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National League East Division - Preview by PlayitUSA.com

 
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vascocn81pa
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 13:48    Oggetto: National League East Division - Preview by PlayitUSA.com Rispondi citando

National League East Division - Preview by PlayitUSA.com

Atlanta Braves
Florida Marlins
New York Mets
Philadelphia Phillies
Washington Nationals

Di seguito riporterò le preview di queste squadre, scritte e redatte, dalla redazione baseball di www.playitusa.com
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vascocn81pa
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:30    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 16 marzo, 2007 da Marco72
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5861


Atlanta Braves: Preview

Lasciate definitivamente alle spalle tutte le amarezze legate alle difficoltà dello scorso anno (prima stagione perdente dal 1990), gli Atlanta Braves si presentano a questa nuova stagione 2007 nell’insolito ruolo di squadra outsider della division e forse addirittura dell’intera National League. Si sprecano infatti i favori del pronostico per Mets (in pole position) e Phillies, così come nessuno manca di sottolineare i margini di ulteriore miglioramento dei giovani Marlins, lasciando ai Braves poco più che le briciole di un posto da comprimaria. In effetti, almeno sulla carta, la squadra sembra indebolita dalla perdita del partente mancino Horacio Ramirez e di due mazze importanti come Marcus Giles e Adam La Roche, visto che non sono arrivati acquisti altisonanti ad eccezione di un deciso potenziamento del bullpen (che, si sa, non fa notizia). A guardar bene però il rientro di Mike Hampton (dopo un delicato intervento al gomito) nella rotazione dei partenti può essere considerato come un acquisto ed i ruoli di prima e seconda base saranno affidati a giovani molto interessanti. Stagione quindi che parte, come vedremo in seguito, con tante certezze e con altrettanti punti di domanda ma di sicuro con una voglia matta di tornare a vincere com’è nel DNA di questi ragazzi ed loro manager.

Pitching & Difesa


Non è un caso che la peggiore stagione degli ultimi quindici anni sia coincisa con il rendimento mediocre di un monte di lancio troppo discontinuo ed inaffidabile per gli standard storici della franchigia della Georgia. Qualcosa perciò andava fatto e la società, come al solito puntuale, si è mossa (e non si è mossa) con abilità. La strategia seguita per porre rimedio a questo rendimento deficitario dei lanciatori ha però seguito strade diverse per quanto riguarda partenti e rilievi. Per la rotazione dei partenti è stata scelta una soluzione interna alla squadra, facendo affidamento su giocatori già a roster anche nella passata stagione. Il general manager John Schuerholz ha ritenuto infatti che non fossero necessari nuovi arrivi sulla base dei seguenti elementi: è alle porte il pieno recupero del veterano Mike Hampton dal brutto infortunio al gomito che lo ha tenuto lontano dal baseball per più di un anno e mezzo. E’ nell’aria una definitiva maturazione dei giovani talenti Chuck James e Kyle Davies, ragazzi di sicuro avvenire ma carenti ancora di esperienza a livello MLB. Infine è molto probabile che Tim Hudson si lasci alle spalle quest’ultima stagione contraddittoria per tornare quello dei tempi degli A’s. Tutto questo con l’assioma di campo che John Smoltz continui a lanciare da n° 1 della rotazione ancora per un anno. Teorema di difficile dimostrazione, ma Schuerholz è un genio e di solito vede con chiarezza quello che per gli altri è avvolto ancora nella nebbia. Che abbia ragione anche questa volta?
Questa è di conseguenza la probabile rotazione dei partenti:
RHP – John Smoltz, nato a Warren, MI (USA) il 15/05/1967; 2006 stats: 16-9, 3,49 ERA, 232,0 IP, 211 K, 55 BB. Outlook: può contare su un arsenale di lanci di notevole livello con una fastball che tocca ancora le 98 mph, una cut fastball, una slider ed una curva. Nonostante i suoi 39 anni, Smoltz ha dimostrato nella passata stagione di essere ancora in una condizione fisica invidiabile che gli ha consentito di superare i 230 inning lanciati. Se da una parte è vero che la potenza della fastball è in lieve flessione, il suo ottimo controllo e la capacità di variare la velocità dei lanci lo confermano tra i migliori lanciatori della lega. Leader della rotazione, si candida ad un’ennesima stagione da n° 1.
RHP – Tim Hudson, nato a Columbus, GA (USA) il 14/07/1975; 2006 stats: 13-12, 4,86 ERA, 218,1 IP, 141 K, 79 BB. Outlook: si affida principalmente ad una sinker (in genere interna con i destri ed esterna con i mancini) che viaggia sulle 91-93 mph e che alterna di solito ad una slider e ad una splitter. Conosce anche la curva ed il cambio di velocità che utilizza però solo occasionalmente. E’ reduce da una stagione difficile in cui ha concesso il maggior numero di punti in carriera causa un peggior controllo ed una diminuita aggressività sul monte. Resta comunque un combattente, dotato di buon talento e nel pieno della sua maturità sportiva. Candidato ad un 2007 in netto miglioramento.
LHP – Mike Hampton, nato a Brooksville, FL (USA) il 09/09/1972; 2006 stats: nel 2006 non ha giocato in MLB Outlook: prima di sottoporsi all’intervento al gomito (agosto 2005), disponeva di una fastball sulle 90-92 mph, di una curva e di un cambio di velocità. La dura riabilitazione dall’operazione e l’ulteriore infortunio subito nel corso dello spring training rendono un vero punto di domanda se e come sarà in grado di lanciare in questa stagione 2007. Non sarà comunque disponibile per le prime settimane della stagione e nella migliore delle ipotesi non andrà oltre il suo standard del 2004 (13-9, 4,28 ERA), anche se già è un atto di estrema fiducia.
LHP – Chuck James, nato a Atlanta, GA (USA) il 09/11/1981; 2006 stats: 11-4, 3,78 ERA, 119,0 IP, 91 K, 47 BB. Outlook: è il giovane più promettente della rotazione dei Braves ed è chiamato al difficile compito di confermare la sua sorprendente stagione da rookie. Non è eccessivamente potente con una fastball che non supera le 87-90 mph , un cambio di velocità molto preciso ed una slider di poco sopra le 80 mph ancora in fase di perfezionamento. Grazie ad un approccio alla gara molto positivo e ad un ottimo controllo della zona di strike riesce ad ottenere il massimo dai propri lanci risultando sempre molto efficace sul monte. Ha la stoffa per migliorare ancora, ma non si può concedere cali di tensione.
RHP – Kyle Davies, nato a Decatur, GA (USA) il 09/09/1983; 2006 stats: 3-7, 8,38 ERA, 63,1 IP, 51 K, 33 BB. Outlook: come caratteristiche è molto simile a James anche se problemi di controllo ne hanno differenziato non di poco il rendimento. La sua fastball tocca le 93 mph, la curva spezza in maniera decisa sul piatto ed il changeup viene lanciato con una buona velocità di braccio. E’ mancato ancora un po’ di controllo che ha fatto più danni della grandine causando troppi fuoricampo ed una media in battuta concessa agli avversari di .332. Il talento c’è e la giovane età (23 anni) giustifica i suoi alti e bassi, da rivedere con più esperienza nel 2007.

Purtroppo nei giorni scorsi Hampton è stato vittima di un ulteriore infortunio che lo costringerà a posticipare il suo rientro verso i primi di giugno. Per questo motivo è stato acquistato in tutta fretta il free agent Mark Redman (2006 stats: 11-10, 5,71 ERA, 167,0 IP, 76 K, 63 BB), deputato a sostituire lo sfortunato mancino fino al suo ritorno ma adeguato al massimo come n° 5 della rotazione.

