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CICLISMO: Giro d' Italia
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tigrotto
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MessaggioInviato: 18 Mag 2007, 22:04    Oggetto: Rispondi citando

magogenesio ha scritto:
cassaaaaaaaaaaaaa preso l'altro visto che la verde nn era quotato per la vittoria di tappa....

domani tappa tutto sommato tranquilla (si arriva a scarperia 254 km, la tappa piu lunga del giro); l'unica asperità a 70 km dal traguardo, si arriva ai 955 metri di valico croce a mori; secondo me ancora attaccanti in opera....anche se ci sono speranze per i velocisti se superano la salita.
A domani per gli aggiornamenti


Complimenti per la cassa
e per il prono: breve e coinciso. Wink
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MessaggioInviato: 19 Mag 2007, 16:01    Oggetto: Rispondi citando

Cassani: 'Pinotti si è meritato la maglia'

La tappa di ieri ha messo in evidenza due nomi su tutti. Il primo, quello di Marco Pinotti cioè la nuova maglia rosa, viene elogiato da Davide Cassani per la sua tenacia e il suo fair play. Il secondo, il colombiano Laverde, vincitore di tappa.

Finalmente, nella sesta tappa di questo 90°Giro d’Italia va in porto la prima fuga “buona”. Complice la tappa nervosa (il Terminillo da scalare a metà tappa, più un altro paio di strappi negli ultimi quaranta chilometri) e un certo lasciapassare da parte della Liquigas, sono arrivati a giocarsi il successo parziale uomini di seconda fascia,che adesso però fanno parte delle posizioni migliori della classifica. Sentiamo il parere di Davide Cassani.

“Come previsto, oggi tappa secondo pronostico. La Liquigas ha controllato solamente nei primi cinquanta chilometri, poi ha lasciato scappare la fuga con gli uomini giusti. Si è rimessa in testa a tirare solo per mantenere un distacco piuttosto tranquillo. Ovviamente non potevano andare avanti a sprecare energie inutili, il Giro è ancora lungo e il bello deve ancora venire. Comunque, uno come Marco Pinotti oggi se l’è davvero meritata questa maglia rosa. Lo eleggo migliore di giornata.
E’ stato il numero uno oggi, non solo perché ha trovato la fuga giusta, ma perché è riuscito a rimanere assieme a Laverde e poi, alla fine, lo ha lasciato vincere. E’ stato un gran signore.
Guardando la classifica (adesso il “dottore” della T-Mobile si ritrova in testa alla generale con quattro minuti di vantaggio su Danilo Di Luca, ndr) e l’altimetria delle prossime tappe, posso senz’altro dire che rimarrà in rosa piuttosto tranquillamente fino alla tappa di Briançon.”
Per l’opinionista RAI, il pronostico di domani sembra alquanto scontato.
“Domani a Scarperia come per i prossimi due arrivi i velocisti dovrebbero essere i veri favoriti. Verrà affrontata la tappa più lunga, nella prima parte toccherà alla T-Mobile impostare la corsa per non lasciare scappare uomini eventualmente pericolosi per il primato di Pinotti. Comunque,poi, negli ultimi 100km lasceranno il posto alle squadre dei velocisti. E’ vero che c’è una salita nel finale,ma sarà poca roba e quindi penso davvero che sarà volata. Vedremo un bel duello fra Alessandro Petacchi e Robbie McEwen.”
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 1:07    Oggetto: Rispondi citando

tappa movimentata quella che attende i corridori nella giornata di domenica; anzi meglio dire movimentata fino a metà tracciato dove ci sono una serie di salite e discese, seguite poi da una lunga pianura; se i velocisti non si staccano la tappa potrà essere ancora loro anche se non escludo fughe da lontano. A domani per ulteriori informazioni
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 10:50    Oggetto: Rispondi citando

stavolta opto decisamente per i velocisti che come detto potrebbero staccarsi ma non avranno secondo me difficoltà nel rientrare; e quando si parla di velocisti c'è un uomo solo su tutti.....ALESSANDRO PETACCHI...io punto su di lui chi mi segue?
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 13:18    Oggetto: Rispondi citando

magogenesio ha scritto:
stavolta opto decisamente per i velocisti che come detto potrebbero staccarsi ma non avranno secondo me difficoltà nel rientrare; e quando si parla di velocisti c'è un uomo solo su tutti.....ALESSANDRO PETACCHI...io punto su di lui chi mi segue?


