
Il nuovo attaccante dell'Inter è l'unico africano ad aver segnato in due finali
di Champions, vinte con il Barcellona. In blaugrana ha realizzato 130 reti in
200 partite, ma col tecnico Guardiola non c'è mai stato feeling.
Il cognome: A quale padre si
riferisse non è chiaro. Perché Samuel Eto'o di padri ne ha due. Uno è
quello naturale, genetico: non si chiama Eto'o, il suo nome è Jona Okwa ed è
stato sposato con tre donne, la prima delle quali diede alla luce Samuel nel
1981. Il secondo è quello calcistico e la sua figura aleggia nel mistero. Lui
sì, si chiama Eto'o. Ed è l'uomo che a Kumba, in Camerun, prese sotto la sua ala
quel ragazzino destinato a diventare, un giorno, un fuoriclasse del calcio
mondiale.
Uzbekistan: La vita privata
del nuovo attaccante dell'Inter è sempre stata movimentata, ma anche quella
sportiva è da romanzo. Esattamente un anno fa, Samuel stava prendendo
informazioni sul clima di Tashkent, perché la sua destinazione più probabile era
l'Uzbekistan. Sapendo che i rapporti tra il nuovo tecnico Guardiola e la stella
camerunese erano tesi, il Kuruvchi aveva invitato al giocatore a lasciare
Barcellona e mettersi in tasca una quarantina di milioni per trasferirsi nella
capitale uzbeka. Il Kuruvchi, che oggi ha cambiato nome in Bunyodkor ed è
allenato da Felipe Scolari, dovette consolarsi con l'ingaggio di Rivaldo,
vecchia gloria blaugrana. Perché Eto'o non accettò quella mega-offerta e rimase
a Barcellona, facendo la sua fortuna e quella dei catalani.
Una montagna di gol: Del resto, parlano i numeri. Nella scorsa stagione, il camerunese ha segnato 30 gol nella Liga e 6 in Champions League, portando a 130 il numero di centri con la maglia del Barça, nelle varie competizioni. Il tutto in 200 presenze, per una media-gol da paura. E pensare che, a 16 anni, il cartellino di Eto'o era di proprietà del Real Madrid. I blancos lo mandarono in prestito al Leganes, all'Espanyol e al Maiorca, ma non credettero
in lui. Lo lasciarono riscattare dal club delle Baleari e se ne pentirono ben
presto, perché a Maiorca Samuel segnò 54 gol in cinque stagioni, prima si
trasferirsi a Barcellona. Se ci aggiungete i 39 gol con la maglia della
nazionale (miglior goleador della storia del Camerun e capocannoniere ogni epoca
della Coppa d'Africa con 16 reti), il computo totale sale a 242 bersagli in 379
partite.
Privato e Razzismo:
Personaggio impulsivo e difficilmente gestibile, fuori dal campo Eto'o ha fatto
sempre parlare di sé. E non solo per una smodata passione per le auto da corsa,
che ha trasformato il suo garage in un autosalone con decine di vetture
costosissime. Samuel ha avuto tre figli dalla moglie Georgette, ma ha dovuto
riconoscere la paternità anche di Annie, nata nel 2002 dalla relazione con una
donna in Sardegna. L'anno scorso, diede una testata a un giornalista con cui
aveva avuto un diverbio nel ritiro della nazionale. Ambasciatore Unicef, è
attivamente impegnato contro il razzismo. Lo dimostrò anche in campo, quando nel
febbraio 2006 minacciò di uscire dal campo durante una partita a Saragozza, in
cui veniva costantemente bersagliato con ululati e lanci di noccioline. In
quella partita, dopo aver realizzato la terza rete blaugrana, esultò
polemicamente, muovendosi come una scimmia.
Decisivo quando conta:
Quel
gol alla Romareda lo ricorda con un un gusto particolare, Samuel. Ma
probabilmente non è il più importante della carriera. Eto'o è finora l'unico
africano ad aver segnato e portato a casa la coppa in due finali di Champions
League: nel 2006 raddrizzò il match con l'Arsenal, lo scorso maggio stese il
Manchester Utd. In precedenza, aveva già segnato nella finale dell'Olimpiade
2000, quando il Camerun sconfisse ai rigori la Spagna. E nello stesso anno aveva
fatto centro anche contro la Nigeria, nella finale di Coppa d'Africa. I tifosi
dell'Inter facciano gli scongiuri: arrivare alla finale della prossima Champions
League sarà tutt'altro che semplice, ma se l'impresa dovesse riuscire, con
Samuel Eto'o in campo, a Madrid si partirà già avanti 1-0.
Fonte: www.gazzetta.com