.
Difensivamente i Brewers devono migliorare parecchio, i 117 errori commessi la scorsa stagione li portano al quarto posto tra le squadre della NL con più errori. Quasi in ogni ruolo la squadra necessità di fare il salto di qualità difensivo, Rickie Weeks e Bill Hall ad esempio (seconda base e shortstop) in due hanno commesso 39 errori (22 il primo, 17 il secondo), decisamente troppi. Aggiungiamo anche gli 11 di Prince Fielder ed è chiaro come l'infield deve assolutamente migliorare riuscire a raggiungere l’agognato traguardo dei playoff. Come 1B ci sarà ancora Fielder, che deve migliorare soprattutto mentalmente perchè troppe volte lo scorso anno ha avuto lapsus difensivi clamorosi e perchè tende ad aumentare troppo di peso limitando la sua mobilità difensiva. In 2B Weeks dovrà dimostrare di saper imparare, deve ridurre il numero dei suoi errori, dovuti soprattutto a mani non troppo educate nel raccogliere le grounder. Hall, shortstop dello scorso anno, potrebbe essere spostato in outfield per lasciare spazio a J.J. Hardy che rientra da un infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fuori per quasi tutta la scorsa stagione. In 3B c'è Corey Koskie, il miglior infielder difensivo dei Brewers. Sugli esterni la situazione è migliore, i vari Geoff Jenkins, Hall, Kevin Mench e Corey Hart non sfigurano, coprono bene il campo e le loro braccia hanno un range adeguato. Il catcher sarà Johnny Estrada, difensore solido con una buona capacità di gestire la partita, ma con qualche amnesia mentale e un braccio che consente ai corridori di rubare qualche base di troppo.

Lineup


Anche in attacco i Brewers dovranno essere in grado di fare un salto di qualità e qui i presupposti ci dovrebbero essere.
Come leadoff dovrebbe battere Rickie Weeks (.279, 8 Hr, 34 Rbi), che, se sano, dovrebbe produrre parecchio sia al piatto, sia tra le basi visto che è dotato di un'ottima velocità. Secondo è J.J. Hardy, battitore onesto al rientro dopo molti mesi di infortunio che avrà il compito di evitare il double play qualora Weeks sia in base o quello di mettersi in base nell'attesa di essere portato a casa dal cuore del batting order, composto dal trio Geoff Jenkins (.271-17-70), Bill Hall (.270-35-85) e Prince Fielder (.271-28-81). Jenkins è in fase calante, qualche difficoltà di troppo soprattutto con i mancini e qualche strikeout in più lo costringeranno a cercare nuovi aggiustamenti per tornare ad essere efficace; Hall deve riuscire a confermare la buonissima stagione dello scorso anno mentre Fielder deve migliorare i suoi numeri. Ha la potenza e la velocità necessaria nello swing per avere successo, deve solamente adattarsi meglio al baseball MLB; il talento e il tempo per farlo ci sono, data la giovane età; in attacco rappresenta la grande speranza dei Brewers, una sua breakout season potrebbe significare molto per l'attacco di Milwaukee. Johnny Estrada (.302-11-71) è un ottimo sesto battitore, reduce da una delle sue migliori stagioni offensive ai Diamondbacks, che potrebbe aiutare molto i Brewers, soprattutto battendo dopo Fielder garantendogli in questo modo un po' di protezione. Corey Koskie (.261-12-33) e Corey Hart (.283-9-33) dovrebbero rappresentare gli ultimi due battitori, con Koskie al rientro dopo una post-concussion syndrome che lo ha tenuto fermo da luglio. Mazze oneste, Hart potrebbe essere una sorpresa. In panchina non ci sono grandi nomi, potrebbero contribuire Tony Graffanino, Craig Counsell e Kevin Mench con quest'ultimo che avrà spazio soprattutto contro i lanciatori mancini al posto di Jenkins, sempre se riuscirà ad adattarsi alla National League.

Arrivi


Craig Counsell (2B, Diamondbacks), Jeff Suppan (SP, Cardinals), Greg Aquino (RP, Diamondbacks), Johnny Estrada (C, Diamondbacks), Claudio Vargas (SP, Diamondbacks)

Giocatore Chiave


Si potrebbero fare tanti nomi, ma sicuramente molto dipenderà da Ben Sheets, giocatore dal potenziale mostruoso che per via degli infortuni non è ancora riuscito a prendersi la squadra sulle spalle come le star sanno fare. Potrebbe totalizzare 15-20 vittorie se sano, vittorie che sarebbero decisive per l'eventuale corsa ai playoff dei Brewers.

Giudizio Finale


L'idea è che sia Doug Melvin che Ned Yost stiano lavorando bene, la squadra è vicina a fare il salto di qualità e potrebbe farlo già quest'anno, soprattutto se la National League Central dovesse rivelarsi una division debole come lo scorso anno. Probabilmente, purtroppo per i Brewers, così non dovrebbe essere e la franchigia della città resa famosa da Fonzie dovrebbe essere fuori, anche quest'anno, dalla corsa dei playoff. Ma non è da escludere, anche se di poco, un record vincente.
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:42    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 25 marzo, 2007 da Marco72
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5913


