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svalvolata86
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MessaggioInviato: 11 Mag 2007, 19:13    Oggetto: CICLISMO: Giro d' Italia Rispondi citando

12 maggio 2007

15.25

QUICKSTEP INNERGETIC 45.00
ASTANA 6.00
SAUNIER DUVAL PRODIR 50.00
LAMPRE FONDITAL 20.00
DISCOVERY CHANNEL 6.00
LIQUIGAS 12.00
RABOBANK 40.00
PREDICTOR LOTTO 40.00
TEAM CSC 1.70
TEAM MILRAM 15.00
T MOBILE TEAM 7.50
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svalvolata86
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MessaggioInviato: 11 Mag 2007, 19:19    Oggetto: Rispondi citando

Per quanto riguarda i vincitori tra i più quotati Simoni, Cunego e Savoldelli.. speriamo che sia un giro veramente tutto italiano..

Waoa
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svalvolata86
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MessaggioInviato: 13 Mag 2007, 17:54    Oggetto: Rispondi citando

Tutte le curiosità e gli argomenti topici dopo la cronosquadre d'apertura. L'Alfabeto del Giro per introdurre al meglio queste tre settimane di spettacolo. Favoriti, sprinter ed il ritorno dopo 12 anni della maglia bianca: inizia il viaggio attraverso la penisola. Dalla A alla Z tutta la corsa nell'articolo di Leonardo Boscardin.


A come arriva il Giro d’Italia. Si apre oggi la novantesima edizione della corsa alla maglia rosa. 198 iscritti. 21 tappe, da Caprera a Milano. 81 chilometri a cronometro. Quattro arrivi in quota. Di seguito, ecco l’alfabeto del Giro.

B come Ivan Basso o, se preferite, Birillo. Dominatore nel 2006, doveva essere il grande favorito; invece, sarà il grande assente. L’ex corridore della Discovery Channel ha confessato di aver contattato Fuentes in vista del Tour della scorsa estate. Condannato per “tentato doping”, sconterà presumibilmente un anno di assenza dalle corse ufficiali. Nessuna importante speranza, quindi, per una doppietta italiana a Giro e Tour; mentre il Team Bruyneel punterà sull’ucraino Popovych per un piazzamento nei cinque.

C come cronosquadre a Caprera. Si aprirà così il novantesimo Giro d’Italia. Il suggestivo prologo si disputerà a nord della Sardegna: 25 chilometri da Caprera all’isola de La Maddalena, presso le Bocche di Bonifacio. La favorita d’obbligo è la CSC di Cancellara e Zabriskie, che tiene particolarmente a questa prova; in seconda battuta l’Astana di Savoldelli e la Liquigas di Di Luca.

D come desaparecido. Ci riferiamo ad Iban Mayo, ora alla Saunier Duval, in cerca di qualche soddisfazione. Soddisfazione che difficilmente arriverà da questo Giro, se non la possibilità di festeggiare il successo di un compagno di squadra. Tuttavia, siamo curiosi di vedere Mayo sulle salite della nostra penisola, mentre presumibilmente lavorerà per capitan Simoni. Le prestazioni al Giro dei Paesi Baschi non sono state certo sufficienti, ma attendiamo almeno un guizzo da parte del campione basco tanto declamato, ma spesso discusso.

E come extraterresti. Chi vincerà il “premio marziano” quest’anno? Difficile dirlo, poiché non si è iscritto ancora nessuno. Basso e Gutierrez Cataluna non hanno potuto prendere parte per ovvi motivi. Non vedremo, quindi, dominatori incontrasti e distacchi incolmabili? I conti saranno fatti il 3 Giugno a Milano. Auguriamoci solamente di vedere sane rivalità ed emozionanti sfide in salita.

F come favoriti. Sono davvero pochi quest’anno i corridori che possono aspirare al trionfo finale. Primi fra tutti due scalatori puri come Damiano Cunego e Gilberto: il nuovo ed il vecchio volto della corsa rosa, grandi rivali, grandissimi campioni. Subito dietro vediamo Di Luca, in grande forma e sostenuto da una fortissima squadra, ma con poche certezza sulla tenuta lungo tre settimane di gara, e Savoldelli, bravissimo al Romandia, che sfrutterà a pieno il suo acume tattico. Possibilità anche per il redivivo Stefano Garzelli, tornato al Giro dopo un anno di assenza e la delusione del 2005. Popovych e Caucchioli outsider.

G come giovani che dopo 12 anni torneranno a contendersi la maglia bianca. Infatti, è dal 1994 (vittoria di Berzin) che non viene premiato il miglior corridore sotto i 25 anni. Tra i principali pretendenti vi sono Riccardo Riccò (Saunier Duval), Vincenzo Nibali (Liquigas) e Mikhail Ignatiev (Team Tinkoff). Ma i giovani saranno soprattutto protagonisti della rinascita del ciclismo, mentre il ricambio generazionale sta raggiungendo il proprio apice.

H come George Hincapie. Lo statunitense è alla prima partecipazione alla corsa rosa. Dopo aver saltato la “campagna del nord” per problemi fisici, Hincapie riparte dal Giro con la volontà di rimettersi in mostra verso il grande pubblico. Impossibile credere che possa fare classifica; punterà ad una tappa partendo da molto lontano e aiuterà capitan Popovych, donandogli l’esperienza acquisita alla corte di Lance Armstrong. Non lo vedremo lottare coi migliori, ma almeno ha aggiunto il suo nominativo all’elenco degli iscritti.

I come Col d’Izoard. Lo storico valico alpino sarà affrontata nella tappa di Briançon con sconfinamento in Francia. Ennesima frazione importante: chi punta alla maglia rosa di Milano non può permettersi distrazioni. Spettacolare sarà la traversata della “Casse déserte”, paesaggio lunare, privo di alcuna vegetazione, all’uscita del quale vi è una stele dedicata a Bobet e Coppi. Sarà in ogni caso salita vera: a questo punto il la corsa sta entrando nella fase cruciale.

L come Liquigas e Lampre. Sono nettamente le formazioni più complete e probabilmente le più forti. Di Luca avrà a disposizione grandi scalatori come Pelizzotti e Noè, un giovane virgulto come Vincenzo Nibali ed i fidi gregari Miholjevic e Spezialetti. D’altro canto, Cunego potrà contare su Tiralongo e Marzano e sul grande stato di forma mostrato da Szmyd al Romandia, oltre all’ottimo passista Marzio Bruseghin. Sarà un grande duello.

