
A Roma i catalani si impongono 2-0 sul Manchester United e conquistano la
Champions League. Un gol per tempo: prima la perla di Eto'o, poi il colpo di
testa di Messi. Gli inglesi imbrigliati dal possesso palla spagnolo, partono
bene, poi vengono sopraffatti dalla squadra di Guardiola. Terza coppa per il
Barcellona.
ROMA, 27 maggio 2009 - Triplete. È il tre il numero magico del Barcellona,
che a Roma diventa campione d’Europa conquistando la sua terza coppa dalle
grandi orecchie e portando a casa il terzo trofeo stagionale, dopo Liga e Coppa
del Re. La striscia di imbattibilità del Manchester Utd in Champions League si
interrompe a 25 partite, proprio sul più bello. La smantellano Eto’o e Messi,
grandi firme in una serata di grande calcio. Sfuma, dunque, il sogno dei Red
Devils di fare il bis sul tetto d’Europa, impresa mai riuscita a nessuno da
quando è nata la Champions.
BARCELLONA AL PRIMO AFFONDO — Nella
meravigliosa cornice dell’Olimpico, l’avvio è tutto di Cristiano Ronaldo. Dopo
appena 2 minuti una punizione velenosa del portoghese scalda le mani a Valdes,
con Park in lieve ritardo per la correzione a rete. Poi "CR7" ci prova di destro
e di sinistro, senza inquadrare il bersaglio. I movimenti d’attacco dello United,
con Park, Ronaldo, Giggs e Rooney a scambiarsi vorticosamente le posizioni,
creano qualche affanno all’improvvisata difesa blaugrana, in cui giocano Toure e
Sylvinho. Al primo tentativo, però, passano i catalani: è il 10’ quando Eto’o
riceve palla sulla destra, salta Vidic come un birillo e sorprende Van der Sar
sul suo palo. Dopo la finale 2006, il camerunese fa centro in un’altra finale di
Champions, sempre contro un club inglese (quella volta era l’Arsenal).
RITMO CATALANO — A quel punto, la
sfida si mette nella direzione che il Barça sperava. La squadra di Guardiola
comincia a far girare la palla con passaggi rapidi, la specialità della casa. E
sale di colpi anche Messi, che con un gran sinistro sfiora il raddoppio. La
reazione dello United è affidata a una punizione alta di Giggs e ai tentativi
solitari di Ronaldo. Rooney, nervoso e troppo largo a sinistra, è a lungo fuori
partita. E il Barça arriva all’intervallo senza troppi scossoni.
PALO DI XAVI — Ferguson, allora,
comincia la ripresa con Tevez al posto di un Anderson poco convincente, come al
solito. Ma l’inizio di secondo tempo è tutto blaugrana: prima un numero di Henry
costringe Van der Sar alla parata di piede, poi una punizione guadagnata dallo
straordinario Iniesta e calciata da Xavi finisce sul palo. Nel mezzo, una
protesta di Messi per una possibile spinta in area. La risposta è in un
inserimento di Park, che non arriva di testa per un soffio su un pallone che
sarebbe valso il pari.
IL SIGILLO DI MESSI — Dentro anche
Berbatov al posto di Park, in uno United che diventa super-offensivo. E che
perde il centrocampo, offrendo il fianco al Barça. Così, al 25’, Messi fa il
passo decisivo verso la conquista del Pallone d’oro colpendo di testa (sì, di
testa) un assist perfetto di Xavi. E’ il 2-0 che stende gli inglesi. Il Barça
può scatenare la sua festa, mentre la Spagna vince la sua dodicesima Champions
League/Coppa dei Campioni e stacca Italia e Inghilterra. Guardiola completa il
suo trionfo, a soli 38 anni, entrando nel ristretto circolo di chi questa coppa
l’ha alzata sia da giocatore che da tecnico. La curva “culé” lo osanna, re Juan
Carlos si complimenterà con lui negli spogliatoi. Comincia la lunga notte di
fiesta catalana.