Pittsburgh Pirates: Preview

I Pittsburgh Pirates si affacciano a questa nuova stagione 2007 con molto entusiasmo e con la consapevolezza di avere notevoli margini di miglioramento rispetto al campionato scorso. Certo che fare meglio di un record di 67-95 (così infatti si è chiuso il 2006) non è che richieda sforzi titanici, ma le potenzialità di questo gruppo possono portare anche a risultati decisamente più soddisfacenti. L’obbiettivo dichiarato di questi Bucs targati 2007 è infatti quello di chiudere finalmente la stagione con un record positivo, dopo ben quattordici anni consecutivi messi in archivio con più sconfitte che vittorie. Impresa ardua? Forse sì, ma con una squadra così giovane, indisciplinata e senza particolare pressione sulle spalle, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Pitching & Difesa


Molte delle speranze di una stagione positiva sono riposte nelle notevoli potenzialità di un pitching staff giovane e promettente. Basti pensare che i primi quattro posti della rotazione dei partenti sono occupati da ragazzi con un’età media di 24 anni che però nel 2006 sono riusciti a collezionare ben 107 partenze in totale con la maglia di Pittsburgh. Quindi un gruppo emergente con già una discreta esperienza a livello MLB che fa sperare in un ulteriore salto di qualità nella prossima stagione. Con giustificato orgoglio della società, sono tutti prodotto delle Minor Leagues affiliate ai Pirates come risultato di un circolo virtuoso che ha di fatto obbligato il General Manager Dave Littlefield a costruirsi i lanciatori in casa attingendo dalle scelte del draft (viste le limitate disponibilità economiche a disposizione). Il leader della rotazione è ancora il talentuoso Zach Duke nonostante sia reduce da una stagione non troppo positiva (la sua prima intera a livello MLB), mentre Ian Snell si presenta come un solido n° 2 sempre che riesca a confermarsi sui livelli dell’anno passato. Il mancino Paul Maholm, forte di un ottimo rendimento dopo l’All Star Break, si candida come n° 3 in attesa che l’astro nascente Tom Gorzelanny, forse il più promettente del gruppo, riesca ad esprimere tutto il suo talento. L’ultimo posto nella rotazione se lo contenderanno Shawn Chacon ed il neo acquisto Tony Armas, con maggiori probabilità per quest’ultimo di partire come titolare.
Conosciamo ora più da vicino i componenti della rotazione dei partenti:
LHP – Zach Duke, nato a Clifton, TX (USA) il 19/04/1983; 2006 stats: 10-15, 4,47 ERA, 215,1 IP, 117 K, 68 BB. Outlook: il più classico dei finesse pitcher con una fastball sulle 84-88 mph, un’ottima curva, una slider ed un cambio di velocità. Deve riguadagnare fiducia nelle sue possibilità dopo un 2006 in netta flessione rispetto a quanto aveva fatto vedere nella prima stagione da rookie. I suoi lanci non sono certo potenti ma sono resi efficaci dal suo particolare angolo di rilascio e da un controllo sopra la media. Al di là dei numeri dello scorso anno è ancora un potenziale n° 1 della rotazione.
RHP – Ian Snell, nato a Dover, DE (USA) il 30/10/1981; 2006 stats: 14-11, 4,74 ERA, 186,0 IP, 169 K, 74 BB. Outlook: sebbene fisicamente molto esile, può contare su una fastball che tocca le 94 mph, su una curva e su un cambio di velocità. Grazie alla sua potenza è un lanciatore che cerca sempre lo strike out e spesso lo ottiene grazie anche ad un cambio di velocità che effettua con buona velocità di braccio. E’ ancora troppo discontinuo sul monte e la sua curva non è efficace come gli altri due lanci, ma può confermarsi sui livelli dello scorso anno.
LHP – Paul Maholm, nato a Greenwood, MS (USA) il 25/06/1982; 2006 stats: 8-10, 4,76 ERA, 176,0 IP, 117 K, 81 BB. Outlook: come tipologia di lanciatore ricorda abbastanza Duke con una fastball leggermente più veloce (sulle 90 mph) e poi una curva, una slider ed un cambio di velocità. A differenza del suo compagno di squadra ha spesso difficoltà nel controllo della fastball mentre è molto più a suo agio con la curva ed il cambio che riesce a tenere spesso nella parte bassa della zona di strike. E’ giovane ed il talento non gli manca, se riesce a trovare maggior affidabilità nella fastball può abbassare di un punto la sua ERA.
LHP – Tom Gorzelanny, nato a Evergreen Park, IL (USA) il 12/07/1982; 2006 stats: 2-5, 3,79 ERA, 61,2 IP, 40 K, 31 BB. Outlook: terzo mancino della rotazione, è quello dotato di maggior potenza con una fastball tra le 88 e 93 mph, una slider ed un cambio di velocità. Per adesso è ancora un lanciatore che si affida quasi esclusivamente alla fastball e al cambio, entrambi già di buon livello, mentre la slider è da migliorare sensibilmente. Molto aggressivo sul monte, controlla entrambi i lati del piatto risultando efficace sia contro i mancini che contro i destri. Tanto talento ancora inespresso, ci sono tutti i presupposti perché questo possa essere l’anno della sua esplosione.
RHP – Tony Armas, nato a Puerto Piritu, Venezuela il 29/04/1978; 2006 stats: 9-12, 5,03 ERA, 154,0 IP, 97 K, 64 BB. Outlook: può contare su una fastball che oscilla tra le 90-92 mph, su una slider ed un cambio di velocità. In una carriera costellata da numerosi infortuni non è mai riuscito ad imporre un talento che a tratti è apparso cristallino. Dopo aver raggiunto i 150 IP per la prima volta dal 2002, nello scorso anno ha comunque faticato a trovare la sua abituale velocità con risultati piuttosto negativi. Ai suoi tempi migliori la fastball, con buon movimento, era molto efficace e la slider era il suo go to pitch ma quei giorni ormai sembrano molto lontani.