M come Monte Zoncolan. È lo spauracchio del Giro d’Italia 2006. Il plotone affronterà la salita dal versante di Ovaro (probabilmente il più temibile), ma in vetta giungerà primo un solo campione. È l’eccezionale conclusione della tappa più selettiva della corsa, l’apice agonistico di questo Giro, dove nessuno potrà rimanere coperto. 10, 5 km all’11,5% di pendenza media, con picchi oltre il 20%. Salita estrema, specie in condizioni climatiche avverse. Molto si deciderà su queste rampe. L’appuntamento è il 30 Maggio.

N come nazionalità. Mai come quest’anno la corsa rosa avrà un carattere internazionale, con moltissimi corridori provenienti da paesi europei, ma anche da altri continenti. 54 sono i corridori italiani, 30 francesi, 24 spagnoli, 9 tedeschi, 9 russi, 8 australiani, 6 svizzeri, 6 belga, 5 olandesi, 5 kazaki, 4 bielorussi, 4 danesi, 3 ucraini, 3 colombiani, 3 statunitensi, 3 neozelandesi, 2 lussemburghesi, 2 argentini, 2 norvegesi, 2 inglesi, 2 cechi. Un solo ciclista, invece, per Lituania, Polonia, Slovenia, Messico, Ungheria, Irlanda, Sud Africa, Finlandia, Croazia, Canada.

O come Oropa. Dopo la cronosquadre, Zomegnan rispolvera la cronoscalata, che non era più nel cartellone del Giro dal 2000 (Briançon - Sestriere), proponendola sullo scenario di una delle più mitiche imprese del ciclismo moderno: Oropa, palcoscenico della straordinaria rimonta di Pantani al Giro del 1999.

P come Mariano Piccoli, nuova voce della Rai. L’ex corridore della Lampre sostituirà almeno per quest’edizione del Giro Silvio Martinello in cabina di regia. Al fianco di Nazareno Balani, Piccoli sfrutterà la sua lunga esperienza in gruppo per fornire precisi commenti tecnici alle immagini di gara e analizzare i possibili svolgimenti della tappa. La sua ottima visione di corsa sarà di supporto a Bulbarelli e Cassani, ma farà anche comprendere meglio il mondo del ciclismo al vasto pubblico del teleschermo. In bocca al lupo, Mariano!

Q come “quelli che…”. Quelli che il Giro lo seguiranno seduti comodamente sulle poltrone di casa. Quelli che il Giro lo vivranno direttamente sulle strade. Quelli che il Giro lo inciteranno dalle transenne. Quelli che il Giro lo racconteranno attraverso giornali, siti e telecamere. Quelli che il Giro se lo godranno fino in fondo.

R come riposo. Saranno due le giornate di riposo lungo le tre settimane, necessariamente disposte lontane l’una dall’altra. Dopo appena tre tappe avremo il trasferimento dalla Sardegna alla Campania, per riprendere mercoledì 16 da Salerno. La seconda pausa, invece, sarà dopo la frazione con arrivo in quota alle Tre Cime: il gruppo stazionerà sulla Marmolada.

S come sconfinamenti. Saranno tre le nazioni toccate dalla corsa rosa: Italia, Francia e Austria. Il colle dell’Agnello determinerà il passaggio della carovana in territorio francese durante la dodicesima frazione. Mentre la sedicesima tappa vedrà lo sconfinamento in Austria per giungere in quel di Lienz.

T come Oleg Tinkov, che è riuscito a portare in Italia la propria compagine russa, il Team Tinkoff appunto. Tra i vari Petrov, Ignatiev e Brutt nascerà un nuovo Pavel Tonkov? D’altra parte, il ciclismo sta divenendo un’importante realtà nei paesi dell’est europeo. Ucraini, russi e bielorussi fortissimi tra i dilettanti, che riescono a farsi rispettare anche tra i professionisti. Una nuova frontiera sta sorgendo per le due ruote.

U come Unibet ed Uci. I due grandi problemi organizzativi della corsa rosa. Al team belga non è stato concesso l’invito a partecipare a causa dei suoi numerosi corridori coinvolti in indagini sul doping. L’azione legale è subito partita, ma si è rivelata un fallimento. Per colpa del Pro Tour, invece, sarà anno in cui vedremo correre al Giro squadre prive di obiettivi e nomi importanti. E’ il caso, ad esempio, di Bouygues e Cofidis: portano qualche corridore illustre, ma solo in preparazione al Tour. Quando capiranno che snobbare il Giro è come fare l’elemosina a Bill Gates?

V come volate ad alta velocità. “Non ci saranno molte occasioni di vedere uno sprint finale.” Afferma Alessandro Petacchi alla vigilia della corsa rosa. Eppure, il percorso è sicuramente più accondiscendente rispetto alla stagione scorsa. Almeno sette i traguardi favorevoli alle ruote veloci. Oltre ad Alejet, saranno sicuri protagonisti Robbie McEwen, Danilo Napolitano e Thor Hushovd. Interessante sarà seguire le prestazioni dell’astro nascente Haedo, sprinter della CSC. Possibili sorprese saranno Bazayev, Koldo Fernandez e Brown; mentre anche Paolo Bettini potrebbe buttarsi nella mischia, al fine di raccogliere punti per la maglia ciclamino.

Z come Angelo Zomegnan. L’organizzatore delle corse RCS ci ha regalato un altro grande Giro d’Italia dal percorso divertente e ricco di tradizione. Da Giuseppe Garibaldi a Sedrina, terra natale di Felice Gimondi, passando per il ricordo di Marco Pantani ad Oropa. Salite spettacolari, scenari mozzafiato e tappe entusiasmanti. Un Giro tutto da seguire, che, come ogni anno, ci ricorderà quanto è bella la nostra penisola.
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MessaggioInviato: 13 Mag 2007, 17:56    Oggetto: Rispondi citando

svalvolata86 ha scritto:
Per quanto riguarda i vincitori tra i più quotati Simoni, Cunego e Savoldelli.. speriamo che sia un giro veramente tutto italiano..