Vai magogenesio preso petacchi a 4.00 Wink
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 13:29    Oggetto: Rispondi citando

Batterista ha scritto:
magogenesio ha scritto:
stavolta opto decisamente per i velocisti che come detto potrebbero staccarsi ma non avranno secondo me difficoltà nel rientrare; e quando si parla di velocisti c'è un uomo solo su tutti.....ALESSANDRO PETACCHI...io punto su di lui chi mi segue?


Vai magogenesio preso petacchi a 4.00 Wink


vi seguo a ruota!!

io l'ho preso a 3,80 Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 13:57    Oggetto: Rispondi citando

Io l ho preso su betfair Wink ...

Mi hanno accettato la quota
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 17:07    Oggetto: Rispondi citando

niente da fare...è andata in porto la fuga...cmq so che ci riprenderemo gia da domani...me lo sento
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 17:17    Oggetto: Rispondi citando

Al Mugello decolla AleJet. Cronaca e foto di una tappa spettacolare

Spoleto-Scarperia la tappa più lunga del giro 254 km, si attraversano Umbria e Toscana. La partenza è attorno alle 10.15, Spoleto si è alzata con grande entusiasmo e accoglie con una folla di mani la partenza della settima tappa. Raduno a Piazza Garibaldi dove i corridori sono molto sereni anche se qualcuno parla ancora della tappa di ieri, dove Pinotti è riuscito ad indossare la sua prima maglia rosa. Il gruppo è al via a ranghi quasi compatti, ci sono dei ritardatari come Di Luca e Petacchi che vengono comunque accolti da un caloroso saluto. Partenza e via. Il Giro toglie le transenne, si cambia città e ricomincia la festa; una giostra che si sposta, rimane il ricordo di due giorni fantastici per la città di Spoleto.
Il Giro porta entusiasmo nelle strade e nei paesi del centro Italia.
Parte subito la prima fuga e sono in quattro: Bertogliati (Saunier Duval), Albizuri (Euskatel Euskadi), Patanchon (Francaise des jeux) e Aggiano (Tinkoff). I quattro prendono un ampio margine, con massimo vantaggio 11’30” a Montecchio. Il gruppo non ci sta, si cerca la volata. Inizia la rincorsa ai fuggitivi con la Quick Step che fa il diavolo a quattro sull’unico GPM di giornata, il Valico di Croce a Mori, e guida il gruppo fino all’arrivo. Bettini ha evidentemente recuperato la condizione fisica adeguata per disputare la volata. Si cerca di rendere la corsa dura e di portare al traguardo meno velocisti possibili. L’andatura crea uno sfaldamento e velocisti come Natolitano, Hushovd, Forster e Furlan si staccano, ma riescono a rientrare nel tratto successivo in discesa. I fuggitivi vengono raggiunti dopo 206 km di fuga, in primis Aggiano.
Si viaggia a gruppo compatto ora dritti fino all’arrivo, rientrano i velocisti e si prepara la volata. C’è bagarre in testa al gruppo con scatti e controscatti, ma l’andatura non permette sorprese; ci prova anche Cancellara che però viene ripreso a 1 km dall’arrivo dal treno Milram
Il traguardo è posto all’interno del circuito del Mugello, proprio sulla linea di arrivo del Gran Premio. Parte la volata e se la giocano in quattro: Petacchi, Napolitano, Hushovd e il ritrovato Bettini.
Lo spezzino ha la meglio e centra il suo secondo successo di tappa al giro 2007, aumentando punti di vantaggio sugli avversari per la conquista della maglia Ciclamino.
Una volata potente su Thor Hushovd, Bettini e Napolitano; quest’ultimo, in grande rimonta ma chiuso sulle transenne, spreca una buona esplosività. Per Robbie McEwen solo un 14° posto.
Ale-Jet torna a volare in pista, il Mugello rilancia lo spezzino che ha preso fiducia nei suoi mezzi e ha ritrovato la gamba migliore, domani punta al tris.
Arrivo a Fiorano Modenese, vicino a Maranello per il sessantenario Ferrari
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 17:19    Oggetto: Rispondi citando

'Il migliore di ieri è stato il collettivo Milram'

Primo arrivo in questo Giro d’Italia in Toscana, da sempre terra di amanti delle due ruote ( con e senza motore). E proprio questo connubio oggi ha permesso alla carovana rosa di compiere un epilogo splendido, con i corridori impegnati in quello che è il tempio italiano del motociclismo, l’autodromo del Mugello. Immagini impresse come fuoco vivo nella mente dei tanti appassionati, un pubblico degno di Valentino Rossi o di una Ducati e, alla fine, ad alzare le braccia al cielo è stato il più forte nella velocità con due ruote e, con al posto dei pistoni, due solide gambe, una delle quali rimessa in sesto non più tardi di un anno fa.