Se la rotazione non ha praticamente richiesto l’innesto di nessun nuovo giocatore, lo stesso non si può dire per il bullpen che invece è stato decisamente rinforzato con gli arrivi di Mike Gonzalez e Rafael Soriano. Dietro al veterano Bob Wickman, confermato nel ruolo di closer anche per il 2007, vedremo quindi all’opera due nuovi setup di grande talento destinati a migliorare radicalmente le sorti di questo reparto. Uno destro (Soriano) e l’altro mancino (Gonzalez) possono zittire qualunque lineup e costituiscono di fatto un ponte largo e sicuro tra i partenti ed il closer. Già assegnate quindi le responsabilità agli ultimi inning, il ruolo di middle-reliever dovrebbe invece di essere di competenza di Oscar Villarreal, Tyler Yates e del mancino Macay McBride. Il messicano Villareal, forte di una sinker piuttosto robusta, nello scorso anno ha lanciato ben 92,1 innings con un record di 9-1 e 3,61 ERA e resta la prima opzione per mangiare inning, mentre Yates grazie alla sua fastball da 94-97 mph sarà utilizzato per bruciare le mazze avversarie. McBride infine è il classico mancino specialista che risulta intoccabile per i mancini (.181 AVG. concessa) e probabilmente salirà sul monte anche per cercare solo un out o due. Completano la rosa Chad Paronto, Peter Moylan, Lance Cormier, Blaine Boyer e Joey Devine. In particolare quest’ultimo, che ricordiamo essere stato prima scelta dei Braves nel draft 2005, ha chiuso la scorsa stagione in crescendo e potrebbe essere la rivelazione dell’anno.
Vediamo ora più da vicino i principali protagonisti del bullpen:
RHP – Bob Wickman, nato a Green Bay, WI (USA) il 06/02/1969; 2006 stats: 1-6, 2,67 ERA, 33 SV, 54,0 IP, 42 K, 13 BB. Outlook: veterano del nono inning con due lanci principali, una sinker che raggiunge le 92 mph ed una slider. Un closer senza un lancio dominante che in carriera ha collezionato 247 salvezze con un’ERA di 3,57, non potrebbe aver raggiunto tali risultati senza un controllo perfetto della zona di strike. I principali dubbi sul rendimento sono invece legati alla sua integrità fisica che negli ultimi anni ne ha limitato decisamente le potenzialità. Se riesce a rimanere lontano dagli infortuni è quindi ancora più che affidabile in situazione salvezza ed il record di 18 salvezze in 19 opportunità con un’ERA di 1,04 (in tre mesi ad Atlanta nel 2006) lo dimostra.
LHP – Mike Gonzalez, nato a Robstown, TX (USA) il 23/05/1978; 2006 stats: 3-4, 2,17 ERA, 54,0 IP, 64 K, 31 BB. Outlook: già esaltante closer dei Pirates, è in possesso di una fastball che tocca le 95 mph, di una slider e di un cambio di velocità. Molto aggressivo con la fastball, mette fuori equilibrio i battitori avversari con la sua hard-biting slider. Ha dimostrato granitica solidità mentale nel ruolo di closer (24 salvezze in 24 opportunità nel 2006) e questo dovrebbe essere garanzia di affidabilità nei momenti chiave della partita. Come setup può essere dominante ed è anche il primo candidato al ruolo di closer in caso di infortunio a Wickman.
RHP – Rafael Soriano, nato a San Jose, Repubblica Domenicana il 19/12/1979; 2006 stats: 1-2, 2,25 ERA, 60,0 IP, 65 K, 21 BB. Outlook: rilievo tra i più solidi nella scorsa stagione con i Mariners, Soriano è il perfetto complemento destro di Gonzalez nel ruolo di setup. Anche lui si affida ad una fastball sulle 90-93 mph, ad una slider e ad un cambio di velocità di ottima fattura. Alla sua prima stagione dopo un intervento al gomito è stato impeccabile tra il settimo e l’ottavo inning e ha tutte le carte in regola per ripetersi agli stessi livelli anche ad Atlanta.

La difesa si presenta, come è intuibile, con qualche perplessità legata all’inserimento di due giovani infielders (in prima e seconda base) senza la necessaria esperienza a livello Major League. Il ruolo chiave di shortstop e l’hot corner di terza base sono comunque nelle mani (e nel guanto) più che sicure di Edgar Renteria e Chipper Jones, ottimi difensori dotati di senso della posizione e di un braccio accurato. Quale sia invece la confidenza di Kelly Johnson in seconda base è cosa da sensitivi, visto che nelle uniche 87 apparizioni in MLB è stato sempre schierato come esterno. A rischio quindi anche la sintonia con Renteria nelle situazioni di doppio gioco, momento difensivo di importanza cruciale che richiede un buon affiatamento. Dubbi anche sul cuscino di prima base, dove Scott Thorman non è accreditato di particolari doti difensive anche se risulta migliorato nei fondamentali ed in prospettiva potrebbe diventare più affidabile. Chiude il diamante il catcher Brian McCann, già discreto difensore che si profila in costante crescita.
Per quanto riguarda gli esterni, Andruw Jones è probabilmente il miglior esterno centro di tutta la National League e Jeff Francoeur copre molto bene l’esterno destro grazie ad un braccio potente e preciso. Anche Ryan Langerhans non demerita a sinistra, anzi è molto dinamico e accurato nelle assistenze anche se gli manca un po’ di esplosività.