Waoa



Enrico Gasparotto è la prima maglia rosa di questo Giro. Ottima la prestazione della Liquigas di Di Luca nella cornosquadre. Segue a ruota Savoldelli con la sua Astana


A gogo A gogo
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MessaggioInviato: 13 Mag 2007, 17:59    Oggetto: Rispondi citando

La squadra della prima maglia rosa di questo Giro: la Liquigas votata alla causa di Di Luca

Dopo la vittoria nella cronosquadre individuale è la Liquigas il primo team a lasciare il segno e a lasciare gli avversari con un certo distacco. Gasparotto è la prima maglia rosa, mentre Di Luca spera di averla a Milano, anche se ieri non gli sarebbe dispiaciuto iniziare ad indossarla. Conosciamo meglio la Liquigas nell'articolo di Francesco Sulas.


Vestiti tutti di verde dalla testa ai piedi sembrano dei marziani, anche se Zomegnan ha affermato che a questo Giro non ce ne saranno. Ed infatti non sono extraterrestri, niente paura. Stiamo solamente parlando degli uomini Liquigas che, capitanati da Danilo Di Luca, partiranno da Olbia con un solo obiettivo ben dichiarato: portare il proprio capitano in rosa a Milano. Gli uomini di Stefano Zanatta sono al momento la seconda forza mondiale dopo la CSC di Bjarne Riis, così almeno dice la classifica a squadre del Pro Tour, e dopo aver conquistato con Di Luca una Liegi – Bastogne – Liegi molto tattica puntano al Giro 2007, sulla scia della corsa rosa che l’abruzzese corse nel 2005. Quell’anno, ricorderete, partì per conquistare qualche tappa, poi vestì la rosa e se ne innamorò, inseguendola su per il Colle delle Finestre, fino a Milano, dove terminò quarto. Il punto è: sarà in grado il bel Danilo di tenere le tre settimane e restare competitivo?
Indubbiamente la squadra che lo porterà in giro per l’Italia non è composta da mezze calzette, tutt’altro. Gli uomini in verde partiranno con Di Luca come capitano unico, ma l’abruzzese avrà le spalle ben coperte dal delfino di Bibione, Franco Pellizotti, che lo scorso anno concluse ottavo al Giro e che s’è già ben messo in mostra fin dalla Parigi – Nizza, dove ha colto una vittoria da finisseur in quel di Limoges. Un’altra validissima seconda punta sarà Vincenzo Nibali, che lotterà anche per la maglia bianca riservata al miglior giovane. Lo squalo dello stretto è reduce dalle due vittorie al Gran Premio Industria & Artigianato di Larciano (per gentile concessione del sopra citato Pellizotti) ed al Giro di Toscana, segno che la forma per affrontare un Giro a tutta c’è eccome. E’ alla sua prima partecipazione ad un grande giro, vedremo come saprà comportarsi. Altra pedina da non sottovalutare sarà Enrico Gasparotto, due anni fa Campione d’Italia appena giunto nel mondo dei prò, quest’anno sta combattendo su quasi tutti i terreni e sarà anch’egli molto utile alla causa Di Luca. Senza contare che essendo dotato di un più che discreto spunto veloce potrà gettarsi nelle volate, magari meglio se meno affollate.
Queste le punte di diamante di una squadra che, come la maggior parte delle formazioni, ha la sua vera forza negli ottimi gregari. Lasciato a casa Mauro Da Dalto, considerato dagli addetti lavori il vero erede di Marzio Bruseghin, Zanatta potrà contare sulle tirate dello sloveno Miholjevic, che qualche anno fa si tolse pure lo sfizio di passar per primo sullo Stelvio. “Brontolo” Noè metterà in valigia la propria esperienza, a disposizione di tutto il gruppo Liquigas, Vanotti (che ha vinto la tappa di Bergamo alla Settimana Lombarda) e Charlie Wegelius proveranno ad entrare in qualche fuga ed a fungere eventualmente da stopper mentre l’esperto Alessandro Spezialetti, che ha già vinto due Giri d’Italia con Simoni nel 2003 e l’anno dopo con Cunego, visto in grandissima forma alla Liegi (leggere alla voce “allungo sul Saint Nicholas”), cercherà di allungare il gruppo il più possibile e di tenere Di Luca al riparo dal vento.
Torniamo al “grande capo”, al killer di Spoltore, Danilo Di Luca. E’ giunto al Giro con la stessa preparazione del 2005, forse posticipandola addirittura, se è vero che ai Paesi Baschi si è ritirato anzitempo per rifinire gli allenamenti. Ha già ben figurato sulle Ardenne, in modo tale da non avere un unico obiettivo, come avvenne nel 2006. E quello fu un grande errore. Deve certo fare più che bene a questo Giro, altrimenti a 31 anni corridori da corse a tappe impegnative non ci si inventa di certo. Logico, ci si presentasse il killer che domò La Covatilla alla scorsa Vuelta non avremmo dubbi sul vincitore e correremmo tutti al punto SNAI più vicino. Però. C’è sempre un però. Assodato che la squadra è una delle migliori, se non la migliore, sulla piazza, bisogna capire limiti e potenzialità del suo leader di partenza.
Di Luca dovrà stare sempre davanti, fin dalle tappe iniziali, magari provando a vincere già a Montevergine di Mercogliano, come accadde nel Giro 2001.Nelle tappe appenniniche dovrà stare all’erta, chè un’imboscata è sempre dietro l’angolo e uomini da tranelli ce ne sono eccome. Se la forma della Liegi reggerà fino all’arrivo della carovana in Toscana, il killer potrebbe già mietere vittime nella tappa con arrivo in salita alla Madonna della Guardia, magari avvantaggiandosi su uno dei colli precedenti, giacchè quella è una tappa poco difficile solo sulla carta. Quindi inizieranno le Alpi: arrivo a Briançon dopo l’Agnello e l’Izoard, quindi la cronoscalata di Oropa. Se un terzo della concorrenza sarà già stata fatta fuori, lì avremo modo di capire chi potrà vincere il Giro 2007. Danilo dice di puntare a quella cronoscalata proprio come un killer punta la sua vittima attraverso il mirino del fucile. Potrebbe tenere bene, magari avvantaggiarsi sugli scalatori puri che dovranno ben sbizzarrirsi sulle Dolomiti e sullo Zoncolan, tappe in cui Di Luca a mio avviso non potrà dominare, contenere un margine di distacco sì. Infine la cronometro di Verona, che dovrebbe consentire a chi non ha ben digerito le montagne di riavvicinarsi agli scalatori puri. Qui corridori come Savoldelli e appunto Di Luca potrebbero dire la loro.
Insomma, il killer di Spoltore dovrà avvantaggiarsi il più possibile nelle tappe della prima settimana, per poi difendere quanto di buono fatto nelle frazioni alpine, già provate in ricognizione da Danilo ma ad alto tasso di difficoltà anche per chi come lui trionfa in una Liegi. Infine, recuperare il terreno perso, se terreno perso ci sarà, nella cronoscalata e nella cronometro di Verona. A parole è tutta un’altra cosa che sulla strada e Di Luca lo sa bene. Se la gamba sarà quella del 2005 e delle Classiche delle Ardenne appena concluse il killer potrà ben dire la sua in questo, altrimenti passerà il proprio fucile a Pellizotti e Nibali. Siamo sicuri che con una squadra come questa Liquigas, con le tutine di quel bel colore, almeno uno dei nove componenti farà vedere i sorci verdi agli avversari.
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MessaggioInviato: 13 Mag 2007, 18:07    Oggetto: Rispondi citando