“Oggi non si può dare un premio di migliore ad un singolo uomo. Ritengo che debba essere spartito all’interno della Milram che ha fatto un grandissimo lavoro nel finale. Negli ultimi dieci chilometri ha rintuzzato vari attacchi, così come le sparate all’interno del circuito (per questo, è stato bravissimo Brett Lancaster a chiudere prima su Totò Commesso e poi su Fabian Cancellara ai 400 finali,ndr). Poi Petacchi c’ha messo indubbiamente del suo,cogliendo una bella e importante vittoria.
Non dimentichiamoci comunque del lavoro della Quick-Step che ha tirato per tutta la tappa. Fa un grande piacere,dopo tutto quello che gli è capitato, vedere nuovamente Paolo Bettini in testa al gruppo a battagliare. Gli è mancata la zampata oggi, ma si potrà rifare.”
Secondo l’opinionista RAI, il leit motiv di oggi si ripeterà pure nella successiva tappa con arrivo a Fiorano Modenese.
“Sicuramente diverse squadre che hanno poche chance in volata tenteranno qualche attacco,favorite dal percorso nervoso nei primi 100 chilometri. Le squadre dei velocisti dovranno cercare di tenere unita la gara per arrivare nuovamente allo sprint.
Non si può dire chi sarà il favorito di domani, perché tutto dipende da quanti corridori si staccheranno nelle prime due ore di corsa. Fra questi ci metto Danilo Napolitano che oggi ha fatto una ottima volata,partendo da una posizione piuttosto defilata. Ovviamente,patisce il fatto che è senza squadra in quanto la Lampre-Fondital ovviamente è tutta per Damiano Cunego, ma se rimane con i primi potrebbe diventare pericoloso.”
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MessaggioInviato: 20 Mag 2007, 17:21    Oggetto: Rispondi citando

Tappa nel segno del cavallino rampante. Ancora probabile un arrivo in volata.

La tappa di oggi è stata disegnata per celebrare uno dei marchi più importanti del nostro Paese, la Ferrari, che celebra il suo sessantenario. La frazione presenta poche difficoltà e risulta probabile anche oggi un arrivo allo sprint. Riuscirà qualche velocista a spodestare il ritrovato Petacchi?

