

Un gol di Puyol spedisce la squadra campione d’Europa in finale contro l’Olanda. L’ammissione del ct tedesco: “Più forti di noi, vinceranno il Mondiale”.
Con il trionfo europeo di due anni fa, la Spagna si era già tolta di dosso l’etichetta scomoda di grande incompiuta, incapace di vincere nei grandi appuntamenti internazionali. Dopo aver bissato nel 2008 il successo continentale del 1964, le Furie Rosse approdano ora alla finale del Mondiale sudafricano dopo avere battuto una pur ottima Germania per 1-0. Lo ha detto con sincerità Joachim Loew, il ct dei tedeschi, qual è stata la carta vincente degli iberici: “Facevano circolare la palla in modo tale che era impossibile stargli dietro, ci hanno fatto sprecare molte energie”.
Xavi e Andres Iniesta, secondo tutti i commentatori, sono stati i dominatori del centrocampo e questa è stata un’altra delle chiavi di volta di un percorso finora quasi senza ombre. E poi, davanti, un grandissimo Villa e una difesa solida come una roccia: un solo gol subito in sei partite, nella sorprendete sconfitta iniziale contro la Svizzera.
Alla prima Coppa del Mondo in terra d’Africa, la Spagna è giunta non solo forte del primo posto del ranking Fifa, davanti al Brasile, ma con la consapevolezza di avere forse la più grande chance della sua storia di alzare al cielo quella che sarebbe la sua prima Coppa del Mondo.
Scippata nei quarti di finale del Mondiale nippocoreano del 2002 per un arbitraggio favorevola alla Corea del Sud, buttata fuori a spallate dalla Francia di Zidane quattro anni fa in Germania, dopo le meraviglie fatte vedere negli ultimi tre anni la formazione di Del Bosque era tra le favorite assolute ed è una delle poche grandi a non avere deluso.
C’era stato qualche dubbio nella Confederations Cup dello scorso anno, dove era giunta terza e in semifinale era stata battuta dagli Stati Uniti dopo una striscia record di 35 partite utili consecutive (15 le vittorie di fila). L’autostima della Nazionale iberica non ne era stata però intaccata e le Furie Rosse hanno superato senza difficoltà le qualificazioni, ottenendo 10 vittorie in altrettante gare con 28 gol fatti e appena 5 subiti.
A Madrid e non solo dicono che la Spagna ha tutto per arrivare alla Coppa del mondo 2010: un gioco simile a quello del Barcellona e la sua lunga serie di campioni come Xavi, Iniesta, Fabregas, Busquets, Pique’, Puyol, Casillas, Torres e Villa; e anche un allenatore, Vicente Del Bosque, che ha dimostrato nella sua esperienza con il Real Madrid (2 Champions, 2 campionati e 1 Coppa Intercontinentale) di essere un vincente.
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