Da Tempio Pausania a Bosa: una tappa non scontata sotto il sole sardo

La seconda tappa si presta, sulla carta, ad un arrivo in volata. Gli sprinter dovranno però far lavorare le proprie squadre e non concedersi distrazioni se vogliono davvero arrivare sul traguardo con il gruppo compatto. La frazione, che sarà accompagnata dal bel tempo, presente infatti qualche difficoltà che potrebbe favorire gli attacchi.

Il ritrovo di partenza della prima tappa in linea sarà fissato a Tempio Pausania, il centro che fino al 2001 rivestiva solo il ruolo di capitale geografica della Gallura, mentre oggi lo è anche amministrativamente, in seguito alla creazione della nuova provincia di Tempio-Olbia. Proprio per esserne il capoluogo, rappresenta il carattere paesistico e le tradizioni di quest’area geografica. I turisti sono qui richiamati dal clima, da una fonte termale e dal paesaggio, dominato dal Limbara (Punta Balisteri, 1359m), il più alto complesso montuoso dell’isola dopo il Gennargentu (Punta La Marmora, 1834m). Non vanta monumenti di particolare pregio: i principali, entrambi affacciati in Piazza San Pietro, sono la cattedrale e l’oratorio del Rosario.
I primi 2 Km si svolgeranno in lieve discesa lungo la SS 127, che conduce a Sassari attraversando la parte meridionale dell’Anglona, territorio d’origine vulcanica che cela siti di grande interesse archeologico e geologico. Terminati questi primi 2000 metri, il Giro abbandonerà la statale per imboccare la provinciale diretta ad Aggius, centro inquadrato da una chiostra di cime granitiche seghettate che gli donano una connotazione alpestre. Particolarmente suggestivi sono la strada che gira attorno al Monte La Croce (parco Capitza) e l’attraversamento della Valle della Luna, arida distesa di pietrame costellata da grandi massi rocciosi modellati dal vento, evocanti la superficie del nostro satellite. Sfiorata la chiesetta campestre di San Pietro di Ruda, inizierà la discesa verso il mare, che farà da compagno di viaggio ai corridori per una quarantina di chilometri, sui 203 della tappa: in queste prime frazioni si è deciso di portare il Giro lontano dai grossi centri turistici, preferendo far conoscere la Sardegna più autentica, quella dei borghi più interni e dimenticati, fuori dei soliti itinerari vacanzieri. Transitati per Viddalba e lambite le terme di Casteldoria, note fin dall’antichità, si raggiungerà la costa a Codaruina, comune sviluppatosi nel dopoguerra con scopi agricoli ed in seguito convertitosi in centro balneare. Il tratto successivo si svolgerà sulla strada che, correndo in alcuni punti alta sulla costa, collega Porto Torres a Santa Teresa di Gallura. Imboccatala in direzione del primo centro, dopo pochi chilometri i corridori transiteranno nei pressi della roccia nota come "L’Elefante" perché la sua forma, lavorata dagli agenti atmosferici, ricorda quella di un pachiderma, la cui proboscide - negli anni scorsi mozzata da un turista incivile - sembra quasi voler salutare gli automobilisti di passaggio sulla sottostante statale. Leggermente allontanatosi dal mare, poche centinaia di metri di giungere all’Elefante, l’itinerario della seconda tappa ci si riavvicinerà imboccando la SS 200 per Castelsardo, il cui centro storico è uno dei più interessanti della Sardegna, disposto su di un promontorio del Golfo dell’Asinara, con vista sull’omonima isola e sulle alture della Gallura: il nucleo più antico conserva la fisionomia originaria, con i bastioni eretti nel 1102 dai Doria. Ridiscesi a livello del mare (Castelsardo è a 114m), la tappa seguiterà a percorrere la litoranea per oltre 30 Km, fino a Porto Torres, il maggiore scalo della Sardegna settentrionale, punto d’imbarco per Genova, Imperia e Tolone. Per questa sua vocazione prettamente commerciale (è anche uno dei più importanti centri dell’industria petrolchimica sarda) la maggior parte dei turisti tralascia la visita a questo centro, considerandolo come semplice luogo di passaggio. In realtà qui si trova la più vasta e bella basilica romanica della Sardegna, intitolata a San Gavino ed eretta a partire dal 1063. Ancor più antichi sono i resti delle Terme Centrali ed il ponte romano sul Rio Mannu, simile a quello fatto costruire dall’imperatore Augusto (ma detto "di Tiberio") a Rimini.
A questo punto, il percorso della tappa abbandonerà il mare e punterà con decisione verso l’interno della Sardegna, seguendo la SS 131, localmente nota come la "Carlo Felice", dal nome del re sabaudo che per primo pensò ad una strada che mettesse in comunicazione diretta Cagliari con Porto Torres. A tutt’oggi è la principale strada della Sardegna, l’unica regione italiana priva d’autostrade. Nel tratto interessato dalla tappa, la statale procede in dolce ascesa superando 200 metri di dislivello in quasi 20 Km di strada a quattro corsie. In cima si sarà a Sassari, la seconda città sarda per numero d’abitanti e per importanza culturale, economica e politica. Sono sassaresi due ex presidenti della repubblica, Antonio Segni e Francesco Cossiga, protagonisti della nostra storia recente, accomunati non solo dalle origini ma anche dalle sorti: entrambi, per ragioni diverse, conclusero anzitempo la loro permanenza al Quirinale.
Nuovo, repentino cambio di direzione dopo Sassari: imboccata la SS 291, il Giro prenderà nuovamente la strada del mare, puntando verso la Nurra, vasta area pianeggiante che si estende tra il golfo dell’Asinara e la rada di Alghero, per secoli abitata solo da pastori e banditi, da "popoli non conquistati che non pagano le tasse", come si legge su di una carta topografica del 1735. Anche oggi non è densamente abitata: conta 35000 abitanti, suddivisi tra sette piccole frazioni, facenti capo ai comuni di Sassari, Stintino ed Alghero; è verso quest’ultimo centro che si dirigerà la tappa, dopo aver attraversato Olmedo. Centro di antica origine militare, Alghero viene ancor oggi definita "fortezza in forma di città": alle primitive fortificazioni genovesi del XIII secolo, si affiancarono quelle erette dai Catalani, che colonizzarono "Alguer" dal 1354. Ancora oggi qui si parla il catalano e sussistono forme di bilinguismo nelle indicazioni viarie e turistiche. I principali monumenti della "Barcellona di Sardegna" sono il Forte de la Magdalena, la torre dell’Esperò Reial, la cattedrale di Santa Maria ed il complesso monastico di San Francesco. In meno di 30 Km, transitando dall’incantevole baia di Porto Conte, le cui acque sono tra le più trasparenti della Sardegna, è possibile raggiungere Capo Caccia, l’antico "Porto delle Ninfe", meta tra le più ambite dai turisti, per la presenza della grotta più celebre della regione, dedicata al re del mare, Nettuno.
Inizierà ora la fase più interessante della tappa. Per andare a Bosa da Alghero c’erano due possibili alternative: la litoranea inaugurata nel 1979 oppure la vecchia strada che, con un percorso più ampio e tortuoso, attraversa il "paese di Villanova", territorio d’aspetto aspro e montuoso posto a cavallo del confine delle province di Sassari e Nuoro. La scelta degli organizzatori per il finale della tappa è caduta sulla seconda opzione, che prevederà anche l’ascesa al primo GPM del Giro 2007, il Valico di Pedra Ettori. Si tratta di un percorso ben noto al mondo sportivo: dal 1955 queste strade sono teatro del "Coppa d’Oro del Corallo” (oggi "Rally del Corallo"), per anzianità la terza competizione automobilistica italiana, la prima organizzata in Sardegna. Lanciata dal marchese Franco di Suni per abbinare sport e turismo, oggi vi partecipano solo vetture degli anni 70-80, mentre le primissime edizioni erano riservate alle donne.
Da Alghero al GPM ci saranno quasi 30 Km di strada, ma non tutti in salita: dopo lo spettacolare ma facile preambolo della "Scala Piccada" (in algherese significa "strada in salita aperta col piccone", poco meno di 10 Km al 3,7%, con impareggiabili viste sul Mar di Sardegna), la strada spiana per 8 Km per poi proporre il suo tratto più impegnativo nei quasi 5 Km al 4,2% che precedono il passaggio da Villanova Monteleone, uno dei due centri abitati che saranno attraversati negli ultimi 60 Km. Molto pedalabili risultano anche i chilometri finali, per arrivare al valico posto a 657 metri di quota, poco sotto la cima della Pedra Ettori, il cui nome - significante "Pietra della Vittoria" - ricorda una vittoriosa battaglia degli abitanti del luogo contro i predatori turchi.
La discesa ha caratteristiche similari alla salita: è tortuosa e non continua, essendo interrotta dopo il passaggio da Montresta da una salita che farà guadagnare quasi 200 metri di quota.
Si tratta di difficoltà che non dovrebbero trovare impreparati né i favoriti alla vittoria finale, né i velocisti: negli scorsi anni abbiamo visto arrivare il gruppo compatto al termine di tappe ben più impegnative di questa. Le energie saranno ancora fresche e non dovrebbero registrarsi sorprese. Dipenderà dalla velocità con la quale il gruppo affronterà gli ultimi 60 Km che, però, potrebbe costare cara solo a quei velocisti meno brillanti o a quelli che sono definiti "puri", quelli che sono messi in croce pure dai cavalcavia, per intenderci. Non sono da escludere fughe. Anzi, ce ne saranno parecchie: la possibilità di conquistare la maglia rosa motiverà sicuramente gli attaccanti. La classifica è ancora corta, i grandi non metteranno il naso fuori dal gruppo in questi frangenti e per qualcuno potrebbe anche starci un momento di passeggera gloria.
Caso unico in Sardegna, Bosa è una città edificata a fianco di un fiume navigabile, il Temo. Conserva un interessante nucleo antico, dominato dal colle di Serravalle, sul quale si collocano gli scenografici resti del Castello Malaspina.