Lineup


Nonostante la perdita di Marcus Giles e Adam La Roche non c’è dubbio che l’attacco dei Braves resti produttivo e potente grazie soprattutto alla classe e all’esperienza dei Joneses (al secolo Chipper Jones e Andruw Jones) ed al talento dei due astri nascenti Jeff Francoeur e Brian McCann. Si sentirà comunque la mancanza di velocità sulle basi a partire da un leadoff esordiente, Kelly Johnson, che ancora deve provare il suo dinamismo per poi continuare con un lineup complessivamente legnoso, salvo qualche eccezione. Tornando alle doti nel box di battuta, la solidità e la disciplina al piatto di Edgar Renteria non sono in discussione così come la produttività offensiva del vero e proprio cuore dell’ordine di battuta formato da Chipper Jones, Andruw Jones e Jeff Francoeur (n° 3, 4 e 5), di certo tra i più esplosivi della National League. Si prosegue all’insegna della potenza e della continuità con il catcher Brian McCann, mentre resta qualche perplessità sui battitori che occuperanno gli ultimi due posti nella parte bassa del lineup. Scott Thorman e Ryan Langerhans dovrebbero essere i n° 7 e 8 dell’ordine di battuta, ma sarà lo spring training a fare maggior chiarezza a questo proposito.
Questo è quindi il più probabile lineup titolare:
2B – Kelly Johnson, nato a Austin, TX (USA) il 22/02/1982; 2006 stats: non ha giocato in MLB Outlook: infortunatosi nel corso dello spring training del 2006 è stato poi operato al gomito nel mese di giugno. Nel 2005 aveva giocato 87 gare nel ruolo di esterno mostrando una discreta potenza (9 HR e 40 RBI), ma una media in battuta non certo soddisfacente (.241 AVG.). La sua media arrivi in base fu comunque di .334 grazie ad un buon numero di basi per ball (40). L’età è dalla sua e ci sono margini per un netto miglioramento, ma il ruolo di leadoff è molto delicato e non sarà facile per lui imporsi alla testa del lineup.
SS – Edgar Renteria, nato a Barranquilla, Colombia il 07/08/1975; 2006 stats: .293 AVG, 100 R, 14 HR, 70 RBI, 62 BB, 17 SB. Outlook: dopo un 2005 a Boston in leggera flessione, è tornato sui suoi standard nella scorsa stagione confermandosi uno dei battitori più solidi del suo ruolo. Non è un battitore di particolare potenza (circa 10 HR di media a stagione in carriera) ma utilizza bene tutto il campo mettendo a segno un buon numero di doppi (40 nel 2006) grazie anche alla sua velocità sulle basi. Potete puntare su un 2007 da .300 AVG., 12 HR e 75 RBI.
3B – Chipper Jones, nato a DeLand, FL (USA) il 24/04/1972; 2006 stats: .324 AVG, 87 R, 26 HR, 86 RBI, 61 BB, 6 SB. Outlook: una vera e propria icona del baseball ad Atlanta, teme di sicuro più gli infortuni che i lanciatori avversari. Uno dei migliori switch-hitter degli ultimi anni, produce sia un ottimo contatto (.304 AVG. in carriera) che una buona potenza (357 HR) ma i suoi numeri risentono dei numerosi problemi fisici che ha accusato in questi ultimi anni. Non è andato oltre le 110 partite all’anno nelle ultime due stagioni e purtroppo l’infortunio (anche piccolo) è sempre dietro l’angolo. Quando è in campo comunque, resta uno dei battitori più pericolosi della lega.
CF – Andruw Jones, nato a Willemstad, Antille Olandesi il 23/04/1977; 2006 stats: .262 AVG, 107 R, 41 HR, 129 RBI, 82 BB, 4 SB. Outlook: più potente e aggressivo al piatto rispetto all’altro Jones, produce anche un minor numero di valide e cade spesso vittima di strike out. Reduce da due anni offensivamente straripanti (92 HR e 257 RBI tra 2005 e 2006), si candida ancora come mazza più esplosiva del lineup così come vuole il suo ruolo di clean-up. Sembra ormai aver raggiunto la piena maturità sportiva, il 2007 sarà l’ulteriore conferma.
RF – Jeff Francoeur, nato a Atlanta, GA (USA) il 08/01/1984; 2006 stats: .260 AVG, 83 R, 29 HR, 103 RBI, 23 BB, 1 SB. Outlook: uno dei giovani più interessanti dell’intero mondo MLB, Francoeur ha chiuso la sua prima stagione intera con i Braves con statistiche che non passano certo inosservate. Lo swing, fluido ed estremamente veloce, è già da giocatore di primo livello mentre la selezione dei lanci lascia ancora a desiderare. Incassa tonnellate di strike out (132) e un numero minimo di basi per ball (23) ma lo possiamo considerare ancora un peccato di gioventù. Se riuscirà ad essere più paziente e disciplinato al piatto non mi stupirei di vederlo al prossimo All Star Game.
C – Brian McCann, nato a Athens, GA (USA) il 20/02/1984; 2006 stats: .333 AVG, 61 R, 24 HR, 93 RBI, 41 BB, 2 SB. Outlook: un altro splendido prodotto del vivaio della squadra, McCann è letteralmente esploso nella scorsa stagione producendo numeri offensivi assolutamente inattesi. Primo in media in battuta (.333 AVG.), secondo in media slugging (.572 SLG) ed in percentuale di arrivi in base (.388 OBP), sono statistiche che non hanno bisogno di commenti. La stoffa è quella del campione, può attestarsi su numeri molto buoni incontrando però una lieve flessione di rendimento.
1B – Scott Thorman, nato a Cambridge, Ontario (Canada) il 06/01/1982; 2006 stats: .234 AVG, 13 R, 5 HR, 14 RBI, 5 BB, 1 SB. Outlook: con solo 128 presenze al piatto in carriera in MLB (tutte lo scorso anno con i Braves), il venticinquenne canadese è chiamato a sostituire Adam La Roche nel cuore dei tifosi di Atlanta. Presenza fisica imponente (1,90 m per 105 Kg. circa), è accreditato di una buona potenza dopo i suoi 36 HR e 140 RBI realizzati negli ultimi due anni nelle Minors. La sua mazza mancina è promettente, ma il suo effettivo rendimento resta una grossa incognita.
LF – Ryan Langerhans, nato a San Antonio, TX (USA) il 20/02/1980; 2006 stats: .241 AVG, 46 R, 7 HR, 28 RBI, 50 BB, 1 SB. Outlook: nonostante un 2006 non proprio esaltante (che tra l’altro gli è costato il posto da titolare dagli inizi di agosto), dovrebbe comunque iniziare da titolare la prossima stagione. Per mantenere il posto nel lineup deve essere più continuo nel box di battuta (solo .225 AVG. da maggio in poi), anche perché alle sue spalle scalpita l’ottimo Matt Diaz. Non ha ancora trovato la sua dimensione a livello Major, se non cambia registro è l’anello più debole della catena.

Vista la dichiarata incertezza di almeno tre posizioni (prima e seconda base e esterno sinistro), è molto interessante dare un nome agli altri componenti del roster. L’acquisto di Craig Wilson, che può giocare sia in prima che in esterno sinistro, fornisce una mazza potente per irrobustire il lineup soprattutto contro i lanciatori mancini, ma la sua bassa media in battuta lo limiterà ad un ruolo di backup. Tra gli interni Chris Woodward può ricoprire tutti i ruoli del diamante, ma è un’opzione prevalentemente difensiva visti i suoi scarsi risultati con la mazza. Più specifiche le attitudini di Martin Prado e Willy Aybar, rispettivamente in seconda e terza base, con Prado battitore più di contatto e veloce sulle basi e Aybar più potente con la mazza. Come catcher di riserva, Brayan Pena fornisce un discreto apporto difensivo, ma offensivamente non è un fattore. In esterno oltre a Wilson e all’onnipresente Woodward, troviamo Matt Diaz che già lo scorso anno ha tolto il posto da titolare a Langerhans. Prevalentemente un line-drive hitter con sufficiente potenza, Diaz trova spesso il contatto e come quarto esterno è una buona garanzia.

Arrivi


Rafael Soriano (RHP, SEA), Mike Gonzalez (LHP, PIT), Chris Woodward (SS, NYM), Craig Wilson (1B/OF, NYY) e Mark Redman (LHP, KC).

Giocatore Chiave


Difficile trovare un giocatore chiave in una squadra così piena di talento, ma se devo scegliere un nome punto il dito su Tim Hudson. Reduce da una stagione pessima, può tornare ad essere dominante sul monte se ritrova la giusta grinta e l’intensità a cui ci aveva abituato quando lanciava per gli A’s (ed in effetti anche nel suo primo anno ai Braves). Se riesce ad imporsi come solido n° 2 dietro all’immenso John Smoltz, la squadra aumenterebbe consapevolezza nei propri mezzi e l’obbiettivo del 2007 potrebbe trasformarsi in un posto nei playoffs.