Una frazione "in rosso", tracciata nelle terre della Ferrari. Si partirà da Barberino di Mugello, non solo paese di Gastone Nencini (non cercate la sua casa natia, oggi è sommersa dalle tonnellate d’acqua del bacino artificiale di Bilancino), ma anche centro legatissimo alla figura di Enzo Ferrari che, quando veniva a correre sull’autodromo del Mugello, soleva fermarsi in quest’angolo di Toscana per degustare deliziose fiorentine. Subito dopo il via si salirà sulla Futa, passo pure legato alla storia dell’automobilismo italiano, inserito in quasi tutte le edizioni della Mille Miglia, sia quella storica, sia l’odierna rievocazione. L’arrivo sarà a Fiorano Modenese, ad un passo da Maranello, culla della Ferrari, dove sessant’anni fa vedeva la luce la prima "Testa Rossa". In tutto 194 Km, a dire il vero non proprio filanti: fino ad una settantina di chilometri dal traguardo il percorso sarà di media montagna, con sei ascese da superare, una dopo l’altra. Le pendenze non sono impossibili e sicuramente ci saranno atleti che proveranno la fuga, magari con la possibilità di vestirsi virtualmente di rosa per qualche chilometro. Il finale, introdotto dalla lunga discesa verso Vignola, sarà completamente privo di difficoltà e l’unico brivido sarà quello provocato dal veder transitare i corridori sulla pista riservata ai test della Ferrari. Molto probabili, con queste premesse, sia l’arrivo di un gruppetto di fuggitivi, sia lo sprint del gruppo compatto.
Dunque, pronti, partenza, via e subito arrampicata verso i 903 metri del Passo della Futa, che sarà raggiunto dopo circa 15 Km, non tutti in salita. L’ascesa, infatti, ha un andamento discontinuo, alternando tratti impegnativi ad altri pedalabili, se non in discesa. La pendenza media complessiva è del 4,1%, con due tratti (in tutto quasi 3,5 Km) dove la media è poco superiore al 7%. Queste sono strade che sono sempre state importanti vie di comunicazione, fin dal 1048, quando fu eretto un ospizio per i pellegrini sul vicino Giogo dello Stale, valico che a quei tempi era preferito alla Futa. La vocazione commerciale di queste terre è testimoniata dai ben sei versanti praticabili per salire alla Futa (ai quali aggiungere la strada in quota diretta alla non meno celebre Raticosa) e continua ai giorni nostri, grazie all’Autostrada del Sole.
Un’ultima curiosità automobilistica, indiretta, relativa al valico: la Futa mette in comunicazione il bacino della Sieve con quello del Santerno, il fiume che, procedendo verso la pianura, lambisce l’autodromo di Imola.
Si entrerà in Emilia Romagna, scendendo verso Roncobilaccio, grosso borgo la cui recente espansione è dovuta proprio all’apertura dell’autostrada e del relativo svincolo. Quasi al termine della discesa si lascerà a sinistra la deviazione per il Santuario di Boccadirio, sorto nel XVI secolo sul luogo di un’apparizione mariana avvenuta nel 1480. Attraversato il centro di Castiglione dei Pepoli (il nome ricorda la famiglia che tenne questo territorio fino al 1796), inizierà la seconda salita della giornata, il Passo Brasimone (900m), situato pochi chilometri oltre l’omonimo lago artificiale, realizzato nel 1911 e sulle cui rive era prevista la costruzione di un impianto sperimentale per la produzione di energia nucleare. Interrotti i lavori dal referendum del 1987, le strutture già erette oggi ospitano un osservatorio ambientale. L’ascesa misura circa 6 Km e presenta una pendenza media dolce, inferiore al 4%.
La discesa dal Brasimone si svolgerà in gran parte su strada a bassa pendenza, dove occorrerà pedalare per recuperare un eventuale (ma improbabile) distacco, e si chiuderà costeggiando il Lago di Suviana, anch’esso creato dall’uomo. Neanche il tempo di tirare il fiato e si risalirà subito verso la località di villeggiatura di Badi, che non sarà raggiunta dalla corsa: infatti, la scalata s’interromperà, dopo 4 Km al 4%, nella frazione Ca’ del Cucco (631m), dove si prenderà a destra, scendendo verso la statale Porrettana, raggiungendola dopo altrettanti chilometri. Anche quest’arteria è stata una grande via di comunicazione e commerci, fin dal medioevo, quando era una semplice mulattiera. Un tempo chiamata "Via Francesca della Sambuca", deriva l’attuale nome dal valico che la strada supera in territorio toscano e dalla nota località di Porretta Terme, dalla quale si transiterà dopo pochi chilometri in piano. Ancora qualche chilometro di strada facile e, dopo aver lambito il comune di Gaggio Montano (sede della Saeco, il primo sponsor di Cunego), si tornerà nuovamente a salire: la meta della quarta ascesa è il Valico della Masera (775m), dove si scollinerà dopo circa 4,5 Km (media del 3,8%) ed essere transitati da Lizzano in Belvedere, paese natale del più grande giornalista italiano vivente, Enzo Biagi. Ci troviamo ai piedi del Corno alle Scale, la montagna dell’appennino bolognese che vide i primi passi di Alberto Tomba nel mondo dello sci. Il grande campione è cresciuto sportivamente su queste piste, nonostante fosse modenese. Dal paese natio della "Bomba" il Giro transiterà