LAVORI IN CORSO

Introdotto un circuito finale di una decina di chilometri. Transitati dal centro di Bosa (senza passare sulla linea d'arrivo), la corsa imboccherà la SS 129 bis in direzione di Suni, che sarà percorsa per circa 2,5 Km, fino ad un bivio posto a quota 121m. Questo tratto rappresenterà l'ultima salita della tappa (pendenza media del 4,7%). Lasciato sulla sinistra il bivio per Modolo, si scenderà al mare, raggiungendo a 3,7 Km dall'arrivo. Il finale sarà pianeggiante.

I VALICHI DELLA TAPPA
Come l’anno scorso, anche per il Giro 2007, segnaleremo - per i curiosi e per i cacciatori di colli - quali saranno i valichi, maggiori e minori, toccati in occasione delle tappe della corsa rosa.

Arcu Fumosa (490m). Vi transita la SS 127, tra Tempio Pausania e la Cantoniera Fumosa, nel punto nel quale si stacca la strada per Aggius. Arcu è un termine locale che significa, appunto, passo o valico. Molto utilizzati anche il toponimo Genna (con le varianti Gianna, Ianna ed Enna), significante "porta, passaggio". Più desueto l’uso dei termini Sedda (sella) e Baccu (valico).

Arcu Izzana (520m), Passo di San Pietro di Ruda (490m), Arcu Juncu (380m). Sono toccati dalla strada che collega Aggius a Viddalba. Il primo si trova tra la località San Filippo e la chiesa di San Pietro di Ruda, il secondo tra questa e l’omonima cantoniera, mentre il terzo si trova all’altezza del bivio per Trinità d’Agultu.