Giudizio Finale


Ci sono troppi punti di domanda, troppe cose che si devono incanalare nel verso giusto perché questa squadra possa essere favorita nella division. Sulla carta di certo Mets e Phillies hanno qualcosa in più ed i Marlins sono all’incirca sullo stesso piano. Quando si parla di baseball però, sappiamo bene che le sorprese sono sempre dietro l’angolo perché in fondo è uno sport un po’ magico, in cui le storie e le motivazioni dei protagonisti a volte contano più dell’aspetto tecnico e dove soprattutto è impossibile prevedere la chimica vincente di un gruppo solo da un elenco di nomi scritti su un foglio. In ogni caso penso che questi Braves possano far divertire il pubblico del Turner Field rimanendo in corsa per un posto nei playoffs per tutta la stagione. Alla fine di settembre li vedo secondi nella division, a sfiorare la wild card di poche partite. Ma per i motivi di cui sopra, se avete un euro da buttare giocatevelo su Atlanta alle World Series…. Io lo farò.
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:32    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 18 marzo, 2007 da Davide aka Peyton Manning 18
su: http://www.playitusa.com,
link originale all'articolo: http://www.playitusa.com/articolo.php?id=5873


Florida Marlins - Preview

Cercate talento? Allora andate in Florida e chiedete della squadra dei Marlins. Giovani, futuri fenomeni: una fucina di campioni che non sembra possedere uguali all’interno della lega. A causa o grazie alla politica del proprietario che non vuole spendere nulla, la franchigia della Florida ha messo in mostra e continuerà a mettere in mostra un numero impressionante di talenti che, prima o poi, andranno a popolare le altre 29 squadre MLB.
Ogni anno sembrano essere un immenso laboratorio, e ogni anno riescono a raggiungere obiettivi praticamente non ipotizzabili con l’inizio della stagione. Anche quest’anno non è facile prevedere quello che accadrà, ma i presupposti per divertirsi ci sono tutti.

Pitching & Difesa


Il monte di lancio è molto talentuoso e molto giovane così come il resto della squadra. La capacità di mantenere un livello costante sarà fondamentale per “tranquillizzare” il resto dei giovani e permettere loro di rendere al meglio. La rotazione sarà così composta: Dontrelle Willis, Scott Olsen, Anibal Sanchez, Ricky Nolasco e Josh Johnson. Purtroppo Johnson si è infortunato e per i primi 2 mesi di stagione il suo posto sarà preso da Sergio Mitre.

L’elemento più importante sarà quello di dimostrare che le prestazioni dello scorso anno non erano solo legate a fortuna o a scarsa conoscenza da parte dei battitori, ma che erano legate alle loro capacità. Inoltre, sarà fondamentale rimanere sani, anche se non sembra che si sia cominciato nel migliore dei modi. Ora analizzeremo la situazione della rotazione dopo l’infortunio di Johnson.

Il ruolo di ace sarà affidato a Dontrelle Willis che dovrà mostrare di poter tornare quello del 2005 e, se non a quel livello, almeno su standard simili a quelli dell’anno scorso uniti ad una diminuzione delle BB che sono cresciute a livello esponenziale nel corso dell’anno 2006. Se dovesse riuscire in questo, si potrebbero aprire le porte per una nuova stagione da 20 vittorie.

Il secondo spot della rotazione è assegnato a Scott Olsen: nonostante un’ERA superiore a 4 (4.04 per l’esattezza) il giovane pitcher ha mostrato di poter essere dominante grazie alla sua capacità di produrre K in maniera molto efficace. Il suo problema è limitare il pitch count per poter allungare le sue uscite e limitare gli innings del bullpen. Anche per lui la soglia delle 15 vittorie potrebbe essere un risultato fattibile.

Il terzo spot sarà affidato ad Anibal Sanchez. Ha avuto una stagione eccezionale in cui ha avuto un Settembre da intoccabile (1.88 di ERA in 6 partite) e un’ERA di 2.83 in 18 partenze ed un record di 10-3. E’ impossibile sapere se sarà in grado di ripetere queste prestazioni che lo posizionerebbero nell’elite dei pitchers. L’età è dalla sua, ma a 23 anni momenti di difficoltà se ne possono avere. La gestione di questo talento potrebbe condurre o alla più grossa sorpresa dell’anno o alla più grossa delusione.

Il quarto spot è di Ricky Nolasco che, al contrario di Sanchez, deve dimostrare ancora molto. La sua stagione è stata molto difficile ed è vissuta su alti e bassi. Chiamato a partire da metà maggio, non ha dimostrato di poter essere affidabile al 100%.

Sergio Mitre dovrà sostituire Johnson per almeno 2 mesi e i dubbi su di lui sono veramente elevati. Le sue statistiche non possono permettere una valutazione e, soprattutto, una previsione. L’obiettivo è limitare i danni fino al ritorno del pitcher titolare.

Josh Johnson apre la stagione come l’aveva chiusa: con un infortunio. Questo colpo sarà molto duro da assorbire perché indebolisce altamente la rotazione. Due mesi dovrebbero essere sufficienti per rivederlo sul monte. Le doti per essere dominante le ha e se il fisico reggerà potrebbe assestarsi su statistiche di eccellenza. Provando ad azzardare le 20 W, senza l’infortunio, sarebbero state un obiettivo possibile.

Il bullpen è molto inesperto e la partenza di Borowski ha complicato ancora di più le cose. Il ruolo di closer sarà affidato a Taylor Tankersley e non si sa cosa possa fare. E’ giovane, 24 anni, ma il ruolo assegnatogli è uno dei più complessi. Sarà da valutare la sua capacità di reggere alla pressione. Ad aprire la strada a Tankersley troviamo Randy Messenger, Renyel Pinto, Kevin Gregg, Henry Owens, Matt Lindstrom e uno tra Mike Koplove e Felix Rodriguez.

Complessivamente, se tutti i giovani mantenessero le aspettative, il parco lanciatori dei Marlins sarebbe di primo livello. Purtroppo l’inesperienza potrebbe frenare la crescita di questi ragazzi che non hanno un punto di riferimento sicuro a cui aggrapparsi. La curiosità di vederli all’opera è comunque tanta e speriamo possano mostrarci tutto il loro talento.

Lineup


Ovviamente anche il lineup è caratterizzato dalla giovane età degli attori, ed anche in questo caso il talento è enorme per alcuni dei giocatori. Partiamo ad analizzare l’infield a cominciare dal ruolo più delicato per la gestione del monte di lancio: il catcher.

Miguel Olivo sarà l’incaricato di gestire al meglio le caratteristiche dei pitcher. A livello offensivo è un giocatore molto irrequieto e che non ha capacità di aspettare il lancio giusto: infatti ha ottenuto solo 9 BB su 430 AB. Cerca di girare subito e per ora le cifre lo sostengono: .444 e 11 HR quando ha colpito la prima palla vista. Quest’anno i pitcher lo affronteranno con maggior attenzione e dovrà stare attento a non andare spesso K.

In prima base giocherà Mike Jacobs le cui prestazioni offensive sono legate alla posizione nel lineup: quando ha battuto per terzo ha avuto un’efficienza elevata con .329 di avg e 10 HR, ma la sua lentezza sulle basi lo ha fatto scendere fino al quinto o sesto spot. Inoltre, il suo .182 di avg contro i mancini lo rende inutile contro i southpaws (lanciatori mancini, appunto).

In seconda base Dan Uggla è chiamato a confermare la stagione passata. E’ arrivato molto vicino alla soglia dei 30 HR e 100 RBI. Ripetersi sarà molto difficile e secondo molti sarà una delusione. Inoltre, Uggla è alla sua seconda stagione e uno slump potrebbe essere normale. L’obiettivo per lui è sfruttare al meglio il fatto di battere prima di Miguel Cabrera che potrebbe permettergli di vedere molte più palle da girare e mettere in gioco.

In terza base troviamo il già citato Miguel Cabrera: il fenomeno della squadra. Giovanissimo, fortissimo e dal talento smisurato. Ha battuto più di 20 HR, più di 110 RBI e con una avg superiore ai .330. E’ uno dei papabili al titolo di MVP e dovrà essere il leader di questa squadra.