Se per i partenti ci sono quindi buone speranze ma non troppe garanzie, il bullpen si presenta invece come un reparto più esperto e affidabile. La partenza di Mike Gonzalez, utilizzato come closer nel 2006 e giocatore di grande avvenire, non può dirsi certamente senza peso anche se sembra poter essere assorbita da un gruppo sufficientemente profondo. Il ruolo di closer passa quindi nelle mani di Salomon Torres che nello scorso anno, oltre ad essersi distinto tra i migliori setup della lega, si era dimostrato già a suo agio al nono inning convertendo 12 delle 15 opportunità di salvezza che ha affrontato. Come nuovo setup troviamo invece il potente Matt Capps, promosso in questo ruolo chiave dopo una favolosa stagione da rookie, mentre come principale opzione mancina torna John Grabow presenza solida e costante nel bullpen anche nello scorso anno. L’altro mancino Damaso Marte sarà utilizzato invece come lanciatore di situazione vista la particolare efficacia dei suoi lanci contro le mazze mancine. L’acquisto del veterano Dan Kolb (autore di 39 salvezze nel 2004 con i Brewers) con un contratto da minor leaguer e l’ascesa del giovane Josh Sharpless (nel 2006, 3-1 con 9 SV ed un’ERA di 1,83 in 37 gare nelle minors) possono aggiungere una combinazione di esperienza/entusiasmo dalle potenzialità interessanti. Gli altri rilievi che si contendono un posto nel roster sono Shane Youman, Jonah Bayliss, Marty McLeary, Brian Rogers e Juan Perez tutti giovani e quasi senza esperienza in MLB.
Vediamo quindi più da vicino alcuni protagonisti del bullpen:
RHP – Salomon Torres, nato a San Pedro de Macoris, Repubblica Domenicana il 11/03/1972; 2006 stats: 3-6, 3,28 ERA, 93,1 IP, 72 K, 38 BB. Outlook: domina da anni i battitori avversari con una fastball che tocca le 95 mph, una slider ed una split-finger. A proposito dell’appellativo dominatore, basti ricordare che la sua ERA di 1,22 dopo l’All Star Break lo ha posto al secondo posto in assoluto tra i rilievi della lega per punti concessi. In più non ha dimostrato segni di usura fisica eguagliando, con 94 partite giocate, il record di franchigia per apparizioni in una sola stagione. Garanzia come setup, dovrebbe avere altrettanto successo come closer.
RHP – Matt Capps, nato a Douglasville, GA (USA) il 03/09/1983; 2006 stats: 9-1, 3,79 ERA, 80,2 IP, 56 K, 12 BB. Outlook: una delle più piacevoli sorprese del 2006, il giovane rookie ha annichilito le mazze avversarie con una sinking fastball sulle 89-94 mph ed una slider molto efficace. Forte anche di un controllo che gli ha permesso di concedere solo 12 basi per ball in più di 80 IP, in questa stagione verrà utilizzato nel ben più delicato ruolo di setup. Lascia più di un dubbio solo la sua solidità mentale nei momenti chiave visto che nella scorsa stagione ha concesso alla squadra avversaria di raggiungere il pareggio con lui sul monte per ben nove volte. Ottimo al sesto-settimo inning, da verificare all’ottavo o al nono.

A supporto di questo pitching staff in netta fase di ascesa, c’è una difesa che nonostante la presenza di buone individualità deve trovare ancora una sua quadratura. Per quanto riguarda gli interni, gli uomini agli angoli Adam LaRoche (1B) e Freddy Sanchez (3B) costituiscono l’asse portante della squadra. LaRoche è un prima base completo con piedi veloci ed un guanto che è un vero aspirapolvere, mentre Sanchez occupa la posizione in maniera molto naturale grazie ad un ottimo istinto e a un braccio sopra la media per potenza e precisione. Non si può invece dire altrettanto per Jack Wilson (SS) o almeno bisogna essere più cauti nel lodare le sue doti difensive dopo che nella scorsa stagione ha dimostrato evidenti segni di deconcentrazione ed una generale diminuzione di reattività. Per adesso non è assolutamente in discussione, ma è auspicabile un cambio di registro rispetto allo scorso anno per riguadagnare la continuità e la solidità che gli sono proprie. Chi rischia invece il posto nel lineup a causa anche di evidenti carenze difensive è il seconda base Jose Castillo. Dotato di un braccio potente e preciso, Castillo ha perso però buona parte della sua mobilità (per via di qualche chilo in più) tanto da incidere anche sulla lucidità delle sue giocate che ormai sono sempre più in affanno e sotto pressione. Proprio per questo motivo è possibile (o forse molto probabile?) che Castillo venga sostituito in seconda da Sanchez con Jose Bautista ad occupare la terza base. Soluzione che difensivamente convince molto più della precedente. Infine anche il catcher Ronny Paulino è tutt’altro che esente da critiche visto i suoi numerosi errori ed una scarsa attitudine a eliminare i corridori sulle basi. Dalla sua però c’è la poca esperienza e ci si attende un miglioramento già da questa stagione. Migliore è la situazione tra gli esterni con Chris Duffy (al centro) a coprire una gran parte di campo grazie alla sua velocità e Xavier Nady (a destra) e Jason Bay (a sinistra) discreti nel tenere la posizione senza comunque brillare in dinamismo. Nessuno dei tre ha un braccio particolarmente potente, ma grazie a velocità di rilascio e precisione nelle assistenze possono contenere in maniera soddisfacente i tentativi di avanzamento sulle basi.