Arcu Multeddu (182m). Coincide con l’omonima località, situata nel punto d’incrocio tra la SS 200 (provenente da Castelsardo) e la SS 134 (provenente da Sedini). Si trova a poche centinaia di metri dalla roccia dell’Elefante.

Sella di Pianedda. Vi transita la SS 200 appena sotto il centro storico di Castelsardo e prende il nome dall’omonimo quartiere.

Valico della Cantoniera Scala Piccada (355m). Punto terminale della celebre e omonima strada, vi transita la SS 292, nel tratto tra Alghero e Villanova Monteleone.

Valico su Pischinale (618m). Vi transita la SS 292, circa 1,5 Km prima di giungere a Villanova Monteleone da Alghero. In questo punto termina il tratto più impegnativo della strada diretta al Pedra Ettori.

Arcu Pedra Ettori (657m). Punto più elevato della vecchia strada di collegamento tra Alghero e Bosa, vi transita la provinciale che lega Villanova Monteleone a Montresta.

Arcu Appiu (585m). Vi transita la provinciale che lega Villanova Monteleone a Montresta, pochi chilometri dopo aver scollinato il Pedra Ettori. Deriva il nome da quello di un vicino nuraghe.

Sella di Montresta (405m). In questa insellatura è adagiato l’omonimo abitato, dal quale il Giro transiterà a circa 14 Km dall’arrivo, scendendo dal Pedra Ettori.

STRADARIO & ORARIO

RADUNO DI PARTENZA: ore 11.00?, Piazza XXV Aprile

VIA VOLANTE: ore 12.10, Via Unità d’Italia - Km. 47 della SS. 127

MEDIE PREVISTE: 38 - 42 Km orari

T.V. GARIBALDI: Alghero (Km 132,4), tra le 15.19 e le 15.39

ZONA RIFORNIMENTO: SS 291 - Loc. La Landrigga, tra i Km 104 e 107

GPM: Villanova Monteleone (612m - 2a cat. - 18,4 Km al 3,4% - Km 156,8) tra le 15.54 e le 16.17

ARRIVO: a Bosa, in Via Alghero, tra le 17.02 e le 17.33

PERCORSI INTERNI: Sassari (Viale Porto Torres, Via Saffi, Piazza Stazione, Via XXV Aprile, Piazza Santa Maria, Via Predda Niedda); Alghero (Via Garibaldi, Via Cagliari, Via Giovanni XXIII); Bosa - 1° passaggio dal centro, a circa 10 Km dall’arrivo (Via Lamarmora, Via Lungo Temo, Ponte Vecchio sul Temo, Via Roma); Bosa - chilometri finali (Via Colombo, Ponte Nuovo sul Temo, Riviera Corallo, Via Alghero)
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MessaggioInviato: 14 Mag 2007, 9:24    Oggetto: Rispondi citando

McEwen: buona la prima. Di Luca (ri)conquista la maglia rosa. Hushovd out

MCEWEN 8: come 12 mesi fa, trionfa nel primo arrivo allo sprint. Bravo a resistere lungo il nervoso finale verso Bosa. Scaltrissimo nel seguire la ruota di Petacchi fino in fondo, sfruttando a pieno il lavoro della Milram. Irraggiungibile quando supera lo spezzino a 50 metri dal traguardo. Insomma, volata alla McEwen. In forma smagliante.


BETTINI 7+: avrebbe fatto lavorare la sua Quick Step in testa al gruppo se Facci non fosse stato in fuga. Controlla la situazione quando la corsa sembrava scoppiare sull’ultimo strappetto di giornata e conquista il secondo posto davanti ad Alejet. Grande inizio.


PETACCHI 5,5: il treno Milram è stato impeccabile quest’oggi, ma lo spezzino non va oltre la terza piazza. Deve ancora recuperare totalmente dall’infortunio e il percorso tortuoso potrebbe avergli sottratto energie preziose. Rimandato.


SELLA 6,5: El salbaneo non attende nemmeno la prima frazione per tentare un’improbabile azione solitaria. A meno di 10 km dall’arrivo il gruppo si sfalda e lo scalatore vicentino si lancia fuori dal plotone, ostentando una buona forma.


FACCI, LABBE, BESSY, MASCIARELLI 6+: ecco i primi avventurieri del novantesimo Giro d’Italia. Quasi 170 chilometri corsi fuori dal plotone.


BRUTT 7: era in fuga con i quattro menzionati sopra, ma è l’ultima ad arrendersi al ritorno del gruppo. Dopo una bella accelerazione, scollina per primo a Villanova Monteleone, conquistando la prima maglia verde del Giro.


HUSHOVD, HAEDO 4: erano le migliori alternative ai soliti McEwen e Petacchi, ma si lasciano sfilare dal gruppo alle prime difficoltà. Calo momentaneo?


IN CRESCITA – Interessante l’azione di Emanuele Sella in prossimità del traguardo. Poteva sembrare sventato, ma il vicentino non forza molto, mentre alle sue spalle si erano mossi tutti i pretendenti al titolo. Con lui il russo Evgeni Petrov, alfiere di un Team Tinkoff davvero in palla. La volata conclusiva premia l’australiano McEwen, ma un doveroso plauso va ai giovani Bazayev e Richeze (4° e 5°). Garzelli molto attivo nel finale, così come Di Luca che conquista la maglia rosa tanto rimpianta ieri dopo la cronosquadre.


IN CALO – Il Petacchi dei giorni migliori avrebbe dominato lo sprint odierno. Ma Alejet non decolla e viene superato agilmente da McEwen e Bettini, nonostante l’irreprensibile lavoro di Ongarato e di tutta la squadra. Deludono Hushovd ed Haedo, staccatissimi dal gruppetto che si è giocato la tappa. Enrico Gasparotto, a causa della somma dei piazzamenti, cede il simbolo del primato al compagno Di Luca dopo appena un giorno: si legge il disappunto nei suoi occhi.
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MessaggioInviato: 14 Mag 2007, 10:04    Oggetto: Rispondi citando

14/5/07

13:00 Tappa 3 Giro D Italia

BETTINI P. 4.50
MORI M. 70.00
RICCO R. 70.00
NAPOLITANO D. 15.00
BALDUCCI G. 40.00
USAU A. 40.00
ROJAS GIL J.J. 45.00
GRILLO P. 20.00
RICHEZE ARIEL M. 25.00
FURLAN A. 40.00
HUSHOVD T. 18.00
MCEWEN R. 3.00
PETACCHI A. 4.00
BROWN G. 25.00
FERNANDEZ K. 35.00
FORSTER R. 20.00
HAEDO J.J. 15.00
IGNATIEV M. 35.00
VAN HEESWIJK M. 50.00
GASPAROTTO E. 55.00
HINCAPIE G. 70.00
HENDERSON G. 50.00