Nel ruolo di shortstop troviamo Hanley Ramirez che sarà anche il lead-off della squadra. A livello di velocità sulle basi è nell’elite, ma dovrebbe migliorare la sua capacità di andare in base (.353 di obp) per diventare ancora più temibile visto che dopo di lui battono Uggla e Cabrera che potrebbero rendergli più facile la vita per rubare e per andare a casa. Ma ha ancora tempo per crescere.

Passando all’outfield troviamo Josh Willingham (LF), Jeremy Hermida (RF) e Eric Reed (CF). Sulle prestazioni di Willingham e Hermida le certezze sono buone, su Reed i dubbi sono molti. E’ molto inesperto ed è possibile che Alex Sanchez possa diventare il titolare. Proprio il ruolo di CF è quello maggiormente scoperto e si dovrà vedere in che modo risolverlo.

Dalla panchina aiuteranno la squadra il C Matt Treanor, gli INF Aaron Boone e Alfredo Amezaga e l’OF Joe Borchard. Nessun fenomeno, ma buoni mestieranti che dovranno far rifiatare i titolari.

Arrivi


Henry Owens (RP, NYM), Matt Lindstrom (RP, NYM), Kevin Gregg (RP, LAA), Aaron Boone (3B, CLE), Felix Rodriguez (RP, WAS)

Giocatore Chiave


Il giocatore chiave di questa squadra non è facile da identificare. Non c’è un punto di riferimento vero e proprio, ma tanti ottimi giocatori che devono cercare di mostrare il proprio talento. Volendone scegliere uno, e considerando Cabrera come una certezza, credo che sarà fondamentale il ruolo di Dontrelle Willis. Lui ha già dimostrato di essere un grande pitcher, ma la scorsa stagione ha lasciato qualche perplessità. Se lui saprà tornare quello di 2 anni fa e i suoi compagni lo seguiranno, a Miami ci sarà ancora da divertirsi.

Giudizio Finale


La division è praticamente impossibile da vincere con Mets e Braves che sono superiori nel complesso ai giovani Marlins, ma le possibilità per sorprendere tutto e tutti ci sono. Non credo che vedremo questi ragazzi ai playoff, ma qualche scherzo a squadre più titolate lo potranno fare sicuramente. Poi, un inizio positivo potrebbe gasare questi ragazzi e allora il discorso potrebbe cambiare. Sono giovani, lasciamoli sognare.
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:33    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 17 marzo, 2007 da Pelato
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New York Mets: Preview

Josè Reyes, interbase. Saprà ripetersi sui livelli del 2006?
Dopo un 2006 terminato con la delusione di gara 7 della National League Championship persa contro i futuri campioni del mondo di Saint Louis, i New York Mets affrontano il nuovo campionato con rinnovate ambizioni e i problemi di sempre.
L’offseason non ha riservato grandi sorprese e nei ruoli in cui erano state individuate le mancanze dello scorso anno non è stato possibile intervenire in maniera decisiva, un po’ per la fortissima concorrenza, un po’ per una scelta rischiosa, ma allo stesso tempo ambiziosa, di non esporsi economicamente in maniera sconsiderata.
Proprio per questo, una volta perse le due pedine che dovevano essere la chiave del mercato dei Mets, Daisuke Matsuzaka e Barry Zito, Omar Minaya ha deciso che era giunto il momento di provare a giocare le carte già presenti in casa.

Pitching & Difesa


La rotazione è stato il punto debole dei Mets del 2006 e molto probabilmente sarà l’ago della bilancia anche nel 2007.
Il grave infortunio di Pedro Martinez, che rivedremo sul monte soltanto a stagione ben inoltrata, dà via libera al veterano Tom Glavine. Reduce da una stagione di tutto rispetto chiusa con 15 vittorie e sole 7 sconfitte, assicura grande esperienza e solidità. Dopo una prima parte di stagione pressoché perfetta, il vistoso calo che ha avuto nel finale non permette di dormire sonni troppo tranquilli. Importante l’apporto dato nella post season, probabilmente non più in grado di reggere il peso di essere il numero uno.

Orlando Hernandez, detto “El Duque“, è approdato ai Mets a metà della stagione 2006 alternando prestazioni convincenti ad altre meno. Le 11 vittorie ottenute arrivano in gran parte verso il finale di regular season, tanto che si parlava di lui come primo partente per la corsa play off. Purtroppo un infortunio abbastanza serio lo ha messo fuori gioco per le prime gare di post season, ma ha indotto la dirigenza newyorkese ad accordargli fiducia anche per l’anno seguente: sarà lui l’altra punta di diamante della rotazione.

Tra tutti i giovani lanciati lo scorso anno, John Maine è sicuramente quello che ha dimostrato maggior attitudine alle Majors. Continuo durante il corso della stagione, con gli alti e bassi tipici di un giovane, assolutamente freddo e controllato durante i play off. Sei sono le vittorie che porta a casa ma la sensazione di aver scoperto un ottimo giocatore lo colloca di diritto nel terzo spot della rotazione, subito dietro i veterani. Dovrà migliorare ma intorno a lui c’è fiducia.

Olivier Perez si conquista uno dei cinque posti disponibili grazie alle ottime prestazioni della post season. Arrivato a New York nella trade che ha visto Xavier Nady passare ai Pirates, Perez ha disputato una pessima ultima parte di stagione. Quasi sempre fuori controllo ed incapace di dare un senso logico alla sua strategia di lancio, era stato rispedito nelle Minors. Ma gli infortuni piovuti dal cielo poco prima dell’inizio della parte fondamentale della stagione, hanno costretto Willie Randolph a dargli fiducia.
Il ragazzo non ha deluso e un posto per lui per la stagione 2007 è stato trovato, ora dovrà dimostrare di meritarlo.

Per quel che riguarda il quinto partente la situazione è quantomeno intricata. Almeno cinque sono i nomi di coloro che si stanno giocando il posto.
Tre giovani di belle speranze, Philip Humber, Dave Williams e Mike Pelfrey contrapposti a due esperti come Chan Ho Park e Jorge Sosa. Difficile dire che potrà spuntarla. Noi, fossimo nel coach, punteremmo su un giovane.

Il bullpen si arricchisce di un nome importante: Scott Schoeneweis capace di portare esperienza e tranquillità in un reparto già decisamente sopra la media. Sono rimasti Aaron Heilman, Guglielmo Mota e Pedro Feliciano ai quali si dovrebbe aggiungere Duaner Sanchez, una volta guarito completamente dall’infortunio alla spalla destra.
Confermatissimo, forte delle sue quaranta salvezze, il closer Billy Wagner.

Il resto della difesa ha subito pochissime variazioni.

Confermato tutto l’infield, che ben ha giocato nella scorsa stagione.
Sul cuscino di prima base Carlos Delgado non ha concorrenza, come David Wright in terza e Paul LoDuca a casa base. Il dubbio poteva riguardare la riconferma di Josè Valentin in seconda, ma le ottime prestazioni sia difensive che offensive dell’esperto giocatore sono state la base della fiducia concessagli anche per questa annata. Josè Reyes senza alcuna discussione padrone del ruolo di interbase.
In campo esterno Carlos Beltran continuerà ad occuparsi della parte centrale, mentre Shawn Green sarà il titolare dell’esterno destro.
Cambia l’esterno sinistro che dopo diversi anni non sarà più Cliff Floyd ma il nuovo arrivato dai San Francisco Giants Moises Alou.


Lineup


Il punto forte dei New York Mets.