Lineup


Dopo aver chiuso la scorsa stagione agli utlimi posti della lega in quasi tutte le statistiche offensive, l’attacco dei Pirates cerca maggiore credibilità con l’acquisto della potente mazza di Adam LaRoche e confidando allo stesso tempo nella crescita di alcuni giovani prospetti. Proprio a cominciare dal ruolo di leadoff infatti ci sono dubbi sulle reali possibilità per Chris Duffy di adattarsi ad una posizione tanto delicata. La sua tendenza a girare la mazza in maniera eccessiva e con risultati mediocri (.317 OBP) lo rendono un’opzione ancora inaffidabile, salvo un salto di qualità. Dopo il grosso punto di domanda del leadoff, la mazza di Jack Wilson garantisce una certa continuità al piatto (pur senza potenza) ricoprendo in maniera più che dignitosa lo slot n° 2 nell’ordine di battuta. Al n° 3 troviamo con merito Freddy Sanchez, autentica macchina da valide e miglior battitore della squadra e batting champion della National League nel 2006. La potenza che manca ai primi tre posti del lineup, viene almeno parzialmente compensata da Jason Bay (n° 4) e Adam LaRoche (n° 5). Bay, clean up se ce n’è uno, è attualmente uno dei migliori battitori della lega e può addirittura migliorare il suo rendimento grazie alla protezione fornita dal neo acquisto LaRoche. Quest’ultimo, reduce dalla migliore stagione in carriera, ha comunque l’età ed il talento per confemarsi ai livelli dello scorso anno e fornire finalmente un’opzione offensiva alternativa a Bay. Gli ultimi tre posti dovrebbero essere affidati a Xavier Nady, Jose Castillo e Ronny Paulino. Dei tre Paulino è quello che ha i maggiori margini di miglioramento nonostante abbia già dimostrato di sapere battere con notevole continuità. Nady è un discreto battitore che probabilmente non è in grado di fare la differenza, ma può contribuire con un buon numero di valide e occasionale potenza. Nonostante il supposto talento, Castillo fatica ad essere un fattore anche offensivamente risultando ancora troppo discontinuo e inaffidabile. Come avevamo già accennato a proposito della difesa, è possibile un avvicendamento nel lineup tra Castillo e Jose Bautista (terza base) con Sanchez difensivamente spostato in seconda.
Questo è il probabile lineup, salvo l’avvicendamento Bautista-Castillo:
CF – Chris Duffy, nato a Brattleboro, VT (USA) il 20/04/1980; 2006 stats: .255 AVG, 46 R, 2 HR, 18 RBI, 19 BB, 26 SB. Outlook: ha tutte le caratteristiche per essere un buon leadoff, ma è ancora lontano da un corretto approccio al piatto. Deve cercare di essere più paziente e diminuire drasticamente gli strike out incassati (71 in 314 AB nel 2006) per far fruttare al meglio la sua velocità sulle basi. Non ha potenza e soffre in particolare i lanciatori mancini, ma se riesce a battere qualche pallina in più in campo incassando magari anche qualche base per ball può legittimare il suo ruolo di leadoff.
SS – Jack Wilson, nato a Westlake Village, CA (USA) il 29/12/1977; 2006 stats: .273 AVG, 70 R, 8 HR, 35 RBI, 33 BB, 4 SB. Outlook: classico n° 2 dell’ordine di battuta con una discreta solidità al piatto e una buona mobilità sulle basi. Dotato di una scarsa potenza è più un line-drive gap hitter con un giro di mazza piuttosto corto ma efficace. Non è molto paziente nel box di battuta (solo 33 BB conto 65 SO) e nonostante sia piuttosto veloce è raro che rubi una base. Battitore più che onesto è comunque noto principalmente per la sua difesa.
3B – Freddy Sanchez, nato a Hollywood, CA (USA) il 21/12/1977; 2006 stats: .344 AVG, 85 R, 6 HR, 85 RBI, 31 BB, 3 SB. Outlook: è stata una delle sorprese più positive della scorsa stagione imponendosi (partendo dalla panchina) come miglior battitore dalla National League per media in battuta (.344). Non è potente ma, grazie ad uno swing corto e rapido, ha un perfetto controllo della mazza e la capacità di adattarsi velocemente a lanciatori diversi. Colpisce tutte le zone del campo e sfiora la perfezione contro i mancini (.438 AVG) Forse non saprà ripetersi sui livelli vertiginosi del 2006, ma resta un battitore tra i più solidi e continui della lega.
LF – Jason Bay, nato a Trail, BC (USA) il 20/09/1978; 2006 stats: .286 AVG, 101 R, 35 HR, 109 RBI, 102 BB, 11 SB. Outlook: è la vera stella della squadra grazie ad un talento offensivo tra i più cristallini di tutta la MLB. Dopo essere stato eletto Rookie of the Year nel 2004, Bay ha ottenuto una media di .296 in battuta (con una OBP prossima a .400), 34 HR e 105 RBI negli ultimi due anni nonostante la quasi assenza di protezione nel lineup. Giocatore completo sotto tutti i punti di vista, batte con continuità, con potenza e ottiene una buona percentuale di arrivi in base. Posto assicurato per l’All Star Game per i prossimi anni, può ancora fare meglio.
1B – Adam LaRoche, nato a Orange County, CA (USA) il 06/11/1979; 2006 stats: .285 AVG, 89 R, 32 HR, 90 RBI, 55 BB, 0 SB. Outlook: il cambio di franchigia (nel 2006 era con i Braves) e una peggiore protezione nel lineup potrebbero incidere negativamente su i suoi numeri offensivi, anche perché lo scorso anno è stato il migliore della sua giovane carriera. E’ risultato sempre in crescita nei suoi primi tre anni in MLB (13, 20, 32 HR e 45, 78 e 90 RBI) e questo soprattutto grazie ad un miglioramento nel giro di mazza (più corto ed esplosivo) e nella concentrazione al piatto. Può ripetere i numeri del 2006 se conferma i suoi progressi tecnici.
RF – Xavier Nady, nato a Carmel, CA (USA) il 14/11/1978; 2006 stats: .280 AVG, 57 R, 17 HR, 63 RBI, 30 BB, 3 SB. Outlook: acquistato dai Mets a metà estate, Nady è reduce da una stagione in cui ha realizzato i migliori numeri in carriera sia in media battuta (.280), che in fuoricampo (17) che infine in RBI (63). Nonostante uno swing non certo da slugger, ha dimostrato buone attitudini offensive con sorprendente potenza in campo opposto. La parte più importante della produzione dello scorso anno (14 HR e 40 RBI) è però arrivata nel fortissimo lineup dei Mets, non sarà quindi facile ripetersi agli stessi livelli nella più ridimensionata realtà di Pittsburgh.
2B – Jose Castillo, nato a Las Mercedes, Venezuela il 19/03/1981; 2006 stats: .253 AVG, 54 R, 14 HR, 65 RBI, 32 BB, 6 SB. Outlook: per il terzo anno consecutivo migliora le sue statistiche offensive, ma per il talento che ha a disposizione non ha ancora raggiunto un rendimento soddisfacente. Fatta eccezione infatti per uno stellare mese di maggio (.366 AVG. 7 HR e 21 RBI) della sua stagione resta ben poco da salvare con possibili ripercussioni anche sul suo utilizzo come titolare. Il giro di mazza è potente, ma la selezione dei lanci lascia piuttosto a desiderare con il numero di strikeout in impennata e una media in battuta spesso deficitaria. Ormai siamo agli esami di riparazione e la bocciatura pare vicina.
C – Ronny Paulino, nato a Santo Domingo, Repubblica Domenicana il 21/04/1981; 2006 stats: .310 AVG, 37 R, 6 HR, 55 RBI, 34 BB, 0 SB. Outlook: nella sua prima stagione in MLB ha meravigliato tutti per la sua solidità al piatto che gli ha permesso, con una media in battuta di .310, di essere solo il secondo rookie catcher (con Mike Piazza) dal 1969 a battere almeno .310 con 100 o più partite giocate dietro al piatto. Nel 2006 è sembrato preoccuparsi solo di colpire la palla in campo (su 137 valide solo 25 sono state per extra base) senza pensare alla potenza, ma i suoi 19 HR nelle Minors nel 2005 dimostrano che è capace di andare anche lungo oltre le recinzioni. Nel 2007 cerca conferme, ma la materia prima c’è.