LE PRIME PAGINE — Via alla
carrellata di titoli pieni di euforia, enfasi, storia, apoteosi, a cominciare
dai giornali catalani: "Il migliore del mondo" (Sport), "Tricampeones!" (Mundo
Deportivo), "Toccando il cielo" (El Periodico, con foto di Guardiola lanciato in
aria dai suoi uomini), "Champions (e 3)!" (La Vanguardia). E gli altri: "Questa
squadra è un'opera d'arte" (Marca), "Triplete" (As), "Il Barça si laurea come
miglior squadra del mondo" (El Pais), "Il Barça culmina le sue gesta" (El Mundo).
I CORI, L'EUFORIA, LA GLORIA
— La celebrazione del successo sul Manchester United è totale, assoluta. Ci sono
i cori, per esempio, che finiscono nei titoli di Mundo Deportivo e Sport:
"Essere del Barça è il meglio che c'è", e il tormentone ripreso da una
trasmissione satirica tv che piace tanto ai giocatori: "Copa, Liga, Champions!".
Una menzione per l'enorme 'Gracias!" di Sport, l'"Angeli e diavoli" di As, il "Perfect
team!" in inglese di Marca e il pezzo del Pais: "Festa persino alla Cibeles",
tempio acquatico del madridismo ieri profanato dalla comunità blaugrana
madrilena. In tema d'ironia ecco anche le "Lacrime bianche" raccontate dal Mundo
con particolare attenzione a Ronaldo, che ieri si è vestito di bianco e che
potrebbe farlo di nuovo a breve, passando al Madrid.
LA PARTITA — E naturalmente
la partita: "Esibizione e festa da incorniciare" (Mundo Deportivo), "Immortale e
indimenticabile" (La Vanguardia), "Impero Barcellona" (El Mundo) e il curioso
commento di Bernd Schuster, columnist di Marca: "Il posizionamento sul campo del
Manchester United mi ha ricordato quello scelto da Juande Ramos per il Madrid
nella serata del 6-1 del Bernabeu".
DISTINZIONI SINGOLE — Difficile scegliere un
solo protagonista in un trionfo di squadra, ma qualcosa, a parte la volata per
Messi verso il Pallone d'Oro, c'è. Sport sottolinea il ruggito del leone Eto'o,
l'uomo che con il suo gol ha cambiato il corso della gara, La Vanguardia sceglie
"Piquenbauer", "Un leader in difesa", El Periodico fa una tripletta dedicando
omaggi a Eto'o "Sempre il primo", a Messi e al suo "Volo più dolce", sul cross
di Xavi, e a Iniesta, definito "Il principe" (curiosamente nello stadio che fu
del principe Giannini). Il Pais punta sul gruppo: "Quanti geni riuniti", dice,
ricordando la sicurezza di Valdes, la leadership di Puyol, la grandezza di Xavi
e Iniesta. El Mundo parla di "Santissima trinità", e il riferimento è a Xavi,
Iniesta e Puyol che ieri hanno chiuso un'annata spettacolare cominciata con la
vittoria con la Spagna all'Europeo.
PALLONE D'ORO — "Lo sente nel naso", dice il
Mundo Deportivo in riferimento al profumo del Pallone d'Oro che Leo dovrebbe
vincere a fine anno. "Leo ha messo l'Olimpico ai suoi piedi e corre verso il
Pallone d'Oro" (Sport), "Messi è il migliore" (Pais): "La Pulce segna un gol di
testa e e dimostra a Cristiano Ronaldo che ha chiuso fuori di sé, che è
l'autentico re". "Di testa contro il Pallone d'Oro" dice El Mundo.
FIUMI D'INCHIOSTRO — Un numero di pagine
infinito, quello dedicato al trionfo del Barça e complessivamente alla sua
straordinaria stagione. Mundo Deportivo pubblica addirittura 48 (quarantotto)
pagine sul Barça, Sport "si ferma" a 36. La Vanguardia, che nei giorni normali
allo sport non dedica più di 3 pagine, oggi ne ha 15 sul Barça. Il Periodico,
quotidiano politico, pubblica la prima pagina "non calcistica" del giornale
avvolta in un supplemento di 24 pagine dedicate al trionfo blaugrana. E comunque
in prima pagina la notte di Roma trova comunque spazio visto che c'è una grande
foto di Zapatero e Berlusconi.
Lo Staff
Fonte:www.gazzetta.com