Ancora più forte se si pensa che il contributo di Alou potrebbe essere decisamente superiore a quello dato da Floyd durante il corso dell’ultima stagione.
Sulla carta devastanti il numero 3 e il numero 4 rispettivamente Beltran e Delgado, decisamente sopra la media numero uno, Reyes, e numero due, LoDuca, con il primo in grado di assicurare una buona dose di homeruns abbinati ad una percentuale di basi rubate tra le più alte in MLB, i dubbi restano sulla parte bassa con Green e Valentin chiamati a dare quel contributo fondamentale per non sprecare il lavoro svolto dai compagni.
Se Wright da quinto gioca sui livelli del 2006 il lineup dei Mets si potrebbe confermarsi come uno dei più complicati da affrontare della National League.

Arrivi


Moises Alou (RF, SFO), Damion Easley (SS, ARI), David Newhan (LF, BAL), Chan Ho Park (SP, SDG), Scott Schoeneweis (RP, CIN), Jorge Sosa (RP, STL)

Giocatore chiave


Josè Reyes, presente e futuro della franchigia newyorkese. Fresco di rinnovo quinquennale del contratto, esce da una stagione decisamente sopra le aspettative. Leadoff eccezionale, è diventato l’incubo di quasi tutti i catcher per la sua capacità di rubare basi. Da ottimo giocatore di contatto si è trasformato lentamente in un incredibile giocatore completo, capace di battere 19 homeruns e chiudere la stagione con .300 di media battuta.
Il 2007 dovrebbe rappresentare la stagione della consacrazione e portarlo definitivamente nell’Olimpo dell’MLB.

Giudizio Finale


Era necessario intervenire in modo pesante sulla rotazione, vero e proprio tallone d’achille della stagione passata, ma così non è stato. L’assenza di Pedro Martinez si farà sentire e sarà compito dei veterani guidare i giovani durante il corso della regular season.
Sono alte le probabilità di vittoria della division anche se Atlanta e Philadelphia non staranno di certo a guardare come lo scorso anno.
L’obiettivo resta l’approdo alle World Series, nel 2006 solo sfiorate. Il lineup sembra pronto, la rotazione no.
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:34    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 18 marzo, 2007 da squall182
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Philadelphia Phillies: Preview

Il nazionale venezuelano Freddy Garcia sarà il leader della rotazione
Eccoci arrivati ai margini della stagione 2007 anche per i Philadelphia Phillies; la squadra di Charlie Manuel dopo due anni passati nel limbo ai piedi del paradiso quest'anno saranno chiamati a fare quel qualcosa in più in grado di portarli a raggiungere i tanto desiderati playoff.
Terza stagione per il coach che nelle due passate ha vinto ben 173 match (record in casa Phillies per le prime due stagioni dal 1915-16). La squadra c'è e sembra essere molto competitiva anche grazie ai vari innesti avvenuti in off season per completare il roster. Rivoluzione per quanto riguarda la rotazione dei pitcher con tre nuovi inserimenti che dovrebbero portare maggiore incisività rispetto alla passata stagione; nel lineup dovrebbe esserci il punto di forza della squadra che ha come trascinatore da due anni l'ormai affermato Ryan Howard che cercherà di mantenere costante il numero di HR battuti(58) lo scorso 2006 per portare agli scontri diretti Philadelphia.

Pitching & Difesa


Proprio in questo reparto sono avvenute le maggiori modifiche da parte della società, che ha affiancato all'ottimo Brett Myers nomi del calibro di Freddy Garcia e Adam Eaton autori nei passati anni di ottime prestazioni. Richiamato dopo aver passato metà 2006 nella costa occidentale a Seattle il veterano Jamie Moyer che sarà chiamato a dare qualcosa in più rispetto alla stagione scorsa.
Probabilmente se la rotazione sarà in grado garantire una continuità di qualità per Philadelphia si potranno fare discorsi che vadano al di là del semplice raggiungimento dei playoff. Guidati dal closer Tom Gordon ben supportato da giovani, il bullpen sembra essere abbastanza consolidato e soprattutto sembra essere molto affidabile; da seguire a mio modesto parere Geoff Geary ormai trentenne, ma con soltanto tre anni di MLB alle spalle. Vediamo meglio i singoli nelle loro prestazioni:
Freddy Garcia preso in off season dai White Sox sarà sicuramente il pitcher di punta che dopo due stagioni eccezionale a Chicago dovrà far vedere il suo valore anche in Pennsylvania. Ha chiuso i suoi ultimi due anni con 31W e soltanto 17L che hanno indotto la società a pensare che fosse il ragazzo giusto da mettere al fianco dell'altro fortissimo pitcher Brett Myers. Il 26enne è alla sua sesta stagione nei Phillies e dovrebbe essere lui insieme al nuovo acquisto a guidare il reparto lanciatori verso una stagione vincente; Myers si è distinto nel 2005 e nel 2006 per il numero elevato di strikeout: 208 e 189 rispettivamente che hanno fatto di lui uno dei pitcher più temibili della major league.
Dopo i due lanciatori più completi e affidabili come in tutte le squadre ci sono i pitcher da cui dipende gran parte della stagione essendo delle scommesse che alternano ottime annate a pessime. Tra questi abbiamo sicuramente l'esperto Adam Eaton che sembra, vedendo i numeri in carriera, che alterni due stagioni negative a due positive; purtoppo per Philadelphia i due anni appena trascorsi sono stati davvero buoni per il nuovo acquisto, ma come tutti i tabù anche questo è fatto per essere sfatato. Quindi vedremo se l'ex Texas e San Diego riuscirà dopo sette stagioni di attività a capovolgere le attese. Non nella stessa situazione ma con medesime aspettative si trova il giovanissimo Cole Hamels che nella sua passata ed unica stagione da professionista ha ottenuto un record postivo tra vittorie-sconfitte; il giocatore ha anche lui San Diego nel passato essendo suo luogo natio e quindi staremo a vedere se questo aneddoto porterà fortuna a Philadelphia oppure se bisognerà vedere nei prossimi anni anche queste cose oltre che hai numeri; infatti sono proprio quest'ultimi ha far propendere in positivo per Hamels: 145 strikeout in 132.1 innings disputati, più di 1 SO ad inning.
A concludere la rotazione ci sono due veterani che calcano i campi major da più di 10 anni. Il primo è Jamie Moyer che dopo aver speso una vita a Seattle si traferisce in casa Phillies (mezza stagione per lui l'anno scorso a Philadelphia); il secondo è Jon Lieber che già da due stagioni lancia al Citizen Bank Park. I due sono in una fase calante della loro carriera, ma possono entrambi mettere al servizio del club tanta esperienza; se anche Moyer e Lieber dovessero fare una buona stagione solo un suicidio non porterebbe Howard e compagni ai playoff.
Per quanto riguarda il bullpen troviamo come closer il 39enne Tom Gordon che anno dopo anno continua a macinare grandi prestazioni, per lui nel 2006 ben 34 saves che hanno garantito sicurezza alla squadra. Accanto al veterano ci saranno vari set up in grado di supportarlo al meglio; spiccano tra di essi Geoff Geary reduce da un ottima annata con 15 holds, 7W e 1L; al suo fianco Antonio Alfonseca che ha giocato molto poco l'anno passato, e Ryan Madson retrocesso da starting pitcher a set up.