una quindicina di chilometri più avanti, al culmine dell’ascesa più elevata della giornata: Sestola si trova a 1020 metri di quota, ai piedi del Monte Cimone, la maggiore elevazione dell’Appennino Settentrionale (2165m). Nemmeno questa salita presenta pendenze rilevanti e, dunque, non dovrebbe sorprendere i migliori. Come non dovrebbe sorprenderci loro, con un attacco scriteriato su una facile salita piazzata a poco meno di 100 Km dall’arrivo, peraltro scevri da difficoltà. Dopo il passaggio da Sestola, la corsa si inoltrerà nel territorio detto "Frignano", comprendente quasi tutta la zona meridionale dell’attuale provincia di Modena, dai primi rilievi collinari al crinale. In queste terre è nato ed abita Romeo Venturelli, da molti definito come una delle più grandi delusioni del ciclismo italiano. Su di lui mise gli occhi Fausto Coppi che intuì il valore del ragazzo (fortissimo a cronometro, ottimo scalatore e dotato anche un buon spunto in volata) e lo mise sotto la sua ala protettrice: lo ospitò a casa sua e gli chiese di accompagnarlo in occasione del ritorno dal fatale viaggio in Alto Volta. Fu, dunque, l’ultimo corridore a vederlo vivo. Morto il Campionissimo, Venturelli si perse per strada: l’inizio della stagione 1960 fu esaltante, con la vittoria nel tappone di Crans al Giro di Romandia e il successo nella crono di Nimes alla Parigi - Nizza, dove "castigò" nientemeno che Anquetil, mattatore nello specifico esercizio. Impresa ripetuta a Sorrento, a capo della seconda tappa del Giro. Il giorno dopo, però, fu costretto al ritiro da una sua imprudenza (per combattere il caldo bevve una limonata gelida, seguita da un litro di latte freddo), che gli causò un grave malore. È, questo, uno dei tanti episodi di una vita sregolata, che ebbe ripercussioni sulla carriera di quello che, per i suoi mezzi, avrebbe potuto essere il "Merckx italiano". Dopo il ritiro dal Giro, tornò in gruppo a fine stagione e con Diego Ronchini vinse il Trofeo Baracchi. Sparito dai piani alti del ciclismo per cinque anni, si rifece notare nel 1965 vincendo il Giro del Piemonte e piazzandosi secondo in quello della Sardegna. Una caduta fu il pretesto per un nuovo ritiro a lungo termine, che si concluse nel 1971, quando si ripresentò alle corse come "isolato", senza squadra. Ma oramai il suo fisico era stato minato dagli eccessi e dall’età (aveva già 33 anni)
L’attraversamento del Frignano, che prevede l’ultima salita della tappa (Renno, 647m), si concluderà con il passaggio da Pavullo, il capoluogo di quest’area, e la picchiata sulla valle del Panaro, seguendo la quale si guadagnerà la pianura. Questa contraddistinguerà gli ultimi 50 Km, introdotti dal passaggio da una località ben nota nel mondo del ciclismo: si transiterà per Vignola, la "capitale delle "ciliegie" e per 44 anni sede d’arrivo della Milano - Vignola, gara che nel 1997 ha traslocato a Monteveglio, mutando il nome in "Gran Premio Beghelli" ed inasprendo lievemente il tracciato con l’inserimento della salita di Zappolino, da superare più volte nel finale.
Quindici chilometri più avanti si entrerà nella zona calda della tappa, giungendo in "casa Ferrari". Si percorreranno le vie del centro di Maranello per poi, attraverso il cortile della villetta del "Drake", entrare nella pista di prova della Ferrari, costruita nel 1972 per testare le vetture realizzate nei vicini stabilimenti. Dieci anni fa l’impianto è stato arricchito da un’innovativa galleria del vento, progettata da Renzo Piano, l’architetto italiano più famoso al mondo (tra le sue numerose opere si ricordano la nuova chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, il Centre Pompidou a Parigi ed i restyling del Porto Antico di Genova e dell’area del Lingotto a Torino).
Compiuto quasi un giro completo dell’impianto, la corsa si reinnesterà sulla viabilità ordinaria, raggiungendo dopo pochi chilometri Spezzano, la frazione di Fiorano Modenese dove sarà posto il traguardo. Alla conclusione mancheranno ancora una ventina di chilometri, disegnati in circuito attraverso Sassuolo, Formigine e nuovamente Maranello. Sassuolo, posta al centro del cosiddetto "comprensorio delle ceramiche" divenne celebre nel ’600, quando gli Estensi lo scelsero come sede delle loro villeggiature. A quel periodo risale il Palazzo Ducale, esempio significativo di residenza di corte in stile barocco. Tra le celebrità del luogo si ricordano l’allenatore Giancarlo Corradini, il cardinal Camillo Ruini e ben quattro cantanti (Pierangelo Bertoli, Caterina Caselli, Nek ed Alberto Morselli). Formigine ha il nucleo storico sorto attorno alla Rocca, ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale ed attuale sede municipale. La località d’arrivo, invece, vanta la riserva naturale delle "Salse di Nirano", caratterizzata da coni d’aspetto vulcanico alti fino ad alcuni metri, costituitisi in seguito alla risalita dal sottosuolo di fango argilloso mescolatosi con idrocarburi. L’opera della natura è continua e capita, durante la visita al parco, di udire i borbottii prodotti dalle bolle di gas.