Le opzioni provenienti dalla panchina ruotano per la maggior parte intorno a due giocatori in particolare. Jose Bautista, come abbiamo visto forte candidato ad un ruolo da titolare, può essere utilizzato sia in terza base che in una qualsiasi posizione tra gli esterni. Impatta bene le palle veloci ma soffre in maniera evidente i cambi di velocità così che la sua media in battuta è destinata a restare piuttosto bassa (.235 nel 2006). Rappresenta comunque una discreta soluzione offensiva con nella mazza anche più di un fuoricampo. Non di meno Ryan Doumit può ricoprire sia il ruolo di catcher che di prima base regalando ulteriore flessibilità al manager Jim Tracy. Purtroppo è reduce da una serie di infortuni che ne hanno rallentato la maturazione (e anche la velocità di mazza) e può essere utilizzato come pinch hitter o come sostituto occasionale, preferibilmente però contro i lanciatori destri viste le sue enormi difficoltà a battere contro i mancini. In esterno le opzioni non mancano di certo con Jody Gerut, Nate McLouth e Rajai Davis pronti a contendersi un posto nel roster. Gerut, che ricordiamo nel 2003 piazzato al quinto posto come Rookie of the Year della A.L., è un’incognita sia offensivamente che difensivamente dopo un lungo periodo segnato da infortuni e pessime prestazioni al piatto. McLouth (molto simile a Duffy) sembra poter costituire un buon rincalzo difensivo ma con la mazza non ha ancora impressionato, mentre Davis, forte di una media di 47 basi rubate e .297 AVG in quattro stagioni nelle minors, è il giocatore con maggiori prospettive. Ulteriore opzione difensiva come catcher è rappresentata da Humberto Cota, molto celebrato come prospetto, ma all’atto pratico ancora poco convincente (.190 AVG in 100 AB nel 2006). Qualche possibilità, sempre come secondo o terzo catcher, se la possono giocare anche Einar Diaz e Carlos Maldonado.

Arrivi


Adam LaRoche (1B, ATL), Tony Armas (SP, WAS).