13:00 Migliore Lista Uno Tappa 3 Giro D Italia

BETTINI P. 2.85
NAPOLITANO D. 8.50
HUSHOVD T. 9.00
MCEWEN R. 2.25
PETACCHI A. 2.70
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MessaggioInviato: 14 Mag 2007, 19:24    Oggetto: Rispondi citando

Io non ci capisco un cavolo di Ciclismo.... Laughing Laughing Laughing Laughing
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Sono IO lo Spammone N°1 e presto sarò il Re Incontrastato! lol

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MessaggioInviato: 14 Mag 2007, 19:24    Oggetto: Rispondi citando

tigrotto ha scritto:
Io non ci capisco un cavolo di Ciclismo.... Laughing Laughing Laughing Laughing


Se nn sbaglio oggi ha vinto Petacchi.... Confused Confused Confused
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MessaggioInviato: 15 Mag 2007, 18:59    Oggetto: Rispondi citando

Sì,caro Tigro ieri ha vinto Petacchi.. grande performance italiana.. Smile Very Happy


IL MIGLIORE: Petacchi il più forte a Cagliari

Il migliore in questo avvio di Giro è risultato proprio Alessandro Petacchi. Ale-jet ha vinto ieri, come pronosticato da Davide Cassani, ritrovando sicurezza. Oggi giornata di riposo, per permettere il trasfeirmento in Campania, in attesa del primo arrivo in salita, Mercoledì, a Montevergine.

Primo pronostico e prima previsione immediatamente avverata dai risultati della strada. Così si è presentato alla nostra rubrica Davide Cassani che,anche al termine della terza e ultima tappa sulle strade della Sardegna, ci rilascia un suo commento a caldo.

“ Il pronostico di ieri si è subito avverato. Ovviamente ad Alessandro Petacchi va anche il premio come migliore di tappa, ci mancherebbe altro. Ha fatto una bellissima volata e,come detto era il terreno per lui. Non era proprio in pianura il rettilineo d’arrivo e poi il lastricato comportava diverse varianti in più. Come ho ripetuto in questi giorni durante le telecronache, Alessandro ha fatto bene a cambiare tattica e non farsi portare in carrozza dal proprio treno fino ai 200 metri finali. La squadra,fino a questo momento, si è comportata molto bene,ma lui al momento non ha la forza e l’agilità per ritrovarsi in testa agli ultimi metri e battere tutti. Sinceramente,non so se la ritroverà prima della fine di questo Giro, ma si può togliere diverse soddisfazioni lo stesso.

Oggi è scattato dalla terza posizione, è partito forte e nessuno è riuscito poi a superarlo.”

Siamo così giunti alla fine di questo trittico sardo, domani siamo già in riposo per tirare un po’ il fiato e mercoledì di nuovo tutti quanti incollati davanti alla tv per il primo momento importante di questo 90° Giro d’Italia: l’arrivo in salita a Montevergine di Mercogliano.

Cosa ci dici, Davide, a riguardo?

“La salita non farà grossa selezione. Basta prendere gli ordini d’arrivo dei due precedenti e si scopre che nel 2001 (vittoria di Di Luca) arrivarono in venti nel gruppo di testa, mentre nel 2004 (vittoria di Cunego) arrivarono in diciassette. Penso che alla fine,visto il numero di corridori papabili per la vittoria presenti in corsa, arriverà un gruppetto di 13-14 unità.

Non ci saranno quindi senz’altro grossi distacchi. Certo è che se uno non sarà in ottime condizioni di forma, potrebbe accusare anche un distacco intorno al minuto,ma non di più. Vedo molto bene sia Damiano Cunego che Danilo Di Luca e magari potrebbe riserbare un’ennesima sorpresa anche Riccardo Riccò. Ma la battaglia è aperta ovviamente a tutti.”

Ok. Però a questo punto vogliamo il nome secco. “ Dico Danilo Di Luca per le grosse motivazioni che sta esprimendo in questo avvio di Giro”.

Avremo un giorno intero per immaginare cosa potrà succedere sull’ascesa che conduce al santuario campano e dove,forse, qualcosa potrà cambiare ai fini della classifica generale.
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MessaggioInviato: 16 Mag 2007, 13:08    Oggetto: Rispondi citando

Parla Zanatta:'Domani difenderemo la maglia, sarà dura. Pellizotti farà corsa parallela a Danilo'

Alla vigilia della tappa di Montevergine, Stefano Zanatta, direttore sportivo della Liquigas, ha raccontato al nostro Francesco Sulas dove nascono i successi della squadra che ha quasi monopolizzato l'attenzione di questi giorni. E poi ci svela quali tattiche ha in programma la Liquigas per difendersi dalla concorrenza, di cui Simoni è visto come il principale favorito. Non manca anche qualche elogio per i giovani del gruppo, a cominciare da Vincenzo Nibali. L'intervista.