I VALICHI DELLA TAPPA

Sella del Bivio (490m). Vi transita la SS 65, salendo verso il Passo della Futa. Coincide con l’omonima località, nel punto in cui confluisce nella SS 65 la strada provinciale provenente da Barberino di Mugello.

Passo della Futa (903m). Vi transita la SS 65, tra Montecarelli ed il Passo della Raticosa. Questi i sette versanti del valico: Barberino di Mugello, Ponte Ghiereto (SS 65), Galliano, Fiorenzuola, Roncobilaccio, Pian del Voglio e la strada in quota che proviene dal Passo della Raticosa (SS 65).

Valico di Baragazza (692m). Vi transita la strada Baragazza - Castiglione dei Pepoli, quasi ai piedi del versante di Roncobilaccio del Passo della Futa.

Passo Brasimone (900m). Chiamato anche "Passo delle Scalere", vi transita la provinciale che mette in comunicazione Castiglione dei Pepoli con Baigno. Prende il nome dal sottostante lago.

Valico Serra del Zanchetto (867m). Quotato 865m sull’atlante stradale del TCI, vi transita la provinciale Castiglione dei Pepoli - Baigno. Si trova a circa 2 Km dal Passo del Brasimone, in direzione Baigno. È raggiungibile su strada asfaltata anche da Camugnano. Divide il bacino del Brasimone da quello del torrente Limentra di Treppio.

Sella di Bargi (674m). Vi transita la provinciale Baigno - Suviana e si trova nei pressi dell’omonima località.

Valico di Cà del Cucco (Serra di Badi - 631m). Toccato dalla provinciale Suviana - Ponte della Venturina, si trova qualche chilometro sotto la località di Badi.

Valico della Masera (775m). Vi transita la SS 324, tra Lizzano in Belvedere e Fanano. Raggiungibile anche da Gaggio Montano. Il pannello posti sul valico segnala una quota più bassa di 23 metri.

Sella di Sestola (1020m). Vi sorge l’omonimo centro, punto più elevato toccato dalla SS 324, che mette in comunicazione Porretta Terme con Pievepelago.

Sella di Roncoscaglia (912m). Vi transita la SS 324, tra Sestola e Montecreto. Si trova nei pressi dell’omonima località.

Sella di Pradolino (714m). Vi transita la SS 12, tra il bivio per Renno e Pavullo nel Frignano.

Sella di Pavullo nel Frignano (682m). Coincide con l’omonimo abitato.
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magogenesio ha scritto:
niente da fare...è andata in porto la fuga...cmq so che ci riprenderemo gia da domani...me lo sento


Speriamo gene ma quanto è arrivato?
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magogenesio
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MessaggioInviato: 21 Mag 2007, 14:18    Oggetto: Rispondi citando

batterista le tappe mosse non sono molto affidabili...quindi o rischi su un attaccante o su un velocista con la speranza che la sua squadra faccia di tutto per ricucire il gruppo e portare il proprio velocista primo all'arrivo.
Ad esempio la tappa di oggi è simile a quella di ieri; ma stavolta dalla cima dell'ultima salita al traguardo ci sono 100 km e poi si arriva vicino casa di petacchi e credo che il velocista spezzino non vorrà fare brutta figura davanti al suo pubblico. Per questo anche oggi dico PETACCHI (premettendo che non essendo un vegente le mie scommesse si basano sull' intuito e sulla difficoltà della tappa).
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magogenesio
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MessaggioInviato: 21 Mag 2007, 22:04    Oggetto: Rispondi citando

petacchi solo terzo Mad Evil or Very Mad Mad Mad Mad

domani arrivo complicato nei pressi del santuario di Nostra Signora della
Guardia...a domani per i pronostici
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MessaggioInviato: 22 Mag 2007, 2:58    Oggetto: Rispondi citando

magogenesio ha scritto:
petacchi solo terzo Mad Evil or Very Mad Mad Mad Mad

domani arrivo complicato nei pressi del santuario di Nostra Signora della
Guardia...a domani per i pronostici


Inizialmente volevo giocarlo classificato nei primi 3, stava a 1,5 Rolling Eyes
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