Giocatore Chiave


Senza voler sminuire l’importanza della stella Jason Bay, che resta l’indiscusso n° 1 della squadra, le sorti di questa stagione sembrano però essere legate maggiormente alle prestazioni del partente Zach Duke. Dopo un 2005 in cui aveva stupito tutti gli addetti ai lavori con un record di 8-2 e un’ERA di 1,81 in 14 partenze, il mancino texano ha incontrato invece molte difficoltà nella passata stagione terminando con un record negativo di 10-15 ed un’ERA di 4,47. Il talento resta comunque tanto e per il 2007 ci si aspetta un rendimento che si ponga a metà strada rispetto ai due anni precedenti. Basta che riesca a tramutare cinque sconfitte in cinque vittorie (obiettivo più che alla sua portata) per infondere a tutta la squadra fiducia ed entusiasmo, presupposti per un anno positivo. Se i Pirates vogliono risollevarsi, penso che non si possa prescindere da Duke.

Giudizio Finale


Questi Pirates sono una squadra giovane, interessante e con buone prospettive per il futuro. Forse però è necessario attendere ancora un anno per la piena maturazione del pitching staff e la crescita di alcuni battitori ancora inesperti. Nonostante l’innesto di LaRoche, l’attacco sembra ancora troppo leggero per sfruttare quello che di buono sarà certamente fatto dal monte di lancio. In conclusione per la franchigia di Pittsburgh si prospetta ancora una stagione lontano dalla lotta per la division, ma con la possibilità di flirtare con un record di .500 e finire molto vicino a qualcosa come 75-87.
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Pubblicato il 25 marzo, 2007 da Cristian Bona
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5918


St. Louis Cardinals: Preview

Fine settembre 2006, i Cardinals riescono faticosamente a conquistare l'accesso ai playoff dopo un settembre terribile. Fine ottobre 2006, Adam Wainwright chiude un'incredibile post-season con una splendida palla curva che elimina il ventisettesimo battitore dei Tigers riportando dopo 24 anni il titolo a St. Louis. Difficile dire cosa sia successo in quel mese folle, per molti è ancora inspiegabile come i Cardinals siano riusciti a laurearsi campioni del mondo ma ciò che è fatto è fatto, ed è tempo di guardare avanti, la stagione 2007 alle porte e Walt Jocketty ha lavorato nell'ombra per cercare di costruire una squadra in grado di ripetere una stagione che nessuno mai dimenticherà. Il manager Tony La Russa, da molti criticato prima dell'ottobre scorso, ha a disposizione una squadra rinnovata soprattutto per quanto riguarda il monte di lancio, fatto che costringerà uno dei migliori pitching coach della lega, Dave Duncan, a cercare nuovi miracoli per dare stabilità a una rotazione nuova per 3/5 rispetto a quella dello scorso finale di campionato. Pochi invece i movimenti per quanto riguarda i battitori, come al solito poche e mirate mosse e tanto per cambiare è arrivato in città un nuovo seconda base. Ma procediamo con ordine.