Lineup


Sicuramente il reparto in questione è quello che darà maggiori garanzie e sicurezze ai tifosi che possono ammirare nella loro squadra giocatori importanti come Howard, Utley, Rollins e Burrell. Ovviamente con questi nomi sembra impossibile restare fuori dai PO ma evidentemente serve qualcos'altro ai Phillies per raggiungerli (fortuna?). Forte in ogni ruolo Philadelphia ha uno dei migliori lineup della major league, infatti alterna potenza e qualità, veterani e giovani che rendono la squadra un mix davvero interessante per gli anni a venire oltre alla stagione in questione. Procedendo per ruoli troviamo in 1B Ryan Howard, giocatore che si trova da soli 3 anni in MLB ma che è stato già in grado di far parlare di sè come uno dei migliori hitter della lega; il first baseman non ha rivali o quasi, nel far volare la palla fuori dagli stadi, infatti per lui l'anno appena trascorso ha collezionato la bellezza di 58 HR mettendosi alle spalle anche il marziano Pujols. Ottimo anche la sua percentuale in battuta con un AVG di .313 e incredibile il numero di RBI (149) che lo relega al primo posto in questa specialità. Davvero impressionante.
In 2B si è confermato l'anno scorso Chase Utley che ha migliorato tutte le sue statistiche dimostrandosi anche lui uno dei migliori nel suo ruolo (se non il migliore); anche l'asso californiano originario di Pasadena è un abile slugger in grado di mandare la palla fuori dal diamante di gioco per 32 volte nel 2006; di conseguenza elevato anche il numero di RBI: 102. Altro fuoricampista nel ruolo di SS che risponde al nome di Jimmy Rollins; come i suo compagni già descritti anche lui è stato in grado di rendersi protagonista colleziondando 25 HR accompagnati da 83 RBI. Anche lui californiano è alla sua settima stagione in major dove si è contraddistinto per la sua abilità di "ladro" (36 SB nel 2006). Come 3B abbiamo un nuovo acquisto: Wes Helms proveniente dai Marlins. In carriera non ha mai trovato molto spazio ma quest'anno avrà la possibilità di esprimere tutto il suo potenziale tra le fila di Philadelphia che nonostante i numeri non esaltanti ha voluto dargli fiducia. 240 AB l'anno passato con un AVG di .329 che rende il giocatore molto interessante ma ancora tutto da scoprire. Tra gli OF spicca il nome di Pat Burrell autore di 29 HR lo scorso anno che ha dato maggior potenza a questo lineup impressionante. Bene anche sul terreno di gioco dove ha commesso soltanto 3 errori in tutta la stagione confezionando 8 assist. Come CF troviamo Aaron Rowand giocatore buono che va a completare il roster dando sicurezza e continuità in fase di battuta. Secondo anno per lui tra le fila di Philadelphia. Alla destra come RF c'è il giovane Shane Victorino che ha fatto benino nel 2006 con un AVG di .287 e 6 HR, se migliora anche lui questa squadra non avrà praticamente nessun punto debole e sarà davvero difficile portare a casa un risultato positivo contro di loro. Infine troviamo come catcher il nuovo arrivato Rod Barajas proveniente da Texas; non ottime le sue prestazioni in battuta con una percentuale bassa e solamente un numero discreto di HR da segnalare (11).

Arrivi


Adam Eaton (SP,TEX); Freddy Garcia (SP, CWS); Fabio Castro (RP, TEX); Antonio Alfonseca (RP, TEX); Wes Helms (3B, FLA); Rod Barajas (C, TEX); Abraham Nunez (3B,PIT); Gregg Dobbs (1B, SEA); Jayson Werth (OF, LAD).

Giocatore Chiave


Tralasciando molti battitori affermati, vedrei come giocatore chiave il nuovo arrivato Freddy Garcia, dipende infatti dai lanciatori e in particolare da lui la stagione dei Phillies che nel 2006 non hanno avuto molto fortuna con i pitchers. L'ex White Sox dopo le ottime prestazioni passate dovrà confermare il tutto, in modo da giustificare il suo acquisto. Dovrà prendere per mano la squadra per portarla ai playoff visto che l'anno passato l'unico pitcher decente è stato Myers. Sicuramente insieme i due potranno dire la loro e portare la squadra molto in alto.

Giudizio Finale


Squadra davvero completa su tutti i fronti per quanto riguarda il lineup, è difficile trovare qualcosa che non convince. Completa e soprattutto molto potente in grado di segnare una marea di punti, e quindi anche in grado si sopperire a mancanze da parte dei lanciatori. Quest'ultimi sono chiamati ad una stagione positiva per riscattare quella passata, proprio per questo sono stati comprati Garcia ed Eaton che dovrebbero garantire un minimo di qualità in più al reparto.La squadra con forse il miglior giocatore della lega non può non andare ai playoff per il terzo anno consecutivo. Ci sarà da divertirsi con le altre squadre della division che sicuramente, Mets in testa, daranno battaglia e renderanno la vita dura a questa squadra di fenomeni.
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MessaggioInviato: 30 Mar 2007, 15:35    Oggetto: Rispondi citando

Pubblicato il 19 marzo, 2007 da Davidyd
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Washington Nationals: Preview

John Patterson sarà il partente dell'opening day
Alla terza stagione nella capitale, gli Washington Nationals sembrano ancora una squadra in via di definizione. Sia nel dugout che nel lineup abbiamo visto cambiamenti rilevanti, primo tra tutti l’abbandono di Frank Robinson e l’affidamento del team a Manny Acta, un manager giovane e intraprendente in cui il GM Jim Bowden ha riposto la propria fiducia.
Dopo tre stagioni (l’ultima da Expos e le due da Nats) concluse all’ultimo posto della competitiva e agguerrita NL East, Washington conta dunque di ricostruirsi per raggiungere – se non già i playoffs – perlomeno quel record positivo che alla franchigia manca ormai dal 2003. Non è immediato trarre conseguenze positive dalla politica societaria, che ha consentito l’addio del miglior battitore della squadra (il fenomenale slugger Alfonso Soriano, passato ai Cubs) e del partente negli ultimi 3 opening day, il “cavallo da tiro” mangia-inning Livan Hernandez: proviamo a guardare la situazione più nel dettaglio per dare un giudizio più accurato.

Pitching & Difesa


Come appena detto, la rotation dei Nats dovrà fare a meno del leader incontrastato del monte negli ultimi anni: a guidare la rotation e verosimile partente della partita di apertura sarà il ventinovenne John Patterson, un lanciatore destro di belle speranze ma che ancora non ha dimostrato granché nelle Majors (in carriera 17-20 con 4.09 di ERA), anche a causa di un brutto infortunio che ne accorciò sensibilmente la stagione scorsa.
L’assenza di un vero e proprio asso si era già fatta sentire nella scorsa stagione, quando parte del record negativo di Washington (un deludente 71-91 finale) poteva essere attribuito all’alternarsi di ben 12 lanciatori partenti. La mancanza di 5-6 uomini affidabili su cui fondare la rotazione non può che condizionare la stagione di una compagine inesperta e ancora in crescita come questa: purtroppo per i tifosi dei Nats, la musica non sembra essere cambiata granché, visto che nello Spring Training la corsa ad un “posto al sole” sul monte è ancora aperta. La lista era a 14 nomi, all’inizio della Grapefruit League, per poi ridursi via via con i vari tagli: ma a tutt’oggi non siamo in grado di dare conto della verosimile rotazione per la Regular Season.
Allo stato attuale delle cose, pare che tra i partenti dovrebbe figurare Shawn Hill, RHP dal grande potenziale ma dalla preoccupante storia di infortuni alle spalle (mai davvero sano dal 2003 ad oggi); nelle partite di Spring Training disputate ha mostrato di non soffrire alcun dolore, e pare essersi aggiudicato il posto. Per i 3 spot vacanti, in pole position sembrano essere il “paisà” Jason Simontacchi, anche lui interessante prospetto mai sbocciato fino in fondo nei Cardinals anche a causa di una spalla destra ballerina; Jerome Williams, un ventiseienne che dopo le belle annate da prospetto in maglia Giants non ha saputo confermarsi ed è reduce da due stagioni nell’ombra (che pongono seri dubbi sulla durability di spalla e gomito); ed il rookie mancino Matt Chico, un ventitreenne che ha impressionato nel camp e sembra essersi conquistato la fiducia di Acta.
Non dobbiamo tagliare fuori però i lanciatori destri Tim Redding, Jason Bergmann e Levale Speigner, ancora in corsa per salire sul monte del RFK Stadium; per non parlare degli infortunati Brandon Claussen e Michael O’Connor, pronti a dire la propria al ritorno dalla DL.