Nel giorno di riposo, che giunge a ridosso di soli tre frazioni, le squadre si trasferiscono dalla Sardegna a Salerno. Sebbene i chilometri accumulati siano ancora pochi i girini approfittano del trasferimento per riposare e rilassarsi, dato che la prossima occasione per distendere i nervi sarà dopo la tappa delle terribili Tre Cime di Lavaredo. Approfittando della giornata di oggi abbiamo parlato di ciò che è stato e di quel che sarà con Stefano Zanatta, Direttore Sportivo del team che fino ad ora ha ammazzato il Giro, la Liquigas il cui leader designato è Danilo Di Luca.
Ciao Stefano. Sabato i tuoi ragazzi hanno dominato la cronosquadre, battendo team specializzati come Discovery Channel e CSC. Com’è migliorata nel tempo la Liquigas in quest’esercizio che richiede un grande affiatamento?
Tecnicamente non è certo un lavoro che si improvvisa il giorno prima della gara. Già dall’anno scorso nella cronosquadre di Cremona, ma a partire addirittura dall’inverno del 2005 abbiamo iniziato a svolgere dei lavori più specifici, dando la possibilità a tutti di allenarsi anche a casa, per conto loro. In ritiro abbiamo simulato tantissime prove, testando il meccanismo dei cambi, lavorando sia in fila unica che in doppia fila e svolgendo lavori di questo tipo. La cronosquadre del Giro d’Italia dell’anno scorso ci ha dato una grossa spinta perché arrivando quarti senza avere dei corridori con delle doti da passisti il morale è restato alto. Quest’anno abbiamo continuato a lavorare, testando anche nuovi materiali e migliorando l’intesa con il gruppo mandato al Giro, praticamente lo stesso dell’anno scorso con l’aggiunta di Vanotti e Nibali. Inoltre il percorso de La Maddalena era adatto alle nostre caratteristiche, ondulato, Danilo non è un cronoman puro ma è andata bene. La cronosquadre è un esercizio che richiede un grosso lavoro, che non s’improvvisa. Ormai è diventata una specialità a sé, sono stati molto bravi i ragazzi ad allenarsi con costanza, alla fine il risultato è stato una grandissima soddisfazione per tutto il team. Inoltre ci ha permesso di prendere la maglia rosa, di correre in una situazione che ci ha permesso di vivere di rendita, diciamo, per due giorni. Poi domani ci sarà l’arrivo in salita e la situazione muterà di sicuro.
Appunto, parliamo della tappa di domani. L’arrivo a Montevergine, dove Di Luca vinse nel 2001, è preceduto da una tappa abbastanza nervosa. Chi avrà la meglio e che tipo di corsa imposterà la Liquigas?
Sicuramente difenderemo una maglia rosa che non era nei nostri piani prendere subito, essendo una delle squadre favorite per la vittoria finale e volendo risparmiare il più possibile. Non che non ci credessimo, sia chiaro eh…Quanto a domani, su quel traguardo Danilo ha già vinto e ci tiene a ripetersi, per cui cercheremo di metterlo nella migliore condizione possibile.
Un Di Luca che domani punterà a vincere, perciò?
Intanto Danilo punterà a non farsi staccare dagli altri, la tappa sarà dura e dovremo lavorare molto. Dipende da come avranno recuperato i ragazzi, ma sicuramente cercheremo di restare lì davanti e magari di vincere anche la tappa.
Ritorniamo per un secondo al prologo: alla luce di quanto successo tra Di Luca e Gasparotto come sono i rapporti tra i due ragazzi?
Molto buoni, certo era Di Luca che, come ogni capitano, sarebbe dovuto transitare per primo sul traguardo, ma dopo una prova così io li avrei vestiti tutti e nove di rosa! Perciò va bene lo stesso se la maglia l’ha presa Gasparotto e non Di Luca. Certo, Danilo ha avuto un attimo di stizza perché questo è il suo carattere. Lui è un leader e gli sembrava che fosse giusto vestire fin dal primo giorno la maglia rosa, ma dopo dieci secondi ha capito, ha visto anche l’amarezza di Gasparotto ed è finita lì. Ti dico, la cosa più importante era vincere la cronometro.
Quindi possiamo affermare tranquillamente che il tuo gruppo è molto unito?
Certamente, i ragazzi stanno vivendo un momento particolarmente felice. Gasparotto ha la maglia e magari è un po’ più felice degli altri ma tutti sanno che essere la squadra di riferimento ed avere anche il leader tra le proprie fila è una grandissima soddisfazione.
Nel 2005 siete venuti con Cioni e Garzelli come capitani e Di Luca a caccia di qualche tappa, s’è ritrovato quarto nella classifica finale. L’anno scorso avete puntato tutto sul Giro e vi è andata male. Quest’anno Danilo sembra in ottima condizione dopo la vittoria alla Liegi. Cos’è cambiato dal 2005 ad oggi?
Innanzitutto nel 2005 eravamo un gruppo ancora tutto da amalgamare, Danilo ha vinto prima la maglia rosa e poi è giunto quarto a Milano più sulle ali dell’entusiasmo. Nel 2006 abbiamo avuto molti problemi. Danilo è fondamentalmente un uomo per le corse di un giorno, quindi in un grande giro deve sapere quand’è il momento di muoversi in prima persona e quando invece aspettare, temporeggiare senza sprechi di energie. Penso che da questo punto di vista l’esperienza del 2005 gli tornerà molto utile, inoltre la squadra oggi è molto più affiatata, i ragazzi che prendono parte al Giro sono più o meno sempre quelli ed in tre anni noi della Liquigas abbiamo portato sempre una formazione più che competitiva, che ha sempre lottato fino alla fine. Anche l’anno scorso, una volta fuori Di Luca, abbiamo vinto una tappa con Pellizotti, che è restato quarto in classifica fino all’ultimo giorno ed ha concluso ottavo. Spero che Danilo sappia gestirsi bene e salire almeno sul podio a Milano, questo sì.
Giusto, Pellizotti, sebbene parta da seconda punta, potrebbe correre un ottimo Giro e magari fare classifica?
Franco ha l’esperienza giusta, la condizione giusta per fare molto bene in questo Giro. E’ nella posizione ideale per poter crescere da qui alla fine e fungere da rincalzo nel caso Danilo dovesse cedere. Spero che ciò non accada ma il Giro è lungo e può succedere di tutto. Pellizotti e Di Luca faranno corsa parallela e sarà la strada a decretare che potrà far bene in classifica.
Finora abbiamo parlato di uomini esperti, ma la Liquigas quest’anno presenta anche due ragazzi che il Giro lo corrono per la prima volta. Uno è Gasparotto, l’altro è Nibali. Che cosa prevedi per quest’ultimo nel Giro 2007 e nelle gare a tappe future?
Con Nibali abbiamo programmato una crescita molto, molto graduale. Gli abbiamo fato disputare gare di non più di 10 giorni per fargli capire quali sono i meccanismi di una corsa a tappe, la tensione, il recupero che essa richiede. L’obiettivo è che un giorno lui ne vinca uno, di grande giro, e quest’anno abbiamo voluto farlo partecipare alla corsa rosa per fargli fare esperienza. Volevamo che ci arrivasse al meglio e ci è arrivato. Ora conterà il suo stato d’animo e la capacità che avrà di qui in avanti di stare con i migliori. Penso che le capacità le abbia e che in futuro potrà prendersi delle belle soddisfazioni.
La Liquigas è una delle poche squadre Pro Tour che cura moltissimo il propri