Pitching & Difesa


Difficile valutare la rotazione dei Cardinals, soprattutto tenendo conto del fatto che ben 2 rilievi sono stati promossi a starters (grazie alle partenze di Jeff Suppan, destinazione Milwaukee e Jason Marquis, che ha firmato con i Cubs) e che Mark Mulder, il secondo starter, resterà fuori più o meno fino a metà stagione dopo l'infortunio e l'operazione della scorsa stagione.
Chris Carpenter (15-8, 3.09 Era): l'asso indiscusso dei Cardinals, fresco di rinnovo e reduce da una grandissima stagione che sarebbe culminata nel secondo Cy Young consecutivo se un infortunio non l'avesse limitato nel cuore del campionato. Lancia in maniera tranquilla, senza mai farsi prendere dal panico ed è in grado di intimorire gli avversari. 4 i suoi lanci, una fastball a 95mph, cutter, curva e un buonissimo changeup che vengono usati molto bene da Chris.
Kip Wells (2-5, 6.50 Era): firmato quest'inverno, è il favorito per lo spot numero 2 nella rotazione. Rappresenta una scommessa, il tentativo di ridare vita sportiva a un giocatore che si trova in un momento di stallo della sua carriera. Lo scorso anno la mossa riuscì con Jeff Weaver, vediamo se Duncan riuscirà a fare lo stesso con lui. Gli serve più fiducia in sè stesso e un po' più di cattiveria per rendere effettivi i suoi lanci.
Anthony Reyes (5-8, 5.06 Era): uno degli eroi delle World Series, magistrale nella sua partenza a sorpresa in gara 1 a Detroit. Quest'anno avrà la sua prima stagione come full-time starter, probabilmente il numero 3 della rotazione. Ha i numeri per diventare un buon pitcher, deve dimostrare di saper reggere la pressione di un intero campionato e questa è la sua occasione.
Adam Wainwright (2-1, 3.12 Era): l'uomo che ha chiuso la stagione 2006, nel 2007 si ritrova nella rotation, posto al quale ambiva lo scorso anno prima di diventare il closer al posto dell'infortunato Isringhausen. La Russa ha sempre detto di volerlo far tornare starter e così è stato, dovrà dimostrare anche lui di saper giocare ai massimi livelli per un'intera annata.
Braden Looper (9-3, 3.56 Era): su questo giocatore, Dave Duncan proverà a realizzare il suo capolavoro sportivo. Rilievo non sempre affidabile fino allo scorso anno, quest'anno starter a sorpresa. Il passaggio sarà difficile per un giocatore abituato a lanciare 1 inning a partita, ma il management Cards crede fermamente in questa scelta (a dir la verità, scelta fatta per non entrare nel mercato delle cifre folli di quest'inverno). Solo il tempo ci dirà cosa ne sarà di Braden Looper.
Nel bullpen sarà decisivo il rientro di Jason Isringhausen (4-8, 3.55 Era, 33sv), closer storico che ha avuto una stagione difficile lo scorso anno, segnata da 10 blown saves e da un infortunio che lo ha costretto a saltare tutta la parte finale di stagione. Nello spring training appare fisicamente recuperato, resta da vedere se è ancora mentalmente in grado di fare il closer. A cercare di trainare il match dallo starter al closer c'è un gruppo di lanciatori guidato da alcune giovani promesse come Tyler Johnson (2-4, 4.95 Era) e Josh Hancock. A sostituire Looper come setup man ci proverà Russ Springer ed è un peccato che si sia infortunato per tutta la stagione Josh Kinney, giovane rilievo che si era messo in mostra durante gli scorsi playoff.
Difensivamente non è cambiato molto, a chiamare i lanci e a riceverli ci sarà sempre uno dei migliori catcher difensivi di tutta la MLB, Yadier Molina che, a dispetto della giovane età, gode della massima fiducia in casa Cards. Da segnalare una capacità notevole di evitare le rubate e di mettere a segno qualche trick play (memorabile lo scorso anno una partita chiusa con un'eliminazione fatta da Yadier in prima base). La prima base è il regno di sir Albert Pujols, reduce dalla conquista del suo primo gold glove; in seconda ecco l'unica faccia nuova della difesa dei Cards, Adam Kennedy, solido difensore che dovrebbe dare stabilità a un ruolo che l'hanno scorso ha creato qualche problema alla squadra. Shortstop è l'Mvp delle World Series David Eckstein, difensore undersized ma con una capacità e una voglia di giocare che gli permettono di superare i limiti imposti da madre natura. Trova sempre il modo di mettere a segno l'out, anche quando sembra impossibile. Superati i problemi fisici e gli screzi col coach, in 3B c'è ancora Scott Rolen, giocatore la cui difesa non ha bisogno di presentazioni, basta citare il fatto che Curt Schilling ha descritto le sue capacità difensive come una di quelle cose per cui vale la pena di guardare il baseball. Buona quindi la situazione dell'infield, l'outfield invece è un'incognita. A sinistra dovrebbe stazionare perennemente Chris Duncan, rivelazione dello scorso finale di stagione che però deve migliorare parecchio in questo ruolo; al centro, salvo problemi fisici, c'è ancora Jim Edmonds, difensore capace di fare la differenza difensivamente, ma che potrebbe aver perso qualche colpo per l'età e i numerosi infortuni; infine a destra c'è Juan Encarnacion, che fa il suo dovere senza eccellere.

Lineup


Quello dei Cardinals è sempre stato un lineup esplosivo, capace di segnare molti punti e di sostenere prestazioni mediocri dei pitcher. Il leadoff è David Eckstein (.292 avg, 2hr, 23 rbi), reduce da una stagione regolare non proprio ai massimi livelli e da una post-season stellare che l'ha consacrato MVP delle World Series; è un buonissimo leadoff, difficile da mettere strikeout, difficile da eliminare perchè ha un ottimo occhio per i lanci. Ha perso qualche colpo tra le basi, ma questo non mina certo il suo valore. Secondo in battuta è Chris Duncan (.293-22-43), la sorpresa dei Cards. Figlio del pitching coach, ha saputo ritagliarsi uno spazio da titolare grazie alla sua potenza, efficace soprattutto contro i destri mentre contro i lanciatori mancini fa tantissima fatica. Dopo di lui c'è la star, sir Albert Pujols (.331-49-137) che lo scorso anno ha stabilito il nuovo record per HR nel mese di aprile e che avrebbe potuto seriamente provare ad attaccare il record di Bonds di HR in una singola stagione se non si fosse infortunato. Non ci sono parole per dire cosa voglia dire avere Albert Pujols in attacco, giudicato da molti il miglior battitore di tutta la lega, è capace di elevare da solo il livello di gioco della squadra. Nei momenti chiave mette sempre la sua firma e non c'è uomo migliore da avere al piatto al nono inning con la gara in bilico. Dietro di lui dovrebbe battere Scott Rolen (.296-22-95), tornato a buoni livelli dopo un 2005 da dimenticare per via di un infortunio che ha fatto temere per la sua carriera e che ogni tanto torna a tormentarlo: il problema è la spalla e i Cardinals sperano che non dia problemi. Quinto è Jim Edmonds (.257-19-70), che dovrà cercare di dimenticare la post-concussion syndrome sofferta nel finale della regular season 2006 per restare sui suoi standard. Dovrebbe perdere in potenza, data l'età, ma la sua mazza può essere ancora parecchio utile a St. Louis. Sesto è Juan Encarnacion (.278-19-79), seconda stagione per lui con la squadra; giocatore alterno offensivamente, ci sono periodi dove colpisce veramente tutto e periodi dove della palla non vede nemmeno l'ombra. Deve riuscire a trovare costanza per essere utile alla causa. Gli ultimi due battitori sono Adam Kennedy (.273-4-55) e Yadier Molina (.216-6-49), da loro non ci si aspetta molto offensivamente anche se Molina ha dato segni di miglioramento notevoli sotto questo aspetto. Suo l'HR che ha deciso gara 7 delle NLCS a New York a coronare una grandissima post-season personale.
In panchina spicca soprattutto Scott Spiezio (.272-13-52) che lo scorso anno ha dato nuova linfa all'attacco dei Cardinals quando la squadra sembrava in crisi. Sue le giocate decisive per l'accesso ai playoff, playoff che non ha visto da spettatore ma a cui ha partecipato grazie anche alla crisi tra Rolen e La Russa. In questo modo si è guadagnato la fiducia anche per il 2007. Da citare anche il giapponesino So Taguchi, Aaron Miles , John Rodriguez e Skip Schumaker, mazze oneste ma senza la costanza per poter giocare ogni giorno; Rodriguez e Schumaker però hanno dalla loro l'età, soprattutto il secondo e quindi non è detto che uno dei due quest'anno non riesca ad esplodere. Infine una citazione per Rick Ankiel, uno dei migliori prospetti sul monte di lancio dei Cards che per via degli infortuni ha tentato di restare nelle majors giocando da esterno. Per lui si prospetta una stagione nel triplo A, ma si è già messo in evidenza nello spring training e non è da escludere che la sua storia possa avere un lieto fine.