Se la rotation è una fucina di dubbi ed incertezze, il Bullpen rappresenta l’indiscutibile punto di forza della squadra. Tutto gira attorno al closer Chad Cordero, che è l’unico asso della squadra a non essere stato ceduto: se i perni di lineup e rotazione sono andati via, lui è rimasto. La stagione 2005 (47 salvezze) è lì a dimostrare le potenzialità di un ragazzo ancora giovane (25 anni) ma già con 91 S in carriera: ovviamente avrà bisogno di otto inning di qualità dai propri compagni per poter fare la differenza nel nono.
Se il closer è una garanzia, anche il resto del bullpen si fa rispettare: non molti team possono vantare ben tre setup-men di qualità quali Luis Ayala, Jon Rauch e Ryan Wagner. Se sul primo ci sono dubbi di natura sanitaria, gli altri due sono una garanzia di stabilità e consistenza (proprio ciò che un manager vuole dai propri rilievi). A fare il paio con questi tre lanciatori destri ci saranno due mancini, il “workhorse” Ray King e Micah Bowie (confermato dalla scorso anno).

Lineup


Iniziamo l’analisi dei position players dalla posizione più delicata della difesa, quella di catcher. Sarà il confermatissimo Brian Schneider a dover guidare una rotation giovane ed inesperta, vero tramite del manager Acta che ripone in lui grande fiducia come supporto al pitching staff. Il ruolo di Schneider sarà senz’altro più importante dietro al piatto che non in battuta, ma anche qui dovrà salire di livello e aumentare la produzione offensiva per poter essere mosso nell’ordine in battuta dalle posizioni di fondo occupate in passato.
Passando all’infield, gli angoli appaiono ben coperti, con le conferme di Nick Johnson in prima e di Ryan Zimmerman in terza. Johnson è reduce dalla sua migliore stagione in battuta, con .290 di avg., 23 HR e 77 RBI, ma non si è ancora ristabilito completamente dalla frattura alla gamba destra subita a fine Settembre, e inizierà la stagione dalla DL: per l’opening day sarà ballottaggio tra l’ottimo difensore Travis Lee e l’altalenante slugger ex-Tigers Dmitri Young a prendersi cura della prima base fino al rientro del titolare. Nel caso dovessero fallire nel compito, sarebbe il multi-utility man Robert Fick a prendere il sacchetto di prima.
Zimmerman dal canto suo ha scritto pagine importanti nella sua prima stagione completa nell’MLB e si prospetta come una mazza da osservare con cautela nel 2007. Giovanissimo (22 anni) ma già produttivo con 110 RBI l’anno scorso, Zimmerman sa garantire anche una discreta copertura difensiva, con una fielding pct. di .965, e sarà la pietra angolare su cui si costruiranno i Nationals del futuro.
Al centro del diamante ci sarà un nuovo look per Washington, con il ritorno di Cristian Guzman a shortstop e lo spostamento di Felipe Lopez in seconda base. Il veterano Guzman dovrà provare di essere ancora in grado di giocare ai livelli MLB, dopo due stagioni da dimenticare (un 2005 ai minimi storici in carriera ed un 2006 tutto in DL per l’infortunio alla spalla); Lopez dal canto suo dovrà sostituire un affidabile second-baseman quale José Vidro, ceduto ai Mariners, ma Acta sembra confidare nel suo braccio. La presenza di questi due sarà necessaria tanto in difesa quanto in attacco, visto che Lopez-Guzman sarà verosimilmente la coppia di battitori di apertura del lineup Nationals, per una chiara strategia che punti su veloci contattisti dall’elevata OBP. A fare da backup sarà il buon 2B Ronnie Belliard, acquisito dagli Indians.
Passando agli esterni, il panorama è totalmente rivoluzionato rispetto alla non esaltante stagione scorsa: i tre titolari dell’opening day 2006 – Soriano, Watson e Guillén – non sono più a roster, e se due terzi dell’outfield sono delineati ad oggi ancora non é chiaro chi prenderà il posto a sinistra, lasciato da Soriano. Gli spot assegnati sono quelli al centro, con un Nook Logan confermato titolare dopo la bella sorpresa del Settembre scorso (quando appena giunto da Detroit piazzò una media .300 nel mese), e a destra, con Austin Kearns che già dall’arrivo dai Reds nel Luglio scorso è padrone del right field. I due danno garanzie in difesa – un chiaro need per la squadra – ma dovranno essere più continui al piatto per poter dare profondità ad un lineup che non ha certo nella potenza delle mazze il proprio punto forte.
A sinistra la situazione è confusa: in pole position vi sono due giovani promettenti come Ryan Church, proveniente da un’altalenante annata da sophomore in cui ha comunque piazzato 10 HR e 35 RBI con .276 di media, e l’interessante prospetto Kory Casto, Minor League Player of the Year delle ultime due stagioni per l’organizzazione dei Nationals. Non vanno però contati fuori dalla competizione, che si risolverà solo alla fine dello Spring Training, due buoni giocatori quali Alex Escobar, le cui prestazioni sono state sovente inficiate dagli infortuni, e il neo arrivato dai Mariners Chris Snelling.

Arrivi


Chris Snelling (OF, Seattle); Brandon Claussen (SP, Cincinnati); Dmitri Young (1B, Detroit).

Giocatore Chiave


In una squadra così in alto mare sarebbe importante trovare una certa solidità e costanza di risultati. Il giocatore più affermato è di certo il closer Cordero, ma rischia seriamente di avere una stagione nell’ombra a causa dello scarso supporto dei propri compagni: perché un closer possa salvare è necessario che la rotazione costruisca delle potenziali vittorie.
Per questo vogliamo identificare come giocatore chiave il lanciatore cardine della rotation, quel John Patterson sul quale manager e Gm hanno voluto imperniare un pitching staff giovane e promettente. Se Patterson, finalmente guarito dai malanni fisici, confermerà quelle doti che gli si riconoscono, diventerà il lanciatore da 15 W di cui questa squadra ha disperato bisogno.

Giudizio Finale


Senza il miglior lanciatore ed il miglior battitore, con una rotazione a dir poco inesperta e position players più forti in difesa che in attacco: con tali premesse, e anche considerando la division in cui sono inseriti, per i Nationals un record in positivo sembrerebbe pura utopia.
Se realisticamente l’obiettivo possibile può essere solo quello di contendersi con Florida la penultima posizione, non bisogna dimenticare quello che i sorprendenti Marlins fecero l’anno scorso con una rosa ancor più sperimentale di quella odierna di Washington: per questo, sognare é lecito a tutti in Marzo, e non vogliamo chiudere ogni speranza a chi sostiene i ragazzi della Capitale.
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