Arrivi


Adam Kennedy (2B, Angels); Kip Wells (SP, Rangers); Russ Springer (RP, Astros); Ryan Franklin (RP, Phillies).

Giocatore Chiave


Potrebbero essere tre le chiavi della stagione Cardinals: Reyes, Wainwright e Jason Isringhausen, ma decisivo dovrebbe essere il recupero del closer titolare. Senza Izzy infatti La Russa sarebbe costretto a rivoluzionare tutto, riportando Wainwright a fare il closer (ruolo che peraltro ha dimostrato di saper fare benissimo) e cambiando nuovamente la rotazione dei partenti: in questo caso la dirigenza sarebbe costretta a una decisione importante, come lanciare un prospetto col rischio di bruciarlo o andare sul mercato. Lanciare prospetti allo sbaraglio non è la filosofia della franchigia, probabile quindi che nel caso Izzy fallisca il suo ritorno a grandi livelli, Jocketty si lanci sul mercato. Se invece Izzy recupererà e tornerà il closer dominante che è stato negli ultimi anni, la rotazione dei Cards potrà lavorare tranquilla e il duo Reyes-Wainwright potrà mostrare tutto il talento di cui è dotato.

Giudizio Finale


L'incognita del 2007 è il monte di lancio, soprattutto i partenti. Partire con 4 pitcher nuovi su 5 è difficile, e tra questi non c'è nessuno che sia affidabile sulla carta per tutta la stagione. Una rotation tutta da scoprire che si spera sia supportata dal solito, esplosivo, lineup. I Cards non dovrebbero ripetere la World Series run dell'anno scorso, si trovano in una division che si è rinforzata molto e che non dovrebbe essere più debole come la stagione passata, al massimo si potrà arrivare a una wild card. Se invece la rotation si mostrasse affidabile, qualcosa in più si può sperare.
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Pubblicato il 23 marzo, 2007 da Davidyd
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5900


Houston Astros: Preview

Dopo un’annata sfortunata, culminata con l’incompiuta rincorsa ai St. Louis Cardinals poi campioni del mondo, gli Houston Astros si presentano al nastro di partenza del 2007 come una delle più serie candidate a dire la propria in Ottobre. Il gruppo coeso a disposizione del manager Phil Garner ha avuto degli innesti importanti, primo tra tutti l’arrivo del due volte All Star Carlos Lee, fortemente voluti dal GM Tim Purpura per compiere il definitivo salto di qualità.
Oggi gli Astros, pur non potendo più contare sull’esperienza ed il carisma di The Rocket Roger Clemens, sono una squadra più completa di quella che negli anni scorsi aveva ben figurato nella NL Central con quattro secondi posti – due dei quali valevoli come Wild Card e che hanno portato ad un NLCS (2004) ed una World Series (2005). La storia recente di successo farà da sprone alla conquista di quel pennant che manca dal 2001 al Minute Maid Park.

Pitching & Difesa


Pur privi di due assi della stagione scorsa, come il già citato Clemens ed Andy Pettitte (ceduto agli Yankees), la rotation sembra ben assestata e non preoccupa il management di Houston.
I primi tre dell’ordine sono già decisi: a partire nell’opening day sarà il destro Roy Oswalt, una garanzia di solidità (ha lanciato almeno 220 inning in 4 degli ultimi cinque anni) ed un brillante record in carriera di 98-47, interamente a beneficio degli Astros.
A seguirlo saranno due nuovi arrivi quali Jason Jennings e Woody Williams, due lanciatori destri giunti rispettivamente da Colorado e San Diego. Jennings, texano di Dallas, sarà atteso a dimostrare in “pianura” se i suoi numeri insoddisfacenti (58-56 in carriera con ERA 4.58 non sembrano rendere merito alle sue qualità) fossero determinati dalla thin air del Coors Field di Denver; il veterano Williams da parte sua dovrà dimostrare a 40 anni suonati di avere ancora il controllo della situazione, e sarà interessante vederlo adattarsi ad un chiaro hitters’ park dopo due anni trascorsi nell’ampia superficie del Petco Park.
Per i rimanenti due spot c’è ancora bagarre. La necessità di almeno un mancino in rotazione pone quale favorito il dominicano Wandy Rodriguez, un giovane alla terza stagione che – pur avendo tutt’altro che entusiasmato nei suoi primi due anni di MLB (19-20, ERA 5.58